Milano — «Siamo in una fase di rigurgito nazionalista in tutto il mondo. In Europa i nazionalismi si stanno coordinando e i diversi sono i nemici: migranti, magistrati, giornalisti liberi. Li dobbiamo e possiamo battere, unendo le forze», dice Elly Schlein. La segretaria del Pd è al congresso di +Europa all’auditorium Antonianum della Capitale e come ospiti partecipano tutti gli esponenti delle opposizioni. La battaglia coordinata in aula sul caso Almasri è ancora fresca, dagli Usa arrivano notizie dirompenti sul piano democratico e i fan europei di Elon Musk sono tutti radunati a Madrid. Intanto domani è prevista la discussione generale sulla mozione di sfiducia alla ministra Daniela Santanchè (presentata dal M5S), mentre i partiti di minoranza pensano a un’altra sfiducia verso un altro ministro, Carlo Nordio. Schlein comunque si rivolge a Giorgia Meloni: «Da essere la prima della classe a diventare funzionale a un disegno di disgregazione da parte di Trump il passo è molto breve. L’…
Milano — «Siamo in una fase di rigurgito nazionalista in tutto il mondo. In Europa i nazionalismi si stanno coordinando e i diversi sono i nemici: migranti, magistrati, giornalisti liberi. Li dobbiamo e possiamo battere, unendo le forze», dice Elly Schlein. La segretaria del Pd è al congresso di +Europa all’auditorium Antonianum della Capitale e come ospiti partecipano tutti gli esponenti delle opposizioni. La battaglia coordinata in aula sul caso Almasri è ancora fresca, dagli Usa arrivano notizie dirompenti sul piano democratico e i fan europei di Elon Musk sono tutti radunati a Madrid. Intanto domani è prevista la discussione generale sulla mozione di sfiducia alla ministra Daniela Santanchè (presentata dal M5S), mentre i partiti di minoranza pensano a un’altra sfiducia verso un altro ministro, Carlo Nordio. Schlein comunque si rivolge a Giorgia Meloni: «Da essere la prima della classe a diventare funzionale a un disegno di disgregazione da parte di Trump il passo è molto breve. L’Ue è più che mai davanti a bivio. O è pronta ad un salto di qualità o rischia di essere cancellata», sottolinea. E poi: «È una vergogna che l’Italia non abbia firmato la lettera di 79 Paesi a difesa della Corte penale internazionale, fondata a Roma».
Il suo invito è raccolto dai rossoverdi. «Sento la responsabilità storica di evitare questa onda nera non solo in Italia ma in tutta Europa, c’è l’urgenza che le opposizioni comincino a parlarsi», spiega Angelo Bonelli (Europa verde-Avs). «Occorre trovare, costruire e seguire la trama di ogni possibile convergenza», gli fa eco Nicola Fratoianni (Si-Avs). Un passaggio unitario sarà la battaglia referendaria sulla cittadinanza, consultazione promossa da numerosi partiti e associazioni e che prevede il dimezzamento da 10 a 5 anni degli anni di residenza per ottenerla. A gennaio il referendum è stato dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale. «Ai promotori, oltre 70 organizzazioni, si uniranno altre forze politiche e sociali per portare il Paese ad un grande dibattito su un tema centrale su cui da decenni si attende una riforma», promette il segretario di +Europa Riccardo Magi.
Il presidente del M5S Giuseppe Conte, anche lui, si rivolge direttamente alla presidente del Consiglio parlando sul Nove: «Oggi l’Italia si ritrova con grande disonore a calpestare la giustizia internazionale. Meloni, parlate sempre di “onore”, dov’è l’onore che non ti sei presentata nemmeno in Parlamento a spiegare a noi parlamentari e al Paese come e perché ci esponi a questa vergogna?».