L'ultimo campanello d'allarme arriva da Perugia, dove un detenuto straniero è morto dando fuoco alla sua cella. Un rogo che diventa l'immagine di un sistema. Ennesima storia di sofferenza, e soprattutto di sovraffollamento e carenza di personale, a cui lo Stato non riesce a dare risposte, nonostante l'infittirsi di denunce, interrogazioni, question-time rivolte al ministro Carlo Nordio. È il frammento del quadro "sempre più angosciante" del disastro carceri: su cui si ritrovano unite, alla Camera, tutte le opposizioni. Con i renziani primi firmatari di una mozione, a cui si aggiunge quella analoga dei pentastellati, per chiedere una seduta straordinaria della Camera: la data dovrebbe essere calendarizzata tra questa settimana e la prossima nella capigruppo già prevista dal presidente Lorenzo Fontana.
L'ultimo campanello d'allarme arriva da Perugia, dove un detenuto straniero è morto dando fuoco alla sua cella. Un rogo che diventa l'immagine di un sistema. Ennesima storia di sofferenza, e soprattutto di sovraffollamento e carenza di personale, a cui lo Stato non riesce a dare risposte, nonostante l'infittirsi di denunce, interrogazioni, question-time rivolte al ministro Carlo Nordio. È il frammento del quadro "sempre più angosciante" del disastro carceri: su cui si ritrovano unite, alla Camera, tutte le opposizioni. Con i renziani primi firmatari di una mozione, a cui si aggiunge quella analoga dei pentastellati, per chiedere una seduta straordinaria della Camera: la data dovrebbe essere calendarizzata tra questa settimana e la prossima nella capigruppo già prevista dal presidente Lorenzo Fontana.
fa effetto un dato, tra gli altri, riportato nella mozione: il sovraffollamento, ormai attestato a quota 62mila e 200 detenuti circa, a fronte dei 46mila e 900 posti disponibili, in alcune situazioni supera il 200% (contro una media del 132%). Ed è questo devastante fattore, "combinato con la carenza del personale che lavora in carcere - è scritto nella mozione - a determinare una condizione di precaria erogazione di servizi essenziali e di mancata vigilanza, che nel 2024 ha portato a registrare il più alto numero di morti nelle carceri italiane: 246, di cui 89 suicidi. Al 25 febbraio 2025, già 14 detenuti si sono tolti la vita e altri 31 sono morti per altre cause. Inoltre, si registra il suicidio di un operatore penitenziario e un suicidio in una Rems", la residenza che accoglie i detenuti colpiti da disturbi mentali.
Il documento si chiude con una richiesta in undici punti per il governo, in cui sono affrontati tutti i nodi: dalle condizioni inumane in cui sopravvive chi è stipato nelle celle (da nord a sud) ai vuoti di personale della polizia penitenziaria; dalle carenze non meno gravi degli organici dei magistrati della sorveglianza alla pericolosa mancanza di assistenza sanitaria per le persone detenute.
Al centro, una tragedia "diventata invisibile per un governo che sulla giustizia prepara riforme e attacchi, senza riuscire a darne un briciolo alla popolazione che vive nei nostri penitenziari", è il messaggio che arriva dalla conferenza cui partecipano Maria Elena Boschi (Iv), Chiara Braga (Pd), Valentina D'Orso (M5s), Fabrizio Benzoni (Azione), Riccardo Magi (+Europa) e Luana Zanella (Avs). Al loro fianco come sempre Rita Bernardini e Sergio D'Elia di "Nessuno tocchi Caino", e Roberto Giachetti, il deputato di Iv che ha presentato una proposta di legge sulla "Liberazione anticipata speciale" che non avrà l'appoggio del governo.
"Sette mesi dopo le plateali promesse di Nordio legate al decreto Carcere sicuro, la situazione appare anche più insostenibile - sottolinea la capogruppo di Iv, Boschi - Per questo chiediamo l'immediata convocazione di una seduta straordinaria della Camera. Meloni non può continuare a far finta di nulla. Il Guardasigilli e il sottosegretario Delmastro hanno già tutta la nostra sfiducia. I numeri parlano chiaro e sono aumentati. Le ricette di Meloni non stanno funzionando". Inutili le interrogazioni parlamentari, i question time, le richieste di informativa e le visite nelle carceri. Persino ieri, quando il Guardasigilli Nordio ha incontrato i garanti del detenuto, con il vertice nazionale Riccardo Turrini Vita e quelli territoriali guidati da Samuele Ciambriello, la risposta alle loro richieste di misure deflettive è stata “negativa”, sottolinea la delegazione. "Il ministro è stato cordiale e ci ha invitato anche per la prossima settimana, ma purtroppo restiamo molto preoccupati. Nordio in pratica ci ha detto: stiamo lavorando molto sulla questione, stiamo attivando anche i direttori delle carceri per applicare ovunque la sentenza della Corte Costituzionale sull’affettività. Ma non c’è spazio né per indulto, né per amnistia. Niente di tutto questo: noi vogliamo migliorare le carceri, e costruirne di nuove".
