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Benigni fa il pieno di ascolti. FdI e Lega: “Il solito fazioso”

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Lo show europeista vince la prima serata, viale Mazzini esulta: “Una magnifica lezione”. Il tweet offensivo del salviniano Borghi: “Il Fogno”. Il Pd: una tv davvero da servizio pubblico
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Chissà che ha pensato Gianmarco Mazzi, sottosegretario ipermeloniano al ministero della Cultura, quando a fine spettacolo ha stretto la mano all’«europeista estremista» Roberto Benigni, che aveva appena esaltato il manifesto di Ventotene sbertucciato poche ore prima dalla premier Giorgia Meloni nell’emiciclo di Montecitorio. E Mazzi era anche lì, sul suo scranno della Camera, ad applaudire la leader di FdI.

Cortocircuito in Rai. Lo show del premio Oscar toscano sul primo canale è volato negli ascolti: davanti al piccolo schermo una media di 4 milioni e 396mila spettatori, vale a dire il 28,1% di share. Più che doppiata la diretta concorrente, Canale 5, che proponeva Lo Show dei Record.

Per riconoscere il record del Benigni pro Europa (e pro Ventoten…

Chissà che ha pensato Gianmarco Mazzi, sottosegretario ipermeloniano al ministero della Cultura, quando a fine spettacolo ha stretto la mano all’«europeista estremista» Roberto Benigni, che aveva appena esaltato il manifesto di Ventotene sbertucciato poche ore prima dalla premier Giorgia Meloni nell’emiciclo di Montecitorio. E Mazzi era anche lì, sul suo scranno della Camera, ad applaudire la leader di FdI.

Cortocircuito in Rai. Lo show del premio Oscar toscano sul primo canale è volato negli ascolti: davanti al piccolo schermo una media di 4 milioni e 396mila spettatori, vale a dire il 28,1% di share. Più che doppiata la diretta concorrente, Canale 5, che proponeva Lo Show dei Record.

Per riconoscere il record del Benigni pro Europa (e pro Ventotene), la tv di Stato ci ha messo quasi quattro ore dalla diffusione dei dati di ascolto. E non l’ha fatto con una prima linea - non con l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, che nello studio tv l’altro ieri sera si era affacciato per un saluto all’attore e regista, senza avere visionato prima il testo del monologo, recitato in diretta - ma attraverso l’ormai ex direttore dell’Intrattenimento Prime Time, Marcello Ciannamea, declassato proprio ieri. È il manager (ex quota Lega) che ha più voluto e sostenuto il programma dell’artista di Castiglion Fiorentino. È stato lui, Ciannamea, dirigente non più così legato a Matteo Salvini, a parlare di una «pagina esemplare del servizio pubblico», profondendosi in lodi a «uno dei nostri più grandi artisti», ringraziato «per averci regalato una magnifica lezione di storia». Per il resto da destra arrivano attacchi, sia dalla Lega che da FdI. Il più ruvido è il salviniano Claudio Borghi, che insulta lo show di Benigni con un calembour. La trasmissione s’intitolava Il Sogno? Borghi twitta così: «Il Fogno. Ma basta». Tutto maiuscolo.

Per i Fratelli interviene pure il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone: «Benigni? Solita interpretazione faziosa». Segue citazione fantozziana: «Il Manifesto di Ventotene era una boiata pazzesca». Gli fa eco il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Alberto Balboni, convinto che il testo di Spinelli, Rossi e Colorni prefigurasse «in Europa una dittatura rivoluzionaria calata dall’alto». E lo show di Benigni? «Non l’ho visto, forse lui confonde il nazionalismo con l’imperialismo. Ma sono due cose diverse». Atreju, il canale social goliardico di FdI, dedica alla trasmissione un video-post, riproponendo un paio di spezzoni. Per sostenere questa tesi: TeleMeloni non esiste. «Attenzione - è il messaggio - questo video testimonia l’esistenza di TeleMeloni. Si sconsiglia la visione a un pubblico sensibile alle idiozie della sinistra». Il vicepremier leghista Matteo Salvini invece non commenta: «Mi dispiace, non l’ho visto. Ero in aereo».

Dalle file dell’opposizione, per il Pd parla la capogruppo alla Camera, Chiara Braga: «Non poteva esserci risposta migliore alle farneticazioni di Meloni. Le parole di Benigni, lo share. Una tv che è stata davvero servizio pubblico. Cioè mezzo per dire le cose come stanno: la storia non si riscrive, l’Europa è radici e futuro». Il commissario Ue Paolo Gentiloni loda «la lezione civile che ha dato Benigni raccontando chi era Jean Monnet». Il leader di Iv, Matteo Renzi, racconta di avere inviato un sms a Benigni: «Grazie Robertaccio per questo show che è un bellissimo atto d’amore verso l’Italia». Fuori dall’agone politico, ha ringraziato l’artista toscano anche Adriano Celentano: «Caro estremista europeo della Valle Italia, sei stato semplicemente grandioso».

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