Sì di Schlein ai referendum Cgil, il Pd prepara le proposte anti-dazi
di Giovanna VitaleUn ultimo giro di incontri con il mondo delle imprese, i sindacati, le associazioni di categoria: tutti preoccupati per le ricadute della guerra commerciale dichiarata da Trump. Quindi, un faccia a faccia con Maurizio Landini per garantire pieno sostegno ai cinque quesiti ammessi dalla Consulta: «Il Pd è pronto a dare il suo contributo per agevolare la più ampia partecipazione al voto».
È una controffensiva ad ampio raggio quella lanciata da Elly Schlein per provare a rendere plastica — agli occhi del Paese — l’esistenza di un’alternativa a Giorgia Meloni che, complice un’eccessiva subalternità al tycoon americano, sembra incapace di dare risposte efficaci al ceto produttivo terrorizzato dai dazi e ai lavoratori sempre più impoveriti. Concentrata sulla grande questione sociale che in Italia rischia di esplodere a causa dell’instabilità economica innescata dal presidente Usa.
È la ragione per cui la segretaria dem ha prima aperto un confronto con Confindustria, pmi e agricoltori, a…
Un ultimo giro di incontri con il mondo delle imprese, i sindacati, le associazioni di categoria: tutti preoccupati per le ricadute della guerra commerciale dichiarata da Trump. Quindi, un faccia a faccia con Maurizio Landini per garantire pieno sostegno ai cinque quesiti ammessi dalla Consulta: «Il Pd è pronto a dare il suo contributo per agevolare la più ampia partecipazione al voto».
È una controffensiva ad ampio raggio quella lanciata da Elly Schlein per provare a rendere plastica — agli occhi del Paese — l’esistenza di un’alternativa a Giorgia Meloni che, complice un’eccessiva subalternità al tycoon americano, sembra incapace di dare risposte efficaci al ceto produttivo terrorizzato dai dazi e ai lavoratori sempre più impoveriti. Concentrata sulla grande questione sociale che in Italia rischia di esplodere a causa dell’instabilità economica innescata dal presidente Usa.
È la ragione per cui la segretaria dem ha prima aperto un confronto con Confindustria, pmi e agricoltori, alcuni dei quali orientati a destra, ma delusi dalle politiche del governo. Per poi rilanciare la consultazione popolare accanto al leader Cgil: «Innanzitutto bisogna informare i cittadini che l’8 e il 9 giugno si vota per dei referendum che vogliono contrastare la precarietà, aumentare la sicurezza di chi lavora e affermare il diritto di cittadinanza in Italia negato da troppo tempo». E pazienza se qualcuno nel suo partito storce il muso, convinto che smontare il Jobs Act di Renzi sia un errore. Per Landini - che poi ha visto anche Conte, Fratoianni e Bonelli - è «una condivisione importante: l’abbiamo chiesta anche ai partiti di governo, ma non l’abbiamo avuta». Di sicuro il Pd farà la sua parte: «Siamo felici di utilizzare tutte le nostre articolazioni territoriali per dare una mano», conclude la segretaria. «I referendum ci danno l’occasione per migliorare in concreto la vita delle persone soprattutto in un momento in cui c’è chi punta a stravolgere l’ordine mondiale, sostituendolo con la legge del più ricco e del più forte».
Eccolo il secondo corno della sua strategia. Ascoltare le parti sociali — a iniziare dai sindacati che la premier non ha ancora convocato — per costruire un pacchetto di misure anti-dazi da offrire all’esecutivo. La risposta alla provocazione lanciata da Meloni che, ai microfoni del Tg1, denunciò l’assenza di proposte da parte dell’opposizione. Quelle che la task force capitanata da Antonio Misiani, responsabile Economia del Pd, metterà a punto nei prossimi giorni. Così «se ci chiameranno, avranno le risposte che la destra non riesce a dare», taglia corto il senatore. Schlein l’ha ribadito al tavolo di confronto: «Dobbiamo reagire, il governo dica cosa intende fare per evitare la delocalizzazione delle nostre imprese, per i salari più bassi e le bollette più care d’Europa: noi proponiamo salario minimo e rinnovi contrattuali, di disaccoppiare il costo dell’energia da quello del gas. Su questo non gli daremo tregua».