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Dai congressi di Russia Unita ai distinguo sull’Ucraina. La “non ostilità” con Mosca del M5S

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Ieri il distinguo parziale del capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi sulle parole di Sergio Mattarella, attaccato dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Marija Zacharova
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Per i più critici, il M5S era e rimane un partito “filorusso”. E per questo il distinguo parziale del capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi sulle parole di Sergio Mattarella di ieri, attaccato dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Marija Zacharova, rientrerebbe nello schema. Con la postura pacifista – è la tesi – utile a celare simpatie e relazioni indicibili.

I fatti, intanto, indicano un prima e un dopo dei 5 Stelle in politica estera. Il prima è la nascita e l'ascesa di un movimento antisistema che anche in chiave internazionale aveva posizioni “eretiche”, a partire dalla proposta di uscire dalla Nato così come anche dall'euro. Ai tempi (2016) Manlio Di Stefano, poi diventato sottosegretario agli Esteri e uscito dal Movimento per andare con Luigi Di Maio…

Per i più critici, il M5S era e rimane un partito “filorusso”. E per questo il distinguo parziale del capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi sulle parole di Sergio Mattarella di ieri, attaccato dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Marija Zacharova, rientrerebbe nello schema. Con la postura pacifista – è la tesi – utile a celare simpatie e relazioni indicibili.

I fatti, intanto, indicano un prima e un dopo dei 5 Stelle in politica estera. Il prima è la nascita e l'ascesa di un movimento antisistema che anche in chiave internazionale aveva posizioni “eretiche”, a partire dalla proposta di uscire dalla Nato così come anche dall'euro. Ai tempi (2016) Manlio Di Stefano, poi diventato sottosegretario agli Esteri e uscito dal Movimento per andare con Luigi Di Maio, andò ospite al congresso di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin. "Dal momento in cui la Nato e l’Unione Europea decidono di voler portare nell’alleanza Paesi come l’Ucraina si sta provocando un Paese che oggettivamente non ha nulla da perderci", disse Di Stefano. All'epoca si parlò anche di un possibile accordo, simile a quello che firmò la Lega, tra 5 Stelle e Russia Unita. Del resto il Movimento in Europa aveva creato un gruppo con Nigel Farage, esponente della destra euroscettica britannica.

L'accordo di governo con la Lega nel 2018 - parto non semplice, Di Maio addirittura propose l'impeachment per Mattarella, rilanciato con forza da migliaia di bot su Twitter - unì quindi le due forze che negli anni precedenti avevano mostrato più attenzione e comprensione alle ragioni di Mosca. Da presidente del Consiglio nel 2019 Giuseppe Conte ospitò a Roma Putin, dopo essere andato lui prima a Mosca. Il presidente russo vide anche Mattarella, il Papa e Silvio Berlusconi, Conte nell'incontro auspicò il superamento delle sanzioni contro la Russia, come da programma del governo gialloverde.

L'atteggiamento generale muta però di lì a breve. Dopo il Papeete di Matteo Salvini, il M5S si ritrova a cambiare alleati di governo. Con il governo giallorosso, Di Maio diventa ministro degli Esteri e il suo operato si caratterizza per una visione atlantista. Quando poi nel 2021 Conte viene investito della guida dei 5 Stelle, il partito cambia radicalmente fisionomia, si colloca definitivamente nell'area progressista e abbraccia con convinzione il pacifismo.

La questione si intreccia ovviamente con il conflitto tra Russia e Ucraina. Dopo il primo sì di invio alle armi per il Paese aggredito deciso dal governo Draghi, il Movimento si dice contrario alla soluzione militare e invita a convocare una conferenza internazionale di pace. Conte perciò non partecipa a sit-in fuori dall'ambasciata russa, ad esempio, ma assieme al Pd, Avs e mondo delle associazioni promuove una marcia per la pace a Roma nell'autunno del 2022. E quando al Parlamento europeo vota una mozione che definisce la Russia uno stato terrorista, i deputati del Movimento si astengono, ritenendola una affermazione utile solo ad alzare i toni in chiave bellica.

Nel 2024 ci sono le elezioni europee, il M5S inserisce la parola 'pace' nel simbolo e una volta rientrato a Bruxelles stringe un accordo con The Left, la sinistra rossoverde sempre attenta al pacifismo e alla nonviolenza. Questo però dopo aver cercato di creare un gruppo a sé con la sinistra non allineata continentale, più comprensiva delle ragioni russe. Non a caso all'assemblea nazionale del M5S a novembre l'unica ospite straniera è la tedesca Sahra Wagenknecht, che nel suo intervento sostenne che l’Occidente avesse avuto un ruolo significativo nell’iniziare la guerra in Ucraina ignorando le 'linee rosse' della Russia.

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