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Dall’arresto alla scarcerazione, l’intrigo Sala-Abedini. Tutte le tappe

(ansa)
Il fermo dell’iraniano all’aeroporto di Malpensa il 16 dicembre avviene tre giorni prima di quello della giornalista italiana bloccata a Teheran. I due casi sembrano intrecciarsi. Ecco come
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Dopo quasi venti giorni di prigionia nel carcere di Evin in Iran, l’8 gennaio la giornalista italiana Cecilia Sala torna a casa. La 29enne si trovava in Iran per indagare sulla condizione delle donne nel Paese, quando è stata arrestata per non aver rispettato le leggi locali, così viene riferito dalle autorità di Teheran. L'ipotesi però più probabile, sin da subito, è quella di una ritorsione dopo l'arresto dell'iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, informatico 38enne bloccato il 16 dicembre all'aeroporto di Malpensa dalla Digos su richiesta degli Stati Uniti che ne vogliono l'estradizione. È accusato di aver contrabbandato componenti di droni a favore dei Guardiani della Rivoluzione. Le tempistiche fanno riflettere: il fermo avviene tre giorni prima di quello della giornalista italiana. I due casi sembrano intrecciarsi. Ecco come.

Dopo quasi venti giorni di prigionia nel carcere di Evin in Iran, l’8 gennaio la giornalista italiana Cecilia Sala torna a casa. La 29enne si trovava in Iran per indagare sulla condizione delle donne nel Paese, quando è stata arrestata per non aver rispettato le leggi locali, così viene riferito dalle autorità di Teheran. L'ipotesi però più probabile, sin da subito, è quella di una ritorsione dopo l'arresto dell'iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, informatico 38enne bloccato il 16 dicembre all'aeroporto di Malpensa dalla Digos su richiesta degli Stati Uniti che ne vogliono l'estradizione. È accusato di aver contrabbandato componenti di droni a favore dei Guardiani della Rivoluzione. Le tempistiche fanno riflettere: il fermo avviene tre giorni prima di quello della giornalista italiana. I due casi sembrano intrecciarsi. Ecco come.

L’arresto di Abedini il 16 dicembre a Malpensa

L’iraniano Mohammad Abedini Najafabadi viene arrestato il 16 dicembre a Malpensa e detenuto nel carcere milanese di Opera in regime di alta sicurezza su richiesta degli Usa che ne chiedono l'estradizione. L'uomo viene considerato “responsabile dei droni” del regime iraniano, accusato di associazione a delinquere con finalità di terrorismo e cospirazione per esportare componenti elettronici. Per gli Usa Abedini avrebbe fornito il supporto materiale al Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica, che ha poi portato alla morte di tre militari statunitensi, uccisi da un attacco con un drone su una base in Giordania.

L’arresto di Cecilia Sala il 19 dicembre a Teheran

Il 19 dicembre, il giorno prima di rientrare in Italia, Sala viene fermata dai pasdaran a Teheran, dove, con regolare visto, era andata per raccogliere materiale per il suo podcast Stories.

La notizia dell’arresto di Sala otto giorno dopo

Il 27 dicembre il caso della giornalista del Foglio e di Chora Media – che si trovava in Iran dal 12 dicembre con regolare visto giornalistico – diventa di dominio pubblico. Otto giorno dopo il suo arresto in isolamento nel carcere di Evin, dove sono detenuti i dissidenti politici. All'inizio non sono noti i motivi del fermo ma si parla solo di generici "comportamenti illegali".

L’incontro di Sala e l’ambasciatrice italiana nel carcere di Teheran

Quello stesso giorno l'ambasciatrice d'Italia a Teheran, Paola Amadei, effettua una visita consolare per verificare le condizioni della reporter. “È in buona salute, è in una cella da sola, a differenza della giovane Alessia Piperno che invece era in cella con altre persone che non parlavano nessuna lingua se non la loro. Adesso riceverà attraverso il ministero degli Esteri dell'Iran, su consegna della nostra ambasciata, beni di prima necessità", afferma il ministro degli Esteri Tajani. Ma i pacchi con i beni non vengono consegnati. In una nuova telefonata alla famiglia Sala si sfoga dicendo che dorme a terra senza materasso, solo con una coperta, senza occhiali e senza una mascherina per coprirsi gli occhi e ripararsi dalla luce sempre accesa della cella di Evin. Parole che fanno scattare la mobilitazione in Italia con l'hashtag #freeCeciliaSala. Tajani convoca alla Farnesina l'ambasciatore iraniano, la premier Giorgia Meloni un vertice a Palazzo Chigi.

Il legame con l’uomo dei droni Abedini

Da subito emerge che l'arresto dell'italiana è legato a quello di Mohammad Abedini Najafabadi. L'accusa per l'uomo dei droni è di aver passato a Teheran componenti per l'assemblaggio di Shahed, i terribili droni iraniani, che un anno fa in un attacco in Giordania hanno causato l'uccisione di 3 militari americani. Il 15 gennaio viene fissata l'udienza per decidere gli arresti domiciliari. Ma Washington fa sapere di essere assolutamente contraria alla scarcerazione vista anche la precedente fuga del trafficante d'armi russo Artem Uss, evaso dai domiciliari nel marzo del 2023.

L’ambasciatrice italiana a Teheran convocata dal ministero degli Esteri iraniani

Il 3 gennaio l'ambasciatrice Paola Amadei viene convocata dal ministero degli Esteri iraniano, che per voce del direttore generale per l'Europa, Majid Nili Ahmadabadi, critica l'arresto di Abedini definendolo "un atto illegale, che danneggia i rapporti" tra Roma e Teheran. Il 6 gennaio, però, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, sosterrà che l’arresto della giornalista non abbia nulla a che fare con quello di Abedini.

Meloni vola da Trump

Il 4 gennaio, a sorpresa, Meloni vola a Mar-a-Lago per incontrare il presidente eletto Donald Trump e affrontare la vicenda Sala.

L’Iran esclude la ritorsione

Qualcosa sembra muoversi. La portavoce del governo di Teheran Fatemeh Mohajerani afferma che l'arresto di Sala non è "una ritorsione" dell'Iran per il fermo di Mohammad Abedini Najafabadi. "Spero che il suo problema venga risolto rapidamente", aggiunge Mohajerani. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei aggiunge che c'è un'inchiesta in corso sulla giornalista, escludendo anche lui però legami con l'uomo dei droni.

L’intervento di Nordio e la scarcerazione immediata di Abedini

La scarcerazione della freelance Sala ha aperto nuove strade diplomatiche per l'ingegnere iraniano che nel frattempo aveva chiesto gli arresti domiciliari. Solo una richiesta del Guardasigilli Carlo Nordio avrebbe potuto portare alla sua liberazione. Richiesta ora arrivata: il ministro ha depositato alla Corte di appello di Milano la richiesta di revoca degli arresti per il cittadino iraniano disponendo la scarcerazione immediata di Abedini. Una possibilità che sin dall’inizio il ministro ha avuto ma che non era stata presa in considerazione per evitare di aprire un caso con gli Stati Uniti. Poi la premier ha preso in mano il fascicolo, i contatti con il presidente uscente Joe Biden e con quello appena eletto, Donald Trump, per spiegare le motivazioni dietro la scarcerazione.

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