Starlink, la freddezza del Colle: l’interlocutore è il governo
di Lorenzo De CiccoElon Musk si è augurato di incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Sarebbe un onore», ha scritto sul suo social X due giorni fa. Ma è altamente improbabile che il magnate di Tesla e SpaceX, che vorrebbe stringere accordi commerciali con il governo italiano e offrire a Roma i suoi satelliti, varchi davvero il portone del Quirinale. La ragione è che, per il Colle, l’interlocuzione naturale per un fornitore come Starlink — o come qualsiasi grande azienda intenda proporsi per offrire un servizio — è con il governo. Non con la presidenza della Repubblica.
Da parte del presidente Mattarella, nelle sue funzioni di capo delle forze armate, c’è naturalmente la dovuta e scontata attenzione a una materia che attiene al comparto della difesa. Ma non c’è stata da parte del governo alcuna sollecitazione. A conferma del fatto che tutto si è sviluppato finora sul piano del dibattito pubblico e non sono maturati passaggi ufficiali. In ogni caso, sempre secondo quanto si apprende…
Elon Musk si è augurato di incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Sarebbe un onore», ha scritto sul suo social X due giorni fa. Ma è altamente improbabile che il magnate di Tesla e SpaceX, che vorrebbe stringere accordi commerciali con il governo italiano e offrire a Roma i suoi satelliti, varchi davvero il portone del Quirinale. La ragione è che, per il Colle, l’interlocuzione naturale per un fornitore come Starlink — o come qualsiasi grande azienda intenda proporsi per offrire un servizio — è con il governo. Non con la presidenza della Repubblica.
Da parte del presidente Mattarella, nelle sue funzioni di capo delle forze armate, c’è naturalmente la dovuta e scontata attenzione a una materia che attiene al comparto della difesa. Ma non c’è stata da parte del governo alcuna sollecitazione. A conferma del fatto che tutto si è sviluppato finora sul piano del dibattito pubblico e non sono maturati passaggi ufficiali. In ogni caso, sempre secondo quanto si apprende informalmente dal Colle, è appunto il governo l’interlocutore. Di Musk, come di qualsiasi altro imprenditore. Spetta all’esecutivo stringere accordi. A chi siede a Palazzo Chigi (o al timone dei vari ministeri) tocca trattare con i rappresentanti dei colossi dell’industria e delle tecnologie. Il presidente Mattarella più volte in questi mesi, senza citare nessuno in particolare, ha messo in guardia dai tecno-oligarchi, «dagli usurpatori di sovranità», evidenziando con parole nettissime «la progressiva privatizzazione del potere pubblico» e il rischio di esproprio di democrazia da parte delle «potenze finanziarie».