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“Calipari eroe italiano, chiarezza sulla morte”

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Il ricordo delle istituzioni e un film a venti anni dall’uccisione dell’agente del Sismi che liberò la giornalista Sgrena in Iraq
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Venti anni dopo la tragica morte e il sacrificio di Nicola Calipari, Sergio Mattarella da Tokyo ne ricorda il «gesto di eroismo, iscritto nella storia della Repubblica». E nel farlo, il Capo dello Stato non omette il fatto che siano rimasti troppi punti oscuri attorno alla sua morte.

Calipari infatti fu colpito da fuoco amico americano a Baghdad, proprio al termine di una rischiosa operazione per la liberazione di Giuliana Sgrena, la giornalista e inviata del Manifesto rapita in Iraq. Il funzionario si trovava nell’auto che, appena venti minuti prima, aveva prelevato Sgrena. Al posto di blocco vicino all’aeroporto della capitale irachena partì una raffica di mitra, a opera del soldato statunitense Mario Lozano.

Nato nel 1953, sposato — la moglie, Rosa Villecco, sarà poi un’apprezzata parlamentare di Ds-Pd — e padre di due figli, Calipari era specializzato in missioni del genere, fu lui ad esempio a condurre la trattativa che portò al rilascio di Simona Torretta e Simona Pari, a lor…

Venti anni dopo la tragica morte e il sacrificio di Nicola Calipari, Sergio Mattarella da Tokyo ne ricorda il «gesto di eroismo, iscritto nella storia della Repubblica». E nel farlo, il Capo dello Stato non omette il fatto che siano rimasti troppi punti oscuri attorno alla sua morte.

Calipari infatti fu colpito da fuoco amico americano a Baghdad, proprio al termine di una rischiosa operazione per la liberazione di Giuliana Sgrena, la giornalista e inviata del Manifesto rapita in Iraq. Il funzionario si trovava nell’auto che, appena venti minuti prima, aveva prelevato Sgrena. Al posto di blocco vicino all’aeroporto della capitale irachena partì una raffica di mitra, a opera del soldato statunitense Mario Lozano.

Nato nel 1953, sposato — la moglie, Rosa Villecco, sarà poi un’apprezzata parlamentare di Ds-Pd — e padre di due figli, Calipari era specializzato in missioni del genere, fu lui ad esempio a condurre la trattativa che portò al rilascio di Simona Torretta e Simona Pari, a loro volta rapite in Iraq e liberate grazie alla mediazione dei nostri 007. «Se le spiegazioni delle circostanze che hanno causato la sua morte permangono tuttora non esaurienti, risalta, invece, la generosità estrema di Calipari — proseguono le parole del presidente della Repubblica — il quale alla scarica di proiettili ha fatto scudo con il proprio corpo per sottrarre al rischio la persona che era riuscito a liberare».

Non si è mai saputo perché il marine fece fuoco sulla Toyota con a bordo il numero due dei servizi italiani, anche se fra le varie ipotesi quella più credibile è che il funzionario sia stato vittima di un conflitto tra servizi segreti, sì alleati ma allora divisi sulla strategia da adottare per risolvere i sequestri di persona. Così anche il presidente del Senato Ignazio La Russa fa suo «l’auspicio che sia fatta piena luce sulle circostanze della sua morte», lo stesso il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Non esiste nemmeno una verità giudiziaria, visto che la Cassazione per “difetto di giurisdizione” non potè procedere con l’accusa di omicidio nei confronti del militare che sparò su Calipari. Sgrena, su Micromega, è tornata sui fatti del 2005: «Non credo che Lozano fosse l’unico responsabile della morte di Calipari e del ferimento mio e dell’agente del Sismi Andrea Carpani che guidava la macchina, ma forse un processo avrebbe potuto fornirci qualche chiarimento. Vent’anni di silenzi, o forse sarebbe meglio parlare di omertà, di interrogativi senza risposte. E di sensi di colpa continuamente sollecitati da chi sui social per vent’anni mi ha accusato di essere un’assassina, la causa della morte di Calipari». Ma «non sono stata io a sparargli, sono stati gli alleati statunitensi che si sono limitati a concludere la loro inchiesta militare con “questo succede in guerra”».

La vicenda è diventata un film, Il nibbio, con Claudio Santamaria nel ruolo di Calipari. La pellicola è stata presentata in anteprima ieri sera all’Auditorium Parco della Musica a Roma, alla presenza di numerosi rappresentanti delle istituzioni. «Il suo coraggio e la sua innata leadership sono indelebili nei ricordi dei poliziotti e amici con i quali ha condiviso gran parte della sua vita professionale», è il messaggio social che gli ha rivolto la Polizia di Stato.

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