Politica

Meloni contro la distribuzione del Manifesto di Ventotene: che messaggio si dà? E critica Scalfari

A 24 ore dall’invettiva alla Camera dove ha letto passi del testo di Spinelli e Rossi scatenando le proteste delle opposizioni, ora la premier da Bruxelles a margine del Consiglio europeo torna all’attacco: nel mirino Repubblica e il suo fondatore

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La premier Giorgia Meloni attacca ancora su Ventotene. Leggendo quella parte del Manifesto, spiega da Bruxelles, “volevo capire qual è il messaggio che si vuole dare quando si distribuisce quel testo sabato scorso. A me sembra abbastanza semplice ed è un tema politico. Perché? Perché io ritengo che l'essenza di alcuni passaggi che ho letto in quel manifesto, e cioè che il popolo fondamentalmente non è in grado di autodeterminarsi e che quindi va educato e non ascoltato, sia purtroppo abbastanza strutturata nella sinistra anche di oggi".

A 24 ore dall’invettiva alla Camera in cui ha preso di mira il manifesto di Spinelli e Rossi leggendo alcuni passi e scatenando le proteste delle opposizioni, eccola di nuovo all’attacco. Questa volta lo fa durante un punto stampa a margine del Consiglio europeo. Nel mirino della premier ora anche Repubblica e il suo fondatore. "Io ricordo degli straordinari editoriali di Eugenio Scalfari dove ci spiegava che l'unica forma di democrazia è l'oligarchia, è un concetto che io non condivido e quindi chiedo alla sinistra, nel momento in cui si distribuisce oggi quel testo, qual è il messaggio che vuole dare? Perché io non condivido”, spiega.

Repubblica sabato scorso, il 15 marzo giorno della grande manifestazione per l’Europa lanciata da Michele Serra che ha portato in piazza del Popolo 50mila persone, ha distribuito insieme al giornale una copia del Manifesto di Ventotene che sarà in edicola anche domenica 23 marzo.

Meloni critica la sinistra, che “sta perdendo il senso della misura”, dice sempre da Bruxelles. "Sono sconvolta dalla sua reazione, con parlamentari della Repubblica che sono arrivati sotto i banchi del governo in aula con insulti e ingiurie. La sinistra ha avuto una reazione scomposta. Io rivendico di non essere d'accordo con quel testo. L'ho letto, non ho insultato nessuno: è la sinistra che ha difficoltà a confrontarsi con le idee degli altri". E ancora. “Da parte della sinistra”, l’affondo finale della presidente del Consiglio, c'è stata una “reazione assolutamente scomposta” che mostra “un'anima illiberale e nostalgica” che ha “oggettivamente delle difficoltà a confrontarsi con le idee degli altri. Io non ho difficoltà. Sono molto convinta delle mie idee, le rivendico e penso che questa sia la base della democrazia e quindi il problema credo che ce l'abbiano altri. Io rivendico di non essere d'accordo”, ma “non ho insultato nessuno, quella insultata sono stata io, ampiamente”, conclude la premier.

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