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Schlein: “Spiegherò al partito socialista le ragioni del no”

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La leader del Pd chiede di puntare sulla difesa comune. Franceschini sulla stessa linea, i distinguo di Gentiloni
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È già sera quando inaugura una nuova sede del Pd a Roma, prima di fuggire via verso l’aeroporto: «Ho un volo per Bruxelles». Elly Schlein si ritaglia il tempo per chiarire alcuni concetti, dopo i distinguo emersi nel partito nelle ultime ore, a proposito del piano di riarmo europeo. Concetti che ribadirà oggi al prevertice del Partito socialista che precede il Consiglio straordinario in programma nel pomeriggio. È in quella sede che la segretaria insisterà, come spiega davanti agli iscritti, «per ottenere il sostegno dei nostri fratelli e sorelle in Europa». Obiettivo: convincerli affinché dicano «sì a una difesa comune e no al riarmo dei singoli paesi europei».

La leader Pd ha espresso perplessità sul piano di Ursula von der Leyen da 800 miliardi. Dal presidente del Copasir Lorenzo Guerini alla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, fino all’ex commissario europeo Paolo Gentiloni l’hanno considerata invece la «strada giusta». Schlein, pur aperta al confronto, su questo…

È già sera quando inaugura una nuova sede del Pd a Roma, prima di fuggire via verso l’aeroporto: «Ho un volo per Bruxelles». Elly Schlein si ritaglia il tempo per chiarire alcuni concetti, dopo i distinguo emersi nel partito nelle ultime ore, a proposito del piano di riarmo europeo. Concetti che ribadirà oggi al prevertice del Partito socialista che precede il Consiglio straordinario in programma nel pomeriggio. È in quella sede che la segretaria insisterà, come spiega davanti agli iscritti, «per ottenere il sostegno dei nostri fratelli e sorelle in Europa». Obiettivo: convincerli affinché dicano «sì a una difesa comune e no al riarmo dei singoli paesi europei».

La leader Pd ha espresso perplessità sul piano di Ursula von der Leyen da 800 miliardi. Dal presidente del Copasir Lorenzo Guerini alla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, fino all’ex commissario europeo Paolo Gentiloni l’hanno considerata invece la «strada giusta». Schlein, pur aperta al confronto, su questo punto va dritta alla sintesi. La sua idea, taglia corto, è «la posizione del partito» ed è condivisa, ne è convinta, dalla stragrande maggioranza. La partita vera però si aprirà oggi non a Roma ma a Bruxelles. Dal Pse arrivano infatti segnali di apertura alla strategia von der Leyen. «La sicurezza dell’Europa richiede investimenti immediati, sostanziali e congiunti», si legge in un post del gruppo Socialisti e democratici: «Re-Arm Eu è un punto di partenza, non di arrivo. Abbiamo bisogno di nuovi finanziamenti dedicati alla difesa europea, che rafforzino la nostra industria e salvaguardino al contempo il nostro benessere sociale. Questa è l’unica via per un’Europa sicura e un sostegno duraturo all’Ucraina».

Nelle scorse ore, Schlein aveva sentito il premier spagnolo Pedro Sanchez, che dei socialisti è uno dei punti di riferimento. Parlando davanti a una platea di industriali, il capo di governo aveva fissato i suoi paletti: «Risponderemo alle sfide con tutta la forza e tutta la solidarietà di un’Europa unita perché la risposta deve essere unitaria, se la minaccia si materializza». Anche i socialisti tedeschi sembrano propensi, se non ad accogliere del tutto, almeno a discutere la proposta della presidente della commissione.

Per Schlein, tuttavia, sono molti gli aspetti da chiarire. Ad esempio sul funzionamento del nuovo meccanismo, stile Sure. Così come è stato presentato dai vertici della Commissione, il piano rischia di tradursi nel «mero riarmo nazionale di 27 paesi e noi non ci stiamo», ribadisce la segretaria. L’aspetto critico sarebbe l’assenza di quegli investimenti europei finanziati dal debito comune che lei e i socialisti chiedono a Bruxelles, «come avvenuto durante la pandemia». Con questa strategia la segretaria si presenterà oggi al consesso del Pse. A Roma non tutti sono su questa linea. È il caso di Gentiloni, ex commissario europeo: «Un conto è dire che il piano va migliorato, altro dire che l’Unione europea è bellicista e guerrafondaia», alludendo anche a Giuseppe Conte.

Altre autorevoli voci dem si sono espresse sulla linea della segretaria. Tra queste, Dario Franceschini: «Condivido le affermazioni di Schlein. Il piano di riarmo di Von der Leyen va profondamente rivisto perché non porta alla difesa comune europea, ma al rafforzamento di 27 difese nazionali, peraltro finanziandolo coi fondi di coesione». E annuncia la sua presenza nella Piazza per l’Europa del 15 marzo a Roma lanciata da Michele Serra su Repubblica. Non sarà il solo dem che affollerà quella piazza.

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