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Santanchè: “Vado avanti, me ne frego del pressing di FdI. La Russa sempre con me”

La ministra del Turismo Daniela Santanchè a bordo dell’Amerigo Vespucci a Gedda

 

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La titolare del Turismo da Gedda allontana il passo indietro: “Vedrò Meloni in Consiglio dei ministri. L’impatto sul mio lavoro? Lo valuto io”
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GEDDA — «Non vedete come sto? In formissima!». Sorrisone. Svapando con la sigaretta elettronica al molo degli yacht del porto di Gedda, prima di accomodarsi al buffet offerto dal governo saudita per la tappa in Arabia dell’Amerigo Vespucci, Daniela Santanchè risponde punto su punto alla pioggia di critiche e pressioni che l’ha investita da quando, ormai undici giorni fa, è stata rinviata a giudizio per falso in bilancio. Replica addirittura con un sonoro «chissenefrega» al pressing di un pezzo importante di Fratelli d’Italia che la vorrebbe dimissionare al più presto; giura che «Ignazio La Russa non mi abbandonerà mai»; a Giorgia Meloni che vuole un confronto e le ha chiesto di considerare bene «l’impatto» del caso Visiblia, risponde così: «Magari devo essere io a valutarlo». Anzi, ha già valutato: «Non mi dimetto, vado avanti, sono innocente».

Avvolta da un morbido tailleur color ruggine, con cinturone e camicia di seta coi bottoni a scomparsa, Santanchè non si sottrae alla misc…

GEDDA — «Non vedete come sto? In formissima!». Sorrisone. Svapando con la sigaretta elettronica al molo degli yacht del porto di Gedda, prima di accomodarsi al buffet offerto dal governo saudita per la tappa in Arabia dell’Amerigo Vespucci, Daniela Santanchè risponde punto su punto alla pioggia di critiche e pressioni che l’ha investita da quando, ormai undici giorni fa, è stata rinviata a giudizio per falso in bilancio. Replica addirittura con un sonoro «chissenefrega» al pressing di un pezzo importante di Fratelli d’Italia che la vorrebbe dimissionare al più presto; giura che «Ignazio La Russa non mi abbandonerà mai»; a Giorgia Meloni che vuole un confronto e le ha chiesto di considerare bene «l’impatto» del caso Visiblia, risponde così: «Magari devo essere io a valutarlo». Anzi, ha già valutato: «Non mi dimetto, vado avanti, sono innocente».

Avvolta da un morbido tailleur color ruggine, con cinturone e camicia di seta coi bottoni a scomparsa, Santanchè non si sottrae alla mischia. Anzi. Sa bene che nel partito della fiamma tanti chiedono la sua testa. La stessa premier, che era qui sul Mar Rosso tre giorni fa, trasferta anticipata di proposito, davanti a telecamere e taccuini non l’ha difesa, spiegando che andrà fatta una riflessione insieme, quando vedrà la ministra a Roma. «Quello che dice Meloni va benissimo, quello che ho dichiarato io è perfetto», esordisce così, in pausa sigaretta, prima di raggiungere il collega ministro della Difesa Guido Crosetto (uno dei pochi dentro Fratelli d’Italia che l’ha appoggiata, in questi giorni di tormenta politica) alla cerimonia d’inaugurazione del “Villaggio Italia”.

Meloni ha detto che lei, Santanchè, deve fare delle valutazioni, le farà?

«Questa è un’idea del presidente, io voglio parlare di altro. Faccio il mio lavoro, vado avanti, oggi sono qua, domani a Riad, dopodomani torno a Roma. Non c’è neanche un’associazione di categoria che mi abbia mai criticato».

E perché nel suo partito invece tanti la criticano?

«Ma chissenefrega! Pazienza».

Non si sente lasciata sola?

«Ma è tutta la vita che io conto su me stessa. Io sono quello che sono, nel bene e nel male».

La sua valutazione l’ha già fatta dunque?

«Io non faccio nessun passo indietro, non mi dimetto, l’ho detto chiaro. Ero innocente ieri, sono innocente oggi, sarò innocente domani. Poi se per me si vuole cambiare il diritto e uno è già colpevole con un rinvio a giudizio, si accomodino».

Non è la storia di FdI, sembra essere la sua riflessione.

«Il mio è un partito garantista, che ha sempre avuto questo nel programma di governo, che sta facendo una riforma della giustizia. Mi stupirei se qualcuno chiedesse le mie dimissioni per questo».

Meloni, proprio da Gedda sabato scorso, ha detto che il rinvio a giudizio di per sé non basta per un passo indietro, ma anche che Santanchè dovrà valutare “l’impatto della vicenda Visibilia sul proprio lavoro da ministro”. Cosa replica?

«Ma magari l’impatto sul mio lavoro lo valuto io. Nessuno può dire che non lavoro come ministro del Turismo, nessuno mi ha detto che sono assente, in due anni e mezzo abbiamo applicato tutto il programma del ministero del turismo: tutto».

La premier ha detto anche che vuole incontrarla.

«Io la vedo spesso, abbiamo i consigli dei ministri… Certo che la vedrò, ma non è successo niente di che. Io sono serena. Mi vedete triste?»

L’ultima puntata di Report accende i riflettori sulla vendita della sua Visibilia, che sarebbe stata ceduta a Altair D’Arcangelo, sotto inchiesta per varie ipotesi di reato, tra cui associazione a delinquere ed evasione fiscale.

«La puntata non l’ho vista, ma su Visibilia editore si sono dette tante cose, avevano chiesto il fallimento per bancarotta, oggi è una delle società più clean d’Italia, ha cassa, c’è un commissario giudiziario, quindi?».

Con Ignazio La Russa, suo grande sponsor politico, che si è detta?

«La Russa è un mio amico, abbiamo un rapporto umano, ognuno nel rispetto del suo ruolo, lui come presidente del Senato, seconda carica dello Stato, io come ministro. Una cosa è certa: Ignazio non mi abbandonerà mai. Mai. Ma non come politica: come amica. In politica è molto difficile avere amici, io ho pochi amici. La Russa lo è. E lo saremo nei secoli come i carabinieri».

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