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Ciriani “Se vince la diplomazia potremmo non utilizzare i fondi Pnrr per le imprese”

Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani

 

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Il ministro per i rapporti con il Parlamento: “Anche l’Ue contro la Cina? Un passo alla volta. L’opposizione non remi contro”
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«Noi l’abbiamo detto dall’inizio che i dazi erano un errore non solo per l’Italia, ma per l’Occidente», sostiene il ministro meloniano dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. «Anche la mossa dell’Ue di sospendere le proprie tariffe conferma che prima di avviare a una contro-guerra commerciale è meglio usare la diplomazia. Insomma, calma e gesso, prima di dare risposte forti, come chiedeva qualcuno».

Si riferisce a Macron?

«Lo chiedevano in diversi, anche in Italia. Ma era una strada senza ritorno che avrebbe prodotto danni peggiori. Ora invece c’è la possibilità di una trattativa vera».

La premier il 17 aprile sarà la prima leader Ue alla Casa bianca, dopo le frasi irripetibili di Trump...

«Ne ho sentite tante, Meloni andrà a Washington a testa alta, in modo determinato, per affrontare i dossier internazionali».

«Noi l’abbiamo detto dall’inizio che i dazi erano un errore non solo per l’Italia, ma per l’Occidente», sostiene il ministro meloniano dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. «Anche la mossa dell’Ue di sospendere le proprie tariffe conferma che prima di avviare a una contro-guerra commerciale è meglio usare la diplomazia. Insomma, calma e gesso, prima di dare risposte forti, come chiedeva qualcuno».

Si riferisce a Macron?

«Lo chiedevano in diversi, anche in Italia. Ma era una strada senza ritorno che avrebbe prodotto danni peggiori. Ora invece c’è la possibilità di una trattativa vera».

La premier il 17 aprile sarà la prima leader Ue alla Casa bianca, dopo le frasi irripetibili di Trump...

«Ne ho sentite tante, Meloni andrà a Washington a testa alta, in modo determinato, per affrontare i dossier internazionali».

Sarà lì per conto dell’Ue o per trattare solo per l’Italia?

«Il primo obiettivo è difendere l’interesse dell’Italia, che è un paese esportatore. Poi se questo viaggio può aiutare a portare meno dazi o, ancora meglio, zero dazi, è un bene per tutta l’Ue, anche le altre cancellerie l’hanno capito».

Il piano da 25 miliardi di aiuti alle imprese resta in vigore o con la sospensione dei dazi è congelato?

«Il governo ha mostrato di essere pronto a tutti gli scenari. Quel piano è un’opzione che ci riserviamo di usare, sperando di non doverlo fare. Il pacchetto di aiuti l’abbiamo discusso con le categorie, ma se i risultati delle trattative saranno buoni come auspichiamo, quei fondi potrebbero non essere utilizzati».

Trump ha innalzato le tariffe alla Cina. Il governo chiederà a Bruxelles una stretta all’import da Pechino?

«È chiaro che l’obiettivo principale di Trump sia la Cina, ma è presto per dire se questo sarà nell’agenda della commissione europea. Un passo alla volta. Ora va capito se ci saranno aperture positive per il nostro export, dal vino all’arredo».

Schlein chiede al governo di dialogare sui dazi. Aprirete un tavolo con l’opposizione?

«Finora l’opposizione ha remato contro l’Italia, ho visto solo attacchi, anche triviali nei confronti della premier, a corredo delle frasi di Trump, senza capire che in queste partite tutti dovrebbero lavorare per l’interesse nazionale. Vediamo quali sono le proposte: se ci fossero, non diciamo di no, le valutiamo. Sarebbe una notizia se anche il Pd si rendesse conto che gli Usa, al di là di chi li governa, sono un partner insostituibile».

Parliamo delle mozioni sul Rearm Eu. Le minoranze si sono divise, mentre nel centrodestra si è trovata una soluzione ambigua: il riarmo non viene citato mai. È un compromesso per evitare strappi con la Lega?

«A me la nostra mozione sembra chiara, certo è frutto di un’intesa tra forze politiche, come sempre. Ma parla nettamente della difesa, degli impegni in sede Nato, di sostegno all’Ucraina. Viceversa di là abbiamo un nuovo record: 6 mozioni diverse in politica estera».

A proposito, la premier si presenterà da Trump con l’impegno del 2% del Pil in difesa?

«In Cdm non se n’è ancora parlato, ma è probabile se ne discuta. Ce n’è traccia nella mozione del centrodestra. Ed è un impegno che ha sottoscritto anche la sinistra, compreso Conte prima di trasformarsi in un Masaniello anti-armi. Poi sappiamo tutti, Giorgetti per primo, che la strada è stretta».

La Consulta ha bocciato il terzo mandato per i governatori. Che succede in Veneto?

«La sentenza fa chiarezza, il terzo mandato non ci sarà: punto. Ora basta polemiche, guardiamo al futuro, troveremo un candidato, che può essere della Lega o di FdI. Alla fine l’accordo si trova».

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