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Centinaio: “Quest’aria frizzante può diventare irrespirabile come ai tempi dei gialloverdi”

Il vicepresidente del Senato, il leghista Gian Marco Centinaio

 

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Il vicepresidente del Senato: “Salvini paraculetto?L’offesa di FI al nostro leader è un insulto a tutti i leghisti. Smettano di provocare”
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ROMA — «L’aria è frizzante, basta che non diventi irrespirabile, come nel 2019». Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, in quel governo, il Conte I, retto dal bizzoso tandem Lega-M5S, era un ministro di peso, titolare dell’Agricoltura. Quel film l’ha visto bene, in prima fila. «E la situazione di questi giorni, queste tensioni continue, me la ricorda», racconta al termine dell’ennesima giornata di frecciate con i soci di maggioranza azzurri.

Vicepresidente Centinaio, il portavoce di FI, Raffaele Nevi, dà a Salvini del “paraculetto…”. Che rispondete?

«Che non vedo l’ora che finisca la sessione della legge di bilancio, per tornare a un clima più sereno, in cui si possa lavorare tutti con serietà».

Davvero sono solo attriti legati agli emendamenti in manovra? O sta scricchiolando qualcosa?

«Spero che il tema sia solo legato alla manovra. Ma dare del paraculetto, come ha fatto FI, al leader di un partito significa insultare tutti i leghisti. E no, noi non ci sentiamo affatto par…

ROMA — «L’aria è frizzante, basta che non diventi irrespirabile, come nel 2019». Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, in quel governo, il Conte I, retto dal bizzoso tandem Lega-M5S, era un ministro di peso, titolare dell’Agricoltura. Quel film l’ha visto bene, in prima fila. «E la situazione di questi giorni, queste tensioni continue, me la ricorda», racconta al termine dell’ennesima giornata di frecciate con i soci di maggioranza azzurri.

Vicepresidente Centinaio, il portavoce di FI, Raffaele Nevi, dà a Salvini del “paraculetto…”. Che rispondete?

«Che non vedo l’ora che finisca la sessione della legge di bilancio, per tornare a un clima più sereno, in cui si possa lavorare tutti con serietà».

Davvero sono solo attriti legati agli emendamenti in manovra? O sta scricchiolando qualcosa?

«Spero che il tema sia solo legato alla manovra. Ma dare del paraculetto, come ha fatto FI, al leader di un partito significa insultare tutti i leghisti. E no, noi non ci sentiamo affatto paraculetti. Agli insulti dovremmo rispondere con altri insulti? Io per ora mi limito a dire: stiamo tutti più tranquilli, evitiamo di provocare».

Altrimenti il rischio quale è?

«Non vedo rischi, perché i rapporti personali tra i leader della coalizione sono buoni, nonostante questa aria frizzante ci sia. Credo che il governo sia di base solido e che Meloni sia in grado di tenere, però…».

Però?

«Ho già visto ai tempi del governo gialloverde l’aria frizzante trasformarsi, col passare dei mesi, in un’aria irrespirabile».

Tanto che si arrivò a una crisi di governo.

«Esatto. Evitiamo frizioni, quindi, lavoriamo seriamente».

Servirà un altro vertice fra i leader, visto che l’apericena nella villa di Meloni non ha sopito le tensioni, anzi sembra averle esacerbate?

«Io la penso così: se loro si vedono e si chiariscono, la situazione è più serena e va meglio per tutti. Insomma, si vedano, litighino pure se è necessario, ma poi escano con un documento comune che indichi quali sono i passi avanti da fare».

Da FI sostengono che il vostro voto contro un emendamento azzurro sulla sanità in Calabria sia stata una ritorsione per il canone Rai. È così?

«Ma no, è stata una decisione presa dal gruppo. In generale, per evitare altri incidenti noi invitiamo tutti i colleghi a concordare prima gli emendamenti. Perché se poi dobbiamo andare in ordine sparso, le cose non vanno bene».

Il vicepremier Tajani sta dicendo in tutte le salse che vi aveva avvisato, che per loro quell’emendamento non era votabile e che si sono comportati di conseguenza.

«Siamo una coalizione. Io parlo anche per il futuro. Se i senatori di FI decidono di smarcarsi su un emendamento senza che la mossa sia concordata, a quel punto diventa “liberi tutti”. E sa quanti emendamenti di maggioranza a me non piacciono? Devo votare contro ogni volta? Io credo che nel momento in cui uno si smarca, deve avvisare per tempo».

Salvini sostiene che nel programma di governo del centrodestra fosse presente il taglio del canone Rai. E che voi siete stati coerenti. Ma Forza Italia dice l’opposto: quel taglio non c’era, si parlava genericamente di ridurre le tasse. Da qui il “paraculetto” di Nevi…

«Allora viviamo in mondi diversi. Oppure abbiamo bozze diverse di quel programma. Ripeto: mi sembra di essere tornato ai tempi del governo con il M5S, in cui ad ogni controversia si faceva riferimento al contratto di governo…».

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