Il funerale di Grillo ai 5S: “Il Movimento è morto, sul futuro ho un’idea”
di Gabriella CeramiROMA — Celebra un funerale allegro, con l’estro del comico che vuol far piangere e ridere. Beppe Grillo appare in video alla guida di un carro funebre ma lo fa sulle note dell’Inno alla gioia di Beethoven. Potrebbe sembrare una contraddizione, un ossimoro, ma tutto invece è studiato nei minimi dettagli. Perché il Movimento 5 Stelle «è stramorto», dice il fondatore, «però è compostabile e il suo humus non è morto». E anche se «oggi non c’è più il futuro, io ho un’idea, ve la svelerò, non finisce qui, questo Movimento avrà un altro decorso meraviglioso». Insomma, una specie di resurrezione dunque e, secondo il garante, ci sarebbero ancora buoni motivi per stare allegri. Non a caso il titolo del suo post è «sono ottimista».
Innegabile però che Grillo sia provato dag…
ROMA — Celebra un funerale allegro, con l’estro del comico che vuol far piangere e ridere. Beppe Grillo appare in video alla guida di un carro funebre ma lo fa sulle note dell’Inno alla gioia di Beethoven. Potrebbe sembrare una contraddizione, un ossimoro, ma tutto invece è studiato nei minimi dettagli. Perché il Movimento 5 Stelle «è stramorto», dice il fondatore, «però è compostabile e il suo humus non è morto». E anche se «oggi non c’è più il futuro, io ho un’idea, ve la svelerò, non finisce qui, questo Movimento avrà un altro decorso meraviglioso». Insomma, una specie di resurrezione dunque e, secondo il garante, ci sarebbero ancora buoni motivi per stare allegri. Non a caso il titolo del suo post è «sono ottimista».
Innegabile però che Grillo sia provato dagli eventi e pur mantenendo la sua lucida follia non ha più lo smalto di un tempo. Si sente tradito, impensabile fino a un anno fa, eppure gli iscritti hanno votato per cancellare il ruolo del garante, dare più poteri al presidente, quindi a Giuseppe Conte, e per modificare il simbolo, che il co-confondatore vuole riprendersi a tutti i costi, passando alle vie legali.
L’elevato, nei giorni scorsi, ha impugnato i quesiti più combattuti e ha chiesto una nuova consultazione, che inizierà giovedì e terminerà domenica. Questa volta Grillo va a caccia di consensi, pur sapendo di avere poche speranze. «Ho già perso», ammette, tanto che non fa un vero e proprio invito all’astensione, unica strada che gli consentirebbe di avere la meglio puntando sul mancato raggiungimento del quorum. Ma sarebbe stato politicamente scorretto e anche un po’ complicato da spiegare. Quindi il tutto si traduce in un «fate come vi pare: votate o andate a funghi».
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Racconta però le sue verità, con l’intento di ribaltare il risultato. Torna ad attaccare «il mago di Oz», ovvero l’ex premier che con il suo ego ha incantato e ingannato gli elettori e «non si fa mai trovare». Dice di aver mandato «cinquanta proposte» politiche a Conte, ma che lui non lo ha mai accolto a Roma per discuterne.
C’è rabbia e incredulità tra i parlamentari stellati. Per diverse ore restano in silenzio per metabolizzare le dure parole del fondatore, poi decidono di reagire per dire che la versione diffusa da Grillo è «un’altra bugia», come sostiene Riccardo Ricciardi, vicepresidente M5s che riepiloga tutti i momenti in cui, più che essere d’aiuto, il garante ha messo i bastoni tra le ruote alla creatura che lui stesso aveva contributo a dare vita. La senatrice Alessandra Maiorino in una diretta Facebook aggiunge che il fondatore «ha una visione miope e padronale». E nessuno, come chiarisce anche la vice capogruppo alla Camera Vittoria Baldino, ha intenzione di perdere il simbolo.
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Nulla di inatteso per Grillo. Non è un caso se nel suo video ammette di non riconoscere «più nessuno» nel Movimento e accusa il presidente di averlo «disintegrato» nei valori fondativi, come il limite dei due mandati, e di averlo fatto diventare «un partitino progressista». Dunque l’ex premier, a sentire il garante, «ha una psicosi, soffre di sindrome di compulsione a specchio proiettata sugli altri».
Il comico genovese ne ha anche per il suo ex pupillo Roberto Fico, in lizza per essere candidato alla presidenza della regione Campania: «Il Movimento fa giochetti che neanche la Democrazia cristiana vent’anni fa. Io ti appoggio il candidato Pd alle regionali in Liguria e in Emilia e tu mi appoggi il ‘c’aggiafà’ con l’autobus in Campania». La mente va all’immagine dell’ex presidente della Camera arrivato, ma solo il primo giorno, con il bus a Montecitorio. Tutto ciò ha «trasformato questo partitino in niente».
Non è più la creatura che Grillo sentiva sua, non è più il Movimento che ha fondato e lo rivuole indietro: «Fatevi un altro simbolo e andate avanti». Una sfida a Conte ma anche una supplica.