È countdown per il referendum su cittadinanza e lavoro. L’appuntamento è l’8 e 9 giugno ma il lutto per papa Bergoglio allontana la già tiepida campagna referendaria. Dalla Cgil di Maurizio Landini, promotrice dei quesiti sul lavoro (che sono 4) e dal comitato guidato da Riccardo Magi sulla cittadinanza è tuttavia un alert per l’iscrizione al voto dei fuorisede: la grande novità, ovvero il voto dove si è domiciliati perché si lavora, si studia o per ragioni di salute rischia di vanificarsi se non si rispettano tempi e procedure.
Ricorda Magi: “Per la prima volta l’8 e 9 giugno 5 milioni di fuorisede potranno votare al referendum”. Quindi coloro che sono lontani dal comune di residenza per lavoro, ragioni di studio o di salute hanno la possibilità di voto.
Occhio però alle cose da fare. Entro il 4 maggio va presentata la domanda al comune in cui sono domiciliati. Entro 5 giorni prima del voto riceveranno un’attestazione con l’indicazione della loro sezione elettorale.
È countdown per il referendum su cittadinanza e lavoro. L’appuntamento è l’8 e 9 giugno ma il lutto per papa Bergoglio allontana la già tiepida campagna referendaria. Dalla Cgil di Maurizio Landini, promotrice dei quesiti sul lavoro (che sono 4) e dal comitato guidato da Riccardo Magi sulla cittadinanza è tuttavia un alert per l’iscrizione al voto dei fuorisede: la grande novità, ovvero il voto dove si è domiciliati perché si lavora, si studia o per ragioni di salute rischia di vanificarsi se non si rispettano tempi e procedure.
Ricorda Magi: “Per la prima volta l’8 e 9 giugno 5 milioni di fuorisede potranno votare al referendum”. Quindi coloro che sono lontani dal comune di residenza per lavoro, ragioni di studio o di salute hanno la possibilità di voto.
Occhio però alle cose da fare. Entro il 4 maggio va presentata la domanda al comune in cui sono domiciliati. Entro 5 giorni prima del voto riceveranno un’attestazione con l’indicazione della loro sezione elettorale.
Possono chiedere di votare fuorisede i cittadini che per almeno 3 mesi siano domiciliati in un comune diverso da quello di residenza. L’iter è laborioso. La richiesta va presentata al comune di domicilio di persona oppure tramite una persona delegata o online.
Per presentare la domanda servono documento di identità valido, tessera elettorale e documento che attesti il motivo del domicilio (ad esempio il contratto di lavoro o l’iscrizione al corso di studi), il modulo di ammissione al voto fuorisede.
Commenta Nicola Fratoianni di Avs: “Ce l'abbiamo fatta: ci sono voluti anni di battaglie per garantire questo diritto, anche se l'hanno reso molto complicato. Intanto il primo ostacolo è questo: ti devi registrare”. C’è tempo fino al 4 maggio. Per il referendum la sommessa è raggiungere il quorum, quindi il “bottino” di 5 milioni di voto dei fuorisede può fare davvero la differenza.
Fratoianni invita: “Non devi sprecare questa occasione per poter esercitare il tuo diritto: perché l'8 e il 9 giugno poi cominciare la tua rivoluzione. Puoi cambiare la tua vita, contro la precarietà, per un lavoro più stabile, contro le discriminazioni. Insomma è una grande occasione, non perderla”. Landini, il segretario della Cgil commenta: “Mai come adesso abbiamo bisogno di fare un lavoro casa per casa, condominio per condominio, luogo di lavoro per luogo di lavoro, bar... Abbiamo bisogno innanzitutto di informare le persone che c'è un referendum e che questi quesiti possono migliorare i loro diritti e le loro tutele. Basta precarietà, basta essere sfruttati, basta morire sul lavoro". Landini si dice inoltre ottimista: "La possibilità di raggiungere il quorum, che tanti dicono è difficile, credo sia un obiettivo praticabile, soprattutto se lo facciamo diventare una pratica di mobilitazione generale e di rapporto con tutte le persone”.
Tanto per cominciare il 29 maggio davanti alla Rai in via Teulada a Roma ci sarà una manifestazione referendaria. “Nei tanti volantinaggi che stiamo facendo non c'è una persona che butti in terra il volantino, vuol dire che la gente li tiene in tasca, che è interessato e mai come adesso abbiamo bisogno di fare un lavoro casa per casa, condominio per condominio, luogo di lavoro per luogo di lavoro”, aggiunge Landini.