Conte apre alla proposta di Franceschini: rispettare le diversità dei progressisti poi colpire uniti
di Serena RiformatoIl leader del M5s Giuseppe Conte
(ansa)"Dobbiamo prendere atto, ed è una realtà, che le forze in area progressista hanno tante sensibilità". Giuseppe Conte apre all'idea lanciata da Dario Franceschini in un'intervista a Repubblica: marciare divisi per battere la destra, secondo il leader del Movimento 5 stelle, si può. Anzi, si deve. È una "prospettiva da considerare" per lavorare "in modo realistico rispettando anche le diversità" e "poi colpire uniti", ragiona l’ex premier.
Conte ne parla con i cronisti in Transatlantico a Montecitorio. Cita l'ex ministro della Cultura del suo secondo governo e il fidato amico dem Goffredo Bettini. La suggestione della campagna elettorale “ognun per sé”, senza un patto strutturale, non gli dispiace affatto. Per un motivo evidente: è "compatibile con la linea" della comunità Cinquestelle "che si è autodefinita progressista indipendente", ricorda. Andare separati, per non avere vincoli. Non dover fare compromessi. "Un percorso - lo definisce - che ci consentirebbe di coltivare anche le nos…
"Dobbiamo prendere atto, ed è una realtà, che le forze in area progressista hanno tante sensibilità". Giuseppe Conte apre all'idea lanciata da Dario Franceschini in un'intervista a Repubblica: marciare divisi per battere la destra, secondo il leader del Movimento 5 stelle, si può. Anzi, si deve. È una "prospettiva da considerare" per lavorare "in modo realistico rispettando anche le diversità" e "poi colpire uniti", ragiona l’ex premier.
Conte ne parla con i cronisti in Transatlantico a Montecitorio. Cita l'ex ministro della Cultura del suo secondo governo e il fidato amico dem Goffredo Bettini. La suggestione della campagna elettorale “ognun per sé”, senza un patto strutturale, non gli dispiace affatto. Per un motivo evidente: è "compatibile con la linea" della comunità Cinquestelle "che si è autodefinita progressista indipendente", ricorda. Andare separati, per non avere vincoli. Non dover fare compromessi. "Un percorso - lo definisce - che ci consentirebbe di coltivare anche le nostre posizioni più singolari e specifiche, di non lasciarci assorbire in un progetto che snaturerebbe alcune nostre posizioni che sono molto puntuali, singolari e anche distinte dalle altre forze progressiste, ma con l'obiettivo poi di colpire uniti". Con buona pace degli ulivisti, i sostenitori di una maxi alleanza elettorale sul modello del progetto che portò Romano Prodi alla vittoria nel 1996.
Un unico punto fermo: "Il nostro obiettivo prioritario - garantisce - è lavorare per un'alternativa a questo governo. Lo stiamo toccando con mano, ogni giorno si accumulano incapacità e irresponsabilità, e quindi l'obiettivo è sicuramente quello di creare un progetto serio politico di alternativa di governo".
"Sulle modalità su cui poi procedere ci lavoreremo", promette Conte. Consapevole che il tema ne porti con sé un altro, altrettanto complesso: la legge elettorale. La maggioranza prepara un gruppo di lavoro e non esclude di dare alla riforma un'impostazione proporzionale. Con due premi di maggioranza, però, che spingerebbero comunque alle coalizioni.
Troppo presto per parlarne, dice il leader Cinquestelle. "Non mi costringete a interpretare delle intenzioni che non sono ancora concretizzate, altrimenti il discorso diventa fumoso".
Se i premi di maggioranza servono a riproporre sotto mentite spoglie il premierato, "noi non ci stiamo", precisa Conte, perché "se vogliamo parlare seriamente, la legge elettorale non deve avvantaggiare nessuno". Certo, dopo il suggerimento di Franceschini e l'apertura di Forza Italia, anche il presidente pentastellato non disdegna il superamento del maggioritario: "Sicuramente, se si vuole lavorare sul proporzionale con soglie di sbarramento per restituire ai cittadini la possibilità di potere scegliere al di là dei listini bloccati, noi ci siamo come M5S: sono battaglie che portiamo avanti da tempo con proposte di legge già depositate". Se si vuole parlarne sul serio. "Non per turlupinare o peggio per raggiungere in modo subdolo e proditorio risultati che si stanno allontanando sul piano della riforma costituzionale".