Santalucia su ddl sicurezza: “Diritto diseguale e uso simbolico della punizione contro il dissenso”
di Conchita SanninoIl presidente dell'Anm Giuseppe Santalucia
Il ddl Sicurezza? Presenta “forme pericolose di un uso simbolico del diritto penale. Concordo con le osservazioni che ho sentito qui da parte della presidente Finocchiaro, del presidente Flick. Penso punisca in maniera sproporzionata il dissenso, e che dica ancora una volta il clima che attraversiamo”. Così il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Santalucia interviene ufficialmente per la prima volta, con toni severi e come sempre tecnici, contro il provvedimento del governo già finito al centro di un infuocato dibattito sulla singolare ipotesi di scudo che sarebbe riservato alle forze dell’ordine. Il vertice del sindacato delle toghe è in un parterre densissimo, nel quattrocentesco Salone dei Piceni, per partecipare all’incontro pubblico su “Costituzione e Sicurezza”, organizzato da ‘Italiadecide’, presidente Anna Finocchiaro, e da Fondazione Magna Carta, guidata da Gaetano Quagliariello, insieme anche a Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Consulta, F…
Il ddl Sicurezza? Presenta “forme pericolose di un uso simbolico del diritto penale. Concordo con le osservazioni che ho sentito qui da parte della presidente Finocchiaro, del presidente Flick. Penso punisca in maniera sproporzionata il dissenso, e che dica ancora una volta il clima che attraversiamo”. Così il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Santalucia interviene ufficialmente per la prima volta, con toni severi e come sempre tecnici, contro il provvedimento del governo già finito al centro di un infuocato dibattito sulla singolare ipotesi di scudo che sarebbe riservato alle forze dell’ordine. Il vertice del sindacato delle toghe è in un parterre densissimo, nel quattrocentesco Salone dei Piceni, per partecipare all’incontro pubblico su “Costituzione e Sicurezza”, organizzato da ‘Italiadecide’, presidente Anna Finocchiaro, e da Fondazione Magna Carta, guidata da Gaetano Quagliariello, insieme anche a Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Consulta, Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere Penali, i giuristi Marco Ruotolo, Giorgio Spangher e Mario Esposito, e con la vicepresidente Pd del Senato, Anna Rossomando.
Aggiunge quindi Santalucia, sul ddl sicurezza: “Per entrare nel merito, colpisce ad esempio che si inserisca la significativa aggravante a carico di di chi protesta per contrarietà alle “opere pubbliche strategiche”, e per chi imbratta o si macchia del reato di danneggiamento con l’intento di offendere un’istituzione, ancora con l’intento della soppressione o della eventuale deterrenza del dissenso”. Insomma, ragiona Santalucia, “tornando alle opere pubbliche strategiche: lo leggi e pensi subito ad alcuni collegamenti, si vuole ad esempio punire di più chi si oppone al Ponte sullo Stretto?”.
Santalucia poi cita un caso emblematico. “Per dire del momento che attraversiamo. È già successo che si sperimentino modalità varie contro chi si esprime in maniera critica: un collega ha osato esprimere ragionamenti e critiche come noi qui ora, sull’idea che si ha di punire il dissenso, e dopo qualche giorno è stata chiesta al Csm l’apertura di una pratica a censura”. Il riferimento è al procuratore aggiunto di Reggio Calabria (già sotto scorta da tempo per il suo impegno antimafia) Stefano Musolino, finito nel mirino anche perché della corrente di sinistra dei magistrati, di Md.
Ma nel day after dello storico via libera alla Camera alla separazione delle carriere (è solo il primo di un più lungo ma disteso percorso), Santalucia interviene poi anche su quella riforma, formalmente dedicata in aula dalla maggioranza alla memoria di Silvio Berlusconi: ''Quello che più stupisce è che si sia voluto blindare, impedire una discussione parlamentare su una revisione costituzionale di così delicato profilo come quella della riforma del potere giudiziario che tocca l'equilibrio dei poteri. Il fatto che si sia voluta blindare ci sconcerta e spero che si recupererà uno spazio di confronto, dialogo, discussione. L’Anm non è mai stata audita in commissione, basti questo''. Molto concreto poi il rischio della perdita di autonomia e indipendenza: “Se si toglie il pm dalla sfera del giudiziario lo si attrae inevitabilmente, quali che siano leindicazioni del testo, nella sfera di influenza dell'esecutivo. Su questo terreno si scontera' un sacrificio dei diritti dei cittadini, perche' sel'azione penale non sara' governata dal principio di uguaglianza, ma dalle indicazioni delle maggioranze politiche sara' un'azione penale diseguale", continua Santalucia. Inevitabile il referendum all’orizzonte, e quindi i giudici non solo adotteranno forme di protesta - già a partire dalle imminenti cerimonie in Corte d’Appello - ma scendono in campo a spiegare, a coinvolgere i cittadini per la consultazione.
“L'Anm cercherà dispiegare questi profili tecnici che non sono di immediata percezione per chi non e' del mestiere, cercando di consentire ai cittadini tutti che sono chiamati alla consultazione referendaria - conferma Santalucia - di fare le scelte che meglio ritengono, ma consapevolmente e aldi fuori delle bandiere che sono state sventolate ieri dicendo che questa e' una riforma epocale".