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Mattarella non reagisce al nuovo attacco di Zakharova: il sereno silenzio del Quirinale

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

 

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Il capo dello Stato oggi in visita in Montenegro sceglie di non commentare né l’affondo della portavoce del ministero degli Esteri russo né l’azione degli hacker filo-russi
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PODGORICA — Nel giorno del secondo avvertimento russo Sergio Mattarella è in Montenegro. Visita di Stato in uno dei paesi dei Balcani che preme per entrare nella Ue. Qualche ora prima di mettersi in viaggio da Roma ecco la doppia bomba sganciata da Mosca: una minaccia al presidente e un’intrusione hacker.

Com’è l’umore, quando mette piede in albergo alle 18,30? Di sereno silenzio. Nessuna replica. Come già venerdì, dopo il primo sfregio. Nulla è cambiato, confermano dal suo staff. La strategia è concordata con la Farnesina. I contatti tra gli alti uffici del Quirinale e quelli del ministero degli Esteri sono stati continui per tutta la giornata. Non replicare, quindi. Non esasperare i toni. Il contesto geopolitico, con Trump che vuol decidere dell’Ucraina con il solo Putin, escludendo l’Europa, è già esplosivo di suo.

E poi: può un presidente della Repubblica rispondere alla portavoce di un ministro in cerca di visibilità?

Questo spiega perché anche la premier Giorgia Meloni abbia tac…

PODGORICA — Nel giorno del secondo avvertimento russo Sergio Mattarella è in Montenegro. Visita di Stato in uno dei paesi dei Balcani che preme per entrare nella Ue. Qualche ora prima di mettersi in viaggio da Roma ecco la doppia bomba sganciata da Mosca: una minaccia al presidente e un’intrusione hacker.

Com’è l’umore, quando mette piede in albergo alle 18,30? Di sereno silenzio. Nessuna replica. Come già venerdì, dopo il primo sfregio. Nulla è cambiato, confermano dal suo staff. La strategia è concordata con la Farnesina. I contatti tra gli alti uffici del Quirinale e quelli del ministero degli Esteri sono stati continui per tutta la giornata. Non replicare, quindi. Non esasperare i toni. Il contesto geopolitico, con Trump che vuol decidere dell’Ucraina con il solo Putin, escludendo l’Europa, è già esplosivo di suo.

E poi: può un presidente della Repubblica rispondere alla portavoce di un ministro in cerca di visibilità?

Questo spiega perché anche la premier Giorgia Meloni abbia taciuto. «L’Italia è sempre stato un Paese pronto alle mediazione, aperto al dialogo con tutti», spiega una fonte di governo, motivando così la necessità di muoversi con estrema prudenza in questa fase. Con la Russia è aperta una trattativa che interpella noi europei e i toni aggressivi vengono perciò considerati da Palazzo Chigi inutili, se non dannosi. Il che tuttavia non esclude la convocazione dell’ambasciatore russo a Roma.

L’impressione, ragiona la fonte, è che l’uscita della portavoce sia il frutto di una tensione interna al governo russo. In nome di chi parla Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli Esteri russo, che per ben due volte in quattro giorni ha mancato di rispetto a Mattarella e quindi all’Italia? L’uno-due resta innegabilmente pesante anche perché nessuno, da Mosca, ha preso le distanze dalla funzionaria che rappresenta la diplomazia russa. Non a caso l’ex premier Paolo Gentiloni ha espresso l’auspicio che la questione venga risolta per le vie diplomatiche.

Riepiloghiamo: Mattarella, il 5 febbraio a Marsiglia, ha paragonato, in una lectio magistralis, l’invasione putiniana all’occupazione dei nazisti in Cecoslovacchia e in Polonia, perché — ed è cruciale per comprendere il suo pensiero — quel contesto (nazionalismi, guerra dei dazi, crisi dei sistemi liberali) era simile a quello odierno. Maria Zakharova ha detto che l’Armata rossa liberò l’Europa dai nazisti, e quindi l’accostamento utilizzato dal presidente «non sarà privo di conseguenze». Ma proprio Mattarella, nel giorno della Memoria, aveva ricordato in diretta tv che fu l’Armata rossa a liberare Auschwitz.

Alle 19,30 in albergo c’è l’incontro con la comunità italiana. È un rito nelle visite all’estero. Il Montenegro è piccolo, appena 600mila abitanti, ma sta crescendo turisticamente. L’anno prossimo celebrerà il ventennale della sua indipendenza. Oggi, alle dodici, sono previste delle dichiarazioni pubbliche di Mattarella dopo l’incontro col presidente Jakov Milatovic nella vecchia capitale di Cettigne. «Siamo non separati ma uniti dall’Adriatico», dice ai nostri connazionali. Sorride. Lo applaudono. L’Italia proverà a dare una mano al Montenegro in quest’ora così difficile per l’Europa.

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