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Preziosi: “Un solo contenitore non basta a riunire i credenti. Il consenso fa la differenza”

Ernesto Preziosi 

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L’ex parlamentare dem: “Dai due convegni un messaggio a Schlein. C’è una critica al silenzio su grandi temi”
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Roma — Ernesto Preziosi, sull’asse Milano-Orvieto i centristi chiedono al Pd di tornare a parlare ai moderati. Da cattolico dem e presidente di Argomenti 2000 come legge questo invito?

«È sempre positivo promuovere il confronto, anche se si tratta di due convocazioni diverse perché quella di Milano, di Comunità democratica, e quella di Orvieto, di Libertà Eguale, sono realtà che non si possono mettere sullo stesso piano. La prima ha una presenza maggiore di cattolicesimo, la seconda si riferisce a una realtà più laica della politica».

Cosa c’è dietro tutto questo?

«C’è stato un evento importante della Chiesa italiana: la settimana sociale dei cattolici a Trieste nel luglio scorso. Quel momento ha segnato senza dubbio un risveglio di tutte quelle energie presenti nel cattolicesimo sociale italiano che si sono sentite responsabilizzate rispetto al periodo che viviamo, caratterizzato anche dal non voto».

C’è quindi bisogno di un centro fuori dal Pd che porti le persone a votare o, come h…

Roma — Ernesto Preziosi, sull’asse Milano-Orvieto i centristi chiedono al Pd di tornare a parlare ai moderati. Da cattolico dem e presidente di Argomenti 2000 come legge questo invito?

«È sempre positivo promuovere il confronto, anche se si tratta di due convocazioni diverse perché quella di Milano, di Comunità democratica, e quella di Orvieto, di Libertà Eguale, sono realtà che non si possono mettere sullo stesso piano. La prima ha una presenza maggiore di cattolicesimo, la seconda si riferisce a una realtà più laica della politica».

Cosa c’è dietro tutto questo?

«C’è stato un evento importante della Chiesa italiana: la settimana sociale dei cattolici a Trieste nel luglio scorso. Quel momento ha segnato senza dubbio un risveglio di tutte quelle energie presenti nel cattolicesimo sociale italiano che si sono sentite responsabilizzate rispetto al periodo che viviamo, caratterizzato anche dal non voto».

C’è quindi bisogno di un centro fuori dal Pd che porti le persone a votare o, come ha detto l’ex premier Romano Prodi, non serve far nascere un nuovo partito?

«Nella nostra storia nazionale la presenza del cattolicesimo non è mai stata ristretta in un solo contenitore. Quindi è possibile operare dentro il Pd da credenti come è possibile mettere in atto nuovi strumenti, la differenza la farà il consenso».

Questi nuovi strumenti potrebbero però indebolire il Pd?

«Oggi ci sono preoccupazioni generali circa il ruolo dei cattolici nella politica italiana e ci sono però anche preoccupazioni determinate da ragioni tattiche di posizionamento interno al partito. Questi due piani andrebbero mantenuti distinti per non confonderli».

Sta dicendo che si parla tanto di centro perché ci sono tensioni all’interno del Pd?

«È legittimo dentro un partito che vengano rivendicati spazi attraverso correnti, ma non è corretto sovrapporre tutto questo a un richiamo generale che è il risveglio dei cattolici nella realtà che viviamo».

Le due kermesse hanno voluto lanciare un messaggio di inclusione alla segretaria Elly Schlein?

«Senz’altro. C’è un’analisi negativa che riguarda il momento che vive il Pd e una critica rispetto al silenzio su grandi temi. Anche se occorre tener conto della situazione che vive il centrosinistra dove componenti, come M5S, non hanno completato il percorso di rinnovamento e collocazione. Quindi è difficile fare una tessitura».

Per battere la destra, ad oggi, i voti del centrosinistra non sono sufficienti.

«Per questo bisogna capire cosa si intende per centro. Dobbiamo chiederci se esiste nel Paese quella formula di riformismo moderato che era la sostanza della Dc».

Oggi che spazio hanno i cattolici nel Pd? Molti sono andati via e si sono ritrovati a Milano e a Orvieto.

«Nel progetto iniziale del Pd il cattolicesimo democratico aveva un ruolo importante, il fatto che nell’evoluzione questo ruolo si sia scolorito dovrebbe richiedere anche un esame di coscienza a chi ne era interprete all’interno del partito. Oggi più che una estremizzazione a sinistra del Pd mi pare vi sia la fatica di affrontare un confronto ampio sui grandi temi del riformismo sociale e credo che queste iniziative siano anche un modo per sollecitare il Pd affinché metta in programma occasioni di confronto».

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