Costa (FI): “Dai giudici solo propaganda. Le proteste? Sfregio alla loro funzione”
di Gabriella CeramiEnrico Costa, deputato di Forza Italia
«La pratica a tutela aperta dal Csm è solo un rito propagandistico». Enrico Costa, deputato di Forza Italia della commissione Giustizia, sostiene che da parte dei giudici ci sia il «tentativo di condizionare il legislatore».
Onorevole Costa, il Csm chiede di essere tutelato perché il ministro della Giustizia Carlo Nordio avrebbe leso il prestigio e la credibilità della magistratura. È il caso, da parte del governo, di cercare una ricomposizione dello scontro?
«Il Csm pensasse alla sua funzione disciplinare colabrodo, alle valutazioni di professionalità positive al 99,6% a fronte anche di evidenti flop giudiziari, al sistema delle correnti che continua a imperversare. Queste loro proteste fanno parte di uno schema consolidato di condizionamento del legislatore che si verifica tutte le volte che un provvedimento in corso di approvazione non piace».
Si riferisce alla riforma delle carriere?
«Oggi è il caso della riforma delle carriere, ieri erano l’abuso d’ufficio, la custodia caute…
«La pratica a tutela aperta dal Csm è solo un rito propagandistico». Enrico Costa, deputato di Forza Italia della commissione Giustizia, sostiene che da parte dei giudici ci sia il «tentativo di condizionare il legislatore».
Onorevole Costa, il Csm chiede di essere tutelato perché il ministro della Giustizia Carlo Nordio avrebbe leso il prestigio e la credibilità della magistratura. È il caso, da parte del governo, di cercare una ricomposizione dello scontro?
«Il Csm pensasse alla sua funzione disciplinare colabrodo, alle valutazioni di professionalità positive al 99,6% a fronte anche di evidenti flop giudiziari, al sistema delle correnti che continua a imperversare. Queste loro proteste fanno parte di uno schema consolidato di condizionamento del legislatore che si verifica tutte le volte che un provvedimento in corso di approvazione non piace».
Si riferisce alla riforma delle carriere?
«Oggi è il caso della riforma delle carriere, ieri erano l’abuso d’ufficio, la custodia cautelare, le norme sulle intercettazioni o il fascicolo di valutazione del magistrato. C’è un bombardamento mediatico per ostacolare il lavoro del Parlamento».
Può un ministro della Giustizia, davanti al Parlamento, accusare i pm di essere superpoliziotti che inventano le inchieste?
«Non c’è nessuna offesa. È la realtà dei fatti. Oggi assistiamo a un procedimento capovolto in cui le indagini preliminari diventano la vera sentenza pronunciata dal pubblico ministero che ha una forza mediatica devastante che di fatto schiaccia il giudice».
Per i magistrati proprio questa campagna che sta facendo il governo e questi ragionamenti sul super potere dei pm sono indicativi della volontà di voler portare i pm sotto l’esecutivo. È così?
«È assolutamente falso, piuttosto è fondamentale rafforzare la figura del giudice che durante le indagini si finge morto pur di non intralciare la strada delle procure. Su proroghe delle indagini, intercettazioni, custodia cautelare e udienze preliminari c’è un appiattimento quasi totale».
In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario l’Associazione nazionale magistrati ha annunciato proteste. La bocciatura della riforma è unanime. Nessuna intenzione di apportare modifiche tra la prima e la seconda lettura?
«Protestare è legittimo, criticare anche, usare la toga in modo strumentale in una cerimonia solenne dall’alto valore simbolico rappresenta uno sfregio non a Nordio o al governo o alla maggioranza ma alla funzione che si esercita».
L’Anm vi accusa di non aver mai accettato il dialogo che nessun rilievo è stato preso in considerazione.
«Il Parlamento ha votato ad ampia maggioranza. È passato il tempo in cui le norme venivano dettate dall’Anm. Il ministro non è più Alfonso Bonafede dei 5Stelle. Il punto non sono i rilievi, ma che l’Anm è contraria alla separazione delle carriere. Ci sono due visioni opposte del sistema giustizia. Loro sono costituiti da un insieme di correnti e poiché la riforma ha l’obiettivo di scardinarle è naturale che ci sia una visione differente».
Il presidente Giuseppe Santalucia ha detto che proprio le correnti garantiscono la democrazia.
«Le correnti oggi sono un freno al riconoscimento del merito. Non dimenticherò lo sciopero che hanno fatto contro la mia proposta sul fascicolo per la valutazione del magistrato».
Anche davanti alle Camere Nordio ha confermato che saranno costruiti nuovi edifici carcerari ma non si pensa a una soluzione immediata per il sovraffollamento. Forza Italia non è stata ascoltata?
«Senza arrivare a provvedimenti di clemenza penso che delle norme per scongiurare queste evidenti criticità possano trovare una condivisione».
Tutte le vostre proposte sono state bocciate. Le presenterete di nuovo?
«Sicuramente torneremo sull’argomento. Va affermata la certezza della pena che non va confusa con la certezza della galera».