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Papa Francesco, le condoglianze tardive di Netanyahu dopo tre giorni di polemiche

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Martedì il ministero degli Esteri aveva ordinato alle rappresentanze diplomatiche la rimozione dei messaggi di cordoglio. Ai funerali Israele sarà rappresentato dall’ambasciatore presso la Santa Sede
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Tre giorni dopo la morte di Jorge Bergoglio, il premier israeliano Benjamin Netanyahu pubblica una nota di condoglianze per la scomparsa del Papa e prova a chiudere l’incidente diplomatico che da lunedì ha travolto l’intero corpo diplomatico dello Stato ebraico. «Lo Stato di Israele - si legge nel comunicato - esprime le sue più sentite condoglianze alla Chiesa cattolica e alla comunità cattolica in tutto il mondo per la scomparsa di papa Francesco. Possa riposare in pace».

A dire il vero lo Stato di Israele - per bocca del suo presidente, Isaac Herzog - le condoglianze le aveva fatte per tempo già a Pasquetta, poche ore dopo la morte del Papa. Quel che mancava (in un Paese come Israele dove il presidente della Repubblica ha una funzione poco più ch…

Tre giorni dopo la morte di Jorge Bergoglio, il premier israeliano Benjamin Netanyahu pubblica una nota di condoglianze per la scomparsa del Papa e prova a chiudere l’incidente diplomatico che da lunedì ha travolto l’intero corpo diplomatico dello Stato ebraico. «Lo Stato di Israele - si legge nel comunicato - esprime le sue più sentite condoglianze alla Chiesa cattolica e alla comunità cattolica in tutto il mondo per la scomparsa di papa Francesco. Possa riposare in pace».

A dire il vero lo Stato di Israele - per bocca del suo presidente, Isaac Herzog - le condoglianze le aveva fatte per tempo già a Pasquetta, poche ore dopo la morte del Papa. Quel che mancava (in un Paese come Israele dove il presidente della Repubblica ha una funzione poco più che cerimoniale), era il messaggio del premier, che invece si era chiuso in un silenzio quantomai eloquente. Un silenzio trasformatosi in un caso internazionale dopo che il ministero degli Esteri aveva ordinato di cancellare i messaggi di cordoglio pubblicati dalle diverse rappresentanze diplomatiche israeliane. A rendere il caso ancora più incandescente, poi, era arrivata la decisione del governo di farsi rappresentare dal solo ambasciatore presso la Santa sede al funerale di domani in piazza San Pietro.

I dissidi tra il governo di Israele e il Vaticano, del resto, erano evidenti da tempo: Papa Francesco, nonostante gli appelli per la liberazione degli ostaggi nelle mani di Hamas, non aveva risparmiato le critiche alla violenza della risposta militare israeliana dopo il 7 ottobre 2023. «A detta di alcuni esperti - aveva poi scritto lo scorso mese di novembre, suscitando le ire dell’intera leadership politica israeliana - ciò che sta accadendo nella Striscia di Gaza ha le caratteristiche di un genocidio. Bisognerebbe indagare».

Il comunicato di Netanyahu, forse, chiuderà il caso diplomatico. Ma i rapporti tra Israele e Santa Sede restano, per ora, freddissimi.

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