Per il centrodestra è il complotto in atto, anzi la vendetta dei giudici contro la riforma della giustizia voluta dal governo. Per l’opposizione invece, che su Almasri già la scorsa settimana gridò allo scandalo per aver liberato e riportato in patria col volo di Stato un ricercato della Corte penale internazionale, il tutto non fa altro che confermare le proprie denunce e la richiesta che Giorgia Meloni riferisca in aula sull’accaduto.
I vicepremier intervengono subito: «Vergogna, vergogna, vergogna. Lo stesso procuratore che mi accusò a Palermo ora ci riprova a Roma con il governo di centrodestra», è la reazione del leghista Matteo Salvini. «È un segnale, un attacco al governo che va respinto totalmente. Siamo solidali con tutti coloro che hanno ricevuto l’avviso di garanzia. È un modo un po’ bizzarro di tutelare le istituzioni», aggiunge il forzista Antonio Tajani. A ruota dichiarano svariati ministri: Guido Crosetto, Giuseppe Valditara, Alessandro Giuli, Orazio Schillaci, Eli…
Per il centrodestra è il complotto in atto, anzi la vendetta dei giudici contro la riforma della giustizia voluta dal governo. Per l’opposizione invece, che su Almasri già la scorsa settimana gridò allo scandalo per aver liberato e riportato in patria col volo di Stato un ricercato della Corte penale internazionale, il tutto non fa altro che confermare le proprie denunce e la richiesta che Giorgia Meloni riferisca in aula sull’accaduto.
I vicepremier intervengono subito: «Vergogna, vergogna, vergogna. Lo stesso procuratore che mi accusò a Palermo ora ci riprova a Roma con il governo di centrodestra», è la reazione del leghista Matteo Salvini. «È un segnale, un attacco al governo che va respinto totalmente. Siamo solidali con tutti coloro che hanno ricevuto l’avviso di garanzia. È un modo un po’ bizzarro di tutelare le istituzioni», aggiunge il forzista Antonio Tajani. A ruota dichiarano svariati ministri: Guido Crosetto, Giuseppe Valditara, Alessandro Giuli, Orazio Schillaci, Elisabetta Casellati, Eugenia Roccella. «Giustizia a orologeria», «serve netta separazione dei poteri», «sgambetto giudiziario», «non ci faremo intimidire», il repertorio è abbastanza consumato. Maurizio Lupi, di Noi moderati, nel confermare la bontà della riforma della giustizia invita a «non eccitare divisioni e scontri che contraddicono palesemente la retoricamente affermata ricerca del bene comune». Il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto intanto annuncia che stamani alle 8,30 la commissione Affari costituzionali del Senato incardinerà la riforma sulla separazione delle carriere per il secondo giro a Palazzo Madama, «il percorso delle riforme non si ferma». Mentre sempre oggi né Matteo Piantedosi né Carlo Nordio — anche loro indagati — saranno alla Camera, come previsto fino a ieri, per la propria informativa sul caso Almasri, scelta definita “gravissima” dai gruppi di opposizione. «Con questa storia andiamo al 40 per cento», c’è chi si augura in via della Scrofa, sede della fiamma tricolore.
La notizia dell’indagine della procura di Roma arriva durante i lavori della Camera in cui si discuteva della situazione di Gaza, con cinque mozioni diverse da discutere, e delle determinazioni della Corte internazionale sul premier israeliano Benjamin Netanyahu e sui leader di Hamas. Il rossoverde Nicola Fratoianni approfitta del suo intervento per citare la vicenda leggendo l’agenzia, dalla presidenza lo invitano a non andare fuori tema, «quel che sto dicendo è perfettamente attinente all’argomento, liberiamo un torturatore come se niente fosse e lo riaccompagniamo a casa con un volo di Stato, state con chi vuole demolire il diritto internazionale, con la legge del più forte, delle armi, dei soprusi». La segretaria del Pd Elly Schlein ragiona: «Le questioni giudiziarie non attengono al nostro lavoro, ma è sul piano politico che insistiamo dall’inizio chiedendo a Meloni di non nascondersi dietro ai suoi ministri e venire lei in Parlamento per chiarire al Paese per quale motivo il governo ha scelto di riaccompagnare a casa un torturatore libico per il quale la Corte penale internazionale aveva spiccato un mandato di arresto». Per il presidente del M5S Giuseppe Conte l’annuncio via social e il tenore del video della capo del governo confermano che «la ricetta di Meloni e soci è sempre la stessa: complottismo e vittimismo, dai treni ai migranti. Non lasciatevi distrarre: lo fanno per non parlare dei loro errori e dei problemi reali dei cittadini, dei tagli sulle buste paga, delle zero-soluzioni su carovita e crisi industriale». Nell’opposizione si discosta un po’ Carlo Calenda: «Su Almasri il governo ha combinato un disastro, raccontando un mare di balle agli italiani. Dopodiché che un Presidente del Consiglio venga indagato per un atto che risponde evidentemente a una mai ammessa “ragione di Stato” è surreale e non accadrebbe in nessun altro paese occidentale».