Ma quando, come. E soprattutto: con quali risorse, visti i mancati investimenti.
Rita Bernardini, già parlamentare radicale, racconta di un altro spaccato inquietante: "Un'altra bomba sociale è quella degli istituti penali minorili. Solo l'altra sera ci ha lanciato una richiesta di aiuto Giuseppe Chiodo, un direttore in gamba, che guida l'istituto minorile alle porte di Roma. Ebbene, a causa del dirottamento di fondi sul cantiere del nuovo carcere minorile a Rovigo, a Casal del Marmo non hanno i fondi neanche per comprare sei nuovi televisori. Così stiamo aprendo una sottoscrizione". Aggiunge Bernardini: "Per le carceri minorili e le comunità, mentre aumentano i casi di minori messi dietro le sbarre, per paradosso diminuiscono gli stanziamenti: passati da 427 milioni a 408 milioni di euro. Mi chiedo dove sia la logica. Lievissimo aumento, invece, per le carceri ordinarie: ma l'incremento è stato solo dell'1,31 per cento a fronte di enormi esigenze. Da 3 miliardi e 348 milioni siamo passati a 3 miliardi e 409 milioni di euro" . Un caso beffardo vuole che, esattamente nelle stesse ore, il ministro Nordio, ospite a Roma del premio de Sanctis, sfiori l’argomento carceri solo per dire: «Vogliamo portare la cultura e la lettura di brani classici negli istituti. E vorrei avere il privilegio di leggere uno dei miei autori preferiti, Anatole France”.
"Di fronte all'inazione del governo, di fronte a vari aspetti, come la condizione drammatica delle detenute madri, chiediamo risposte immediate non solo attraverso la creazione di nuovi istituti, ma con l'ampliamento delle misure alternative alla pena", sottolinea la capogruppo dem Braga. Aggiunge la responsabile Giustizia pd, Debora Serracchiani: "Abbiamo anche bisogno di norme che possano rivedere il tema della sanità penitenziaria, che è un dramma: detenuti che hanno disagi psichiatrici, tanti che hanno dipendenza, le cui condizioni diventano sempre più pericolose per sé e per gli altri. Poi mancano magistrati di sorveglianza, mancano funzionari giuridico-pedagogici, mancano agenti di polizia penitenziaria.
Magi, da +Europa, spiega: "Abbiamo 19mila detenuti dei 63mila in carcere che devono scontare meno di 3 anni e potrebbero accedere a misure alternative, oppure sono vicini al fine pena, ma non riescono ad accedere alla liberazione anticipata".
Per D'Orso (M5s) un'altra priorità è "creare delle case comunità, soprattutto per i detenuti stranieri senza domicilio fisso, che sono i primi a patire condizioni disumane e l'ingiustizia di non potre usufruire di misure alternative cui avrebbero diritto. La finalità rieducativa della pena prevista in Costituzione è inesistente in queste condizioni. Mentre abbiamo visto inerzia, propaganda e fuga dalla realtà'". Anche per Benzoni (Az) e Zanella (Avs) "si tratta di una battaglia che ci unisce su una visione diversa di carcere rispetto quella che ha la maggioranza". L'ultimo che si è dato fuoco in una cella è solo un altro nome che scivola su un muro di gomma.
Per la cronaca. A sera, ecco il tam-tam per la colletta ufficiale sostenuta dall’associazione di “Nessuno tocchi Caino”, con Bernardini e D’Elia. “Dal direttore di Casal di Marmo abbiamo ricevuto un Sos che facciamo nostro. I suoi 70 giovanissimi ospiti sono senza televisori e l’Istituto non ha fondi immediati da stanziare per gli acquisti in quanto il Dipartimento sta concentrando gli sforzi per realizzare un IPM a Rovigo che sostituisca la vergogna di Treviso e in questo momento dell’anno sono letteralmente a secco – sottolinea Bernardini - Così abbiamo pensato di lanciare una colletta per acquistare almeno 30 televisori, costo stimato 6mila. I versamenti vanno effettuati con bonifico sul conto dell’IPM: *IT33S0760103200000039005004* - Intestatario: “Istituto penale masch. e femm. per minorenni Casal del Marmo”. La causale: “acquisto televisori”.