Il record è dell’edizione 2024: 60.2 milioni di euro di raccolta pubblicitaria, dieci in più rispetto a un anno prima. E se il conto per l’anno in corso è ancora da chiudere, nel 2023 l’incasso dell’intera raccolta pubblicitaria di viale Mazzini era pari a 529 milioni di euro: in sostanza, i cinque giorni di Sanremo valevano un decimo dell’intero anno. E ancora, per l’azienda i costi dell’organizzazione del Festival – che comprendono anche i cachet dei conduttori e le spese per le cinque serate – ammontavano per l’edizione 2024 a 20 milioni di euro: un saldo attivo di 40. Un affarone.
Ecco cosa significa Sanremo per la Rai, a parte gli altri numeri: nella serata finale dell’edizione 2024 il picco di ascolti è stato registrato alle 22.39 con 18 mil…
Il record è dell’edizione 2024: 60.2 milioni di euro di raccolta pubblicitaria, dieci in più rispetto a un anno prima. E se il conto per l’anno in corso è ancora da chiudere, nel 2023 l’incasso dell’intera raccolta pubblicitaria di viale Mazzini era pari a 529 milioni di euro: in sostanza, i cinque giorni di Sanremo valevano un decimo dell’intero anno. E ancora, per l’azienda i costi dell’organizzazione del Festival – che comprendono anche i cachet dei conduttori e le spese per le cinque serate – ammontavano per l’edizione 2024 a 20 milioni di euro: un saldo attivo di 40. Un affarone.
Ecco cosa significa Sanremo per la Rai, a parte gli altri numeri: nella serata finale dell’edizione 2024 il picco di ascolti è stato registrato alle 22.39 con 18 milioni e 259 mila spettatori quando sul palco c’erano Fiorello e Roberto Bolle. Il picco di share è invece arrivato alle 0.56 con 85,3% per la lettura della classifica finale. E poi ci sono gli artisti: nella classifica annuale di Spotify il vincitore è Geolier, arrivato secondo a Sanremo 2024. Il rapper napoletano – vero nome Emiliano Palumbo, anni 24 – è primo sia nella classifica tra gli artisti più ascoltati sia in quella dei brani più ascoltati con “I p’ me tu p’ te”, direttamente dal Teatro Ariston.
E pensare che il Festival è nato per risollevare le finanze del Casinò di Sanremo: il ragioniere Amilcare Rambaldi sulla scorta di una rassegna di canzoni napoletane lo propose anni prima, ma la proposta fu scartata due volte prima di essere accolta nel 1951 grazie all'allora direttore delle pubbliche relazioni del casinò di Sanremo Angelo Nicola Amato e al giornalista Angelo Nizza. Tre cantanti in gara che eseguivano 20 canzoni, tre serate di musica, la conduzione di Nunzio Filogamo, “Grazie dei fior” di Nilla Pizzi a vincere, e sui giornali dell’epoca un trafiletto e poco più. La prima edizione a essere trasmessa dalla Rai arriverà solo nel 1955, a partire dalle 22.45 dopo “Un due tre” condotto da Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi.
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Altri numeri, altri tempi: per l’edizione 2025 Rai pubblicità prevede ascolti “in forte crescita”. Sono sicuramente in crescita del 7 per cento i listini pubblicitari: quindici secondi di spot in prime time costano tra i 100mila e i 150mila euro netti, senza contare i golden minute o i momenti premium. I trenta cantanti annunciati da Carlo Conti servono a cercare di sfondare quel record di 60 milioni di incassi pubblicitari.