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“Calendario parlamentare fitto”, slitta la mozione di sfiducia a Santanchè che imbarazza il governo

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La maggioranza ottiene un nuovo rinvio fissato alla prossima settimana, il 25 febbraio
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Di rinvio in rinvio. La mozione di sfiducia alla ministra del Turismo Daniela Santanchè, in programma oggi alla Camera, è slittata ancora. In teoria è solo una questione di calendario ma sta di fatto che, complici le due questioni di fiducia votate questa settimana a Montecitorio sui decreti Pnrr e Milleproroghe, si è di fronte a un nuovo nulla di fatto. Sulla carta sarà discussa il 25 febbraio, a meno che la maggioranza non proverà a rinviarla ancora una volta. Fino ad ora non è trapelata la voglia di difendere la collega, come ha dimostrato l’assenza di tutti i parlamentari di maggioranza durante la discussione generale.

La vicenda da subito ha creato grande imbarazzo e contraddizioni all’interno del governo. Dopo il rinvio a giudizio per falso in bilancio per il caso Visibilia, i vertici di Fratelli d’Italia avevano spinto per il suo passo indietro della ministra, ma lei con l’appoggio del presidente del Senato Ignazio La Russa ha resistito. A lungo si è parlato di un possibil…

Di rinvio in rinvio. La mozione di sfiducia alla ministra del Turismo Daniela Santanchè, in programma oggi alla Camera, è slittata ancora. In teoria è solo una questione di calendario ma sta di fatto che, complici le due questioni di fiducia votate questa settimana a Montecitorio sui decreti Pnrr e Milleproroghe, si è di fronte a un nuovo nulla di fatto. Sulla carta sarà discussa il 25 febbraio, a meno che la maggioranza non proverà a rinviarla ancora una volta. Fino ad ora non è trapelata la voglia di difendere la collega, come ha dimostrato l’assenza di tutti i parlamentari di maggioranza durante la discussione generale.

La vicenda da subito ha creato grande imbarazzo e contraddizioni all’interno del governo. Dopo il rinvio a giudizio per falso in bilancio per il caso Visibilia, i vertici di Fratelli d’Italia avevano spinto per il suo passo indietro della ministra, ma lei con l’appoggio del presidente del Senato Ignazio La Russa ha resistito. A lungo si è parlato di un possibile incontro tra la titolare del Turismo e la premier. Incontro che sarebbe dovuto risolutivo e puntare dritto alle dimissioni, ma poi il faccia a faccia non c’è mai stato. L’idea dell’esecutivo è aspettare maggio, quando arriverà la decisione del gup di Milano sull’inchiesta per truffa ai danni dell’Inps. In caso di condanna, trattandosi di truffa ai danni dello Stato, l’addio sarebbe obbligato.

Intanto però ci sarebbe la scadenza parlamentare. Per adesso la ministra non ha parlato davanti ai deputati. “Ho le idee chiarissime su cosa dire” durante la replica alla mozione di sfiducia, sottolineava il 12 febbraio scorso quando ancora il voto era in programma per oggi. Sia il presidente M5S Giuseppe Conte sia la segretaria del Pd Elly Schlein hanno sottolineato nei giorni scorsi la grande solitudine di Santanchè in Aula nel corso della discussione generale. “La compattezza è tutta delle forze di maggioranza, è la solidarietà che si crea tra i sodali di partito e quelli di coalizione”, ha detto Conte ricordando che “quando abbiamo discusso alla Camera la mozione di sfiducia nei confronti della ministra Santanchè nessuno della maggioranza ci ha messo la faccia, i banchi erano vuoti, deserti. C'era solo un manipolo di camerati di FdI. Si vergognavano”.

Per Schlein “la ministra in Aula è stata lasciata molto sola. Stiamo parlando di una ministra, che ha diverse indagini. Per tutelare le istituzioni sarebbe stato opportuno che Meloni la facesse dimettere. Meloni non è riuscita a farla dimettere. È ancora lì, stiamo ancora aspettando che la faccia dimettere. Poi vediamo come si atteggeranno sulla mozione di sfiducia. All'ultima seduta in Aula l'hanno lasciata molto sola, perché i banchi degli alleati di FdI e del governo erano piuttosto vuoti".

L’immagine è piuttosto emblematica: Santanchè seduta nei banchi del governo, con accanto il ministro della Protezione civile Nello Musumeci. E poi titolare dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e il sottosegretario Marcello Gemmato. Nessun altro e solo un gruppetto di parlamentari.

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