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Vannacci prende la tessera della Lega. L’ira dei fan: “Ha tradito i suoi elettori”

Roberto Vannacci al Congresso della Lega

 

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Il militare ora punta a diventare vicesegretario. L’ex fedelissimo Filomeni: “Fosse stato iscritto, quei voti non li avrebbe presi”
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Una lunga strada a zig zag, tra mille indecisioni, ambizioni smisurate e alla fine un tuffo nella realtà: lo tsunami evocato da Roberto Vannacci per adesso si racchiude in una tessera di partito, non il proprio ma quello di Salvini. L’eurodeputato eletto da indipendente nella Lega non è più “indipendente”: dal palco del congresso fiorentino il segretario federale gli consegna il badge di iscrizione. Sabato Vannacci non s’era fatto vedere alla Fortezza, ieri per l’investitura con tutti gli onori sì. Un passaggio fondamentale per conquistare, o meglio farsi affidare, la vicesegreteria del partito. La modifica dello Statuto ha allargato da tre a quattro i posti di vice, uno potrebbe andare lui.

«Ringrazio gli entusiasti, i critici e i pe…

Una lunga strada a zig zag, tra mille indecisioni, ambizioni smisurate e alla fine un tuffo nella realtà: lo tsunami evocato da Roberto Vannacci per adesso si racchiude in una tessera di partito, non il proprio ma quello di Salvini. L’eurodeputato eletto da indipendente nella Lega non è più “indipendente”: dal palco del congresso fiorentino il segretario federale gli consegna il badge di iscrizione. Sabato Vannacci non s’era fatto vedere alla Fortezza, ieri per l’investitura con tutti gli onori sì. Un passaggio fondamentale per conquistare, o meglio farsi affidare, la vicesegreteria del partito. La modifica dello Statuto ha allargato da tre a quattro i posti di vice, uno potrebbe andare lui.

«Ringrazio gli entusiasti, i critici e i perplessi», le parole del generale sospeso dall’esercito. Sì perché nella Lega in parecchi non lo amano: troppo di destra, troppo auto-centrato, impegnato a fare squadra soprattutto con se stesso. «Se si vuole essere autonomisti bisogna essere sovranisti in Europa», dice Vannacci alla platea. Si arriva al tesseramento dopo che per mesi, a seguito dell’exploit delle Europee, dove era stato il secondo più votato dopo Giorgia Meloni, Vannacci aveva accarezzato l’idea di mettersi in proprio. Con il comitato del Mondo al contrario, da titolo del suo libro, che si stava trasformando in soggetto politico di estrema destra. Non è andata in porto, anche perché uno a uno i suoi fedelissimi, per motivi diversi, lo hanno lasciato. Vedi ad esempio Fabio Filomeni, sodale dai tempi della Folgore, andato via in polemica, che mastica amaro: «Mi dispiace per quel mezzo milione di italiani che gli avevano dato il voto e adesso si sentiranno traditi perché non gliela avrebbero mai data quella preferenza se avesse detto che sarebbe entrato nella Lega». La schiera di delusi è in aumento — basta leggere i commenti online, Vannacci risponde «me ne frego delle critiche» — anche se l’ambiguità del militare prestato alla politica resta: i suoi “team” in giro per l’Italia rimangono attivi, microformazioni collaterali alla Lega. Con Salvini che continuerà a chiudere un occhio. A Vannacci per ora conviene così: meno fatica da fare. E va bene che Salvini ieri è stato rieletto, ma non è eterno. Per un domani allora, chissà. Sempre che lo tsunami, già oggi sottile brezza, non finisca in nulla.

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