Potrebbe essere l’uovo di Colombo (anzi di Dario): la soluzione più semplice che nessuno prima era riuscito a vedere. Come ha detto Maria Elena Boschi, Dario Franceschini ha offerto “una via d'uscita tattica a un problema politico: la divisione della sinistra”. Chiamatelo accordo di desistenza nazionale, nobilitatelo come ha fatto Goffredo Bettini con un “patto repubblicano” da far sottoscrivere a tutti i contraenti, la sostanza è questa: non riuscendo a mettere in piedi una coalizione politica, ci si presenta divisi nella quota proporzionale della legge elettorale (il Rosatellum) e ci si accorda sui collegi uninominali. Per non regalare la vittoria alla destra senza nemmeno provarci, come è accaduto l’ultima volta.
Alla proposta di Franceschini, espressa in u…
Potrebbe essere l’uovo di Colombo (anzi di Dario): la soluzione più semplice che nessuno prima era riuscito a vedere. Come ha detto Maria Elena Boschi, Dario Franceschini ha offerto “una via d'uscita tattica a un problema politico: la divisione della sinistra”. Chiamatelo accordo di desistenza nazionale, nobilitatelo come ha fatto Goffredo Bettini con un “patto repubblicano” da far sottoscrivere a tutti i contraenti, la sostanza è questa: non riuscendo a mettere in piedi una coalizione politica, ci si presenta divisi nella quota proporzionale della legge elettorale (il Rosatellum) e ci si accorda sui collegi uninominali. Per non regalare la vittoria alla destra senza nemmeno provarci, come è accaduto l’ultima volta.
Alla proposta di Franceschini, espressa in un’intervista a Repubblica, hanno risposto positivamente in molti, dai centristi di Iv e Azione fino a Giuseppe Conte, che ieri l’ha definita un’idea “compatibile e pienamente in linea con la sensibilità della mia comunità che si è autodefinita progressista indipendente”. Molti altri, sia nel Pd che negli alleati di Avs, hanno espresso perplessità e scetticismo. Su questa idea di “marciare divisi per colpire uniti”, il team di esperti elettorali di Youtrend ha lavorato sulla base dei sondaggi e dei risultati delle ultime elezioni Europee.
Facciamo subito lo spoiler: per il centrosinistra sono comunque tempi bui, le speranze di battere la destra sono ridotte al lumicino. Ma l’unico scenario che vede lo schieramento meloniano in difficoltà è proprio quello relativo al “lodo Franceschini”, che Youtrend ha chiamato “Scenario C”. In questo caso il centrodestra, pur vincendo, avrebbe una maggioranza appesa a un filo: 213 seggi su 400 a Montecitorio e appena 102 su 205 a Palazzo Madama. A Meloni mancherebbe quindi un seggio per raggiungere la soglia della maggioranza assoluta a palazzo Madama, senza contare che potrebbero schierarsi e votarle contro anche i senatori a vita e le minoranze linguistiche.
Le obiezioni all’idea di Franceschini sono molte, a partire dalla più banale: come spiegare in campagna elettorale che ci si propone contro la destra senza avere uno straccio di accordo su un programma comune? Quale credibilità potrebbe avere una simile carovana? E poi ci sono i problemi più tecnici, come quelli di spartirsi i collegi uninominali sul territorio con forze molte diverse tra di loro (ad esempio, il voto del M5S è molto concentrato al Sud). Il modello adottato è stato comunque ponderato con un importante correttivo. Come scrivono i ricercatori, “grazie alla banca dati di sondaggi Youtrend è stato possibile inserire nella simulazione anche un coefficiente di incompatibilità fra le forze politiche. L’allargamento del fronte dell’opposizione, infatti, non si traduce nella somma matematica delle percentuali delle forze politiche, perché una parte degli elettori non voterebbe uno schieramento allargato: ad esempio, circa un elettore su cinque del Movimento 5 Stelle non voterebbe un campo larghissimo che includa anche i partiti centristi, mentre gli elettori pentastellati sarebbero più favorevoli rispetto a una coalizione solo con Pd e Avs.
Questo conferma la tendenza osservata nelle elezioni regionali del 2024, dove si è visto un allontanamento di una quota di elettori in caso di alleanze più eterogenee”. Insomma, il modello resta uno schema teorico, ma non è un giochino virtuale. Resta comunque il merito principale dell’idea di Franceschini, quello di aver smosso le acque e aver costretto tutti a fare i conti con la realtà di un campo largo mai così disunito.
(si ringraziano Lorenzo Pregliasco, Alessio Vernetti e Giovanni Forti)
GLI SCENARI
Scenario A
Scenario B
Scenario C
Metodologia: la simulazione Youtrend per Repubblica è stata realizzata a partire dalle intenzioni di voto nazionali che risultano dall’ultima Supermedia Youtrend dei sondaggi. La percentuale dei partiti coalizzati è diminuita in base alla distanza degli elettori con i partiti alleati, calcolata a partire dai sondaggi della banca dati Youtrend. Per le proiezioni a livello di collegio uninominale è stata considerata la distribuzione territoriale del voto alle elezioni europee del 2024 e alle elezioni politiche del 2022. Per i seggi assegnati agli italiani residenti all’estero (8 alla Camera e 4 al Senato) si è considerato il risultato delle elezioni politiche del 2022.