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Forza Italia per l’Europa nel nome di Silvio e Marina Berlusconi: “No ai sovranismi, sì a difesa Ue”

(ansa)

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L’evento a Milano con Moratti e Tajani con la benedizione della primogenita del fondatore del partito. Dall'appuntamento uscirà fuori il nuovo manifesto dei giovani azzurri
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La Forza Italia di Marina Berlusconi - o forse la 'Forza Europa', come da titolo dell'iniziativa - eccola qui, appuntamento nel cuore post industriale e oggi glamour di Milano, in via Tortona. Letizia Moratti lo rivendica subito, "di questa giornata ne abbiamo parlato con lei, perché i giovani devono credere nel merito". La primogenita del Cavaliere non c'è, ma benedice da lontano l'appuntamento di chi si ritiene "baluardo contro i sovranismi e i populismi che fomentano le paure e non aiutano a far crescere un'Europa più giusta", per dirla con le parole della ex sindaca e oggi europarlamentare.

Parlare di giovani, coi giovani e ai giovani, nella FI di oggi, significa più che altro dare spessore a una fisionomia liberal degli azzurri, la stessa delineata da Marina Berlusconi in una lunga intervista al Foglio un mese fa. Lontana dalle pulsioni nazionaliste degli alleati del centrodestra, diversa da quel pezzo di FI romano che si fa allettare dalla retorica sovranista della coalizione, p…

La Forza Italia di Marina Berlusconi - o forse la 'Forza Europa', come da titolo dell'iniziativa - eccola qui, appuntamento nel cuore post industriale e oggi glamour di Milano, in via Tortona. Letizia Moratti lo rivendica subito, "di questa giornata ne abbiamo parlato con lei, perché i giovani devono credere nel merito". La primogenita del Cavaliere non c'è, ma benedice da lontano l'appuntamento di chi si ritiene "baluardo contro i sovranismi e i populismi che fomentano le paure e non aiutano a far crescere un'Europa più giusta", per dirla con le parole della ex sindaca e oggi europarlamentare.

Parlare di giovani, coi giovani e ai giovani, nella FI di oggi, significa più che altro dare spessore a una fisionomia liberal degli azzurri, la stessa delineata da Marina Berlusconi in una lunga intervista al Foglio un mese fa. Lontana dalle pulsioni nazionaliste degli alleati del centrodestra, diversa da quel pezzo di FI romano che si fa allettare dalla retorica sovranista della coalizione, perché "siamo alternativi alla sinistra ma anche argine ai populisti e agli estremisti", spiega il segretario regionale lombardo Alessandro Sorte, ancora di casa nelle magioni della 'family'.

Al Superstudio ogni tavolo di lavoro ha la bandiera italiana accanto a quella europea, ci sono quattro pannelli con i volti e le frasi dedicate all'unione europea di Silvio Berlusconi, Antonio Tajani, Konrad Adenauer e Robert Schuman, questi ultimi due padri fondatori popolari dell'Europa unita. Dall'appuntamento uscirà fuori il nuovo manifesto dei giovani azzurri.

Il segretario del partito arriva da Palermo, ricorda le ultime parole del fondatore da un letto d'ospedale, "spiegava che serviva una difesa comune europea e superare il diritto di veto", una specie di testamento politico che da sé, solo a citarlo, vale due dita in un occhio alla Lega e a Matteo Salvini, che invece sostiene esattamente il contrario. "Consiglierei di studiare un po' di più a quelli che dicono 'usciamo dall'Europa' o cose del genere, quando si fanno delle scelte bisogna capire perché si fanno, non di pancia", aggiunge Tajani. Il vicepremier, a margine, difende il manifesto di Ventotene attaccato frontalmente da Giorgia Meloni ("come FI abbiamo dei riferimenti popolari ma è comunque uno dei testi fondativi") lancia poi un altro invito al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti: "La borsa di Milano deve poter continuare a essere una borsa italiana e milanese perché le aziende italiane devono essere quotate in Italia. Invitiamo il ministro a fare in modo che la borsa italiana resti in solide mani italiane senza l'invasione di altri e senza il trasferimento di quotazioni fuori dal nostro Paese".

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