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La diplomazia di Meloni alle esequie: breve colloquio con Trump, poi Milei e Zelensky a Chigi

La diplomazia di Meloni alle esequie: breve colloquio con Trump, poi Milei e Zelensky a Chigi
(ansa)

Ma la premier non c’era nella foto tra i leader dentro la basilica

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CITTÀ DEL VATICANO – Solo un breve colloquio con il presidente Usa Donald Trump dopo i funerali di Francesco. E nel pomeriggio un incontro di circa un’ora a palazzo Chigi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Per il resto fino alla sepoltura del pontefice, Giorgia Meloni ha mantenuto il profilo che aveva promesso: basso. La premier italiana, vestita di nero è seduta una fila dietro il capo dello Stato Sergio Mattarella, partecipa alle esequie del Papa e si limita ai saluti di rito alle altre autorità. Neanche troppo, a dire il vero: a mezzogiorno, la leader non aveva ad esempio ancora incontrato Trump. E pranzo a Palazzo Chigi invece con Javier Milei, il presidente argentino con la motosega con il quale ha molto legato, il nome della comune sintonia ideologica con la presidenza americana.

Ma soprattutto, Meloni non c’era nella foto al momento più significativa del comparto “politico” che si è tenuto a margine del funerale di Francesco: l’incontro fra Trump, Zelensky, Emmanuel Macron e Keir Starmer. Un colloquio, più o meno improvvisato, dentro la basilica di San Pietro, a cui si è aggiunto una delicatissima conversazione tra il presidente americano e quello ucraino, accomodati su due sedie di plastica. Di fatto, quella dei quattro leader è stata una riunione del Quint senza l’Italia (e senza Berlino, ma in questa fase la Germania è in piena transizione da Scholz a Merz, ed è per questo poco protagonista ai tavoli che contano).

Meloni, d’altra parte, aveva lasciato trapelare già alla vigilia l’intenzione di tenersi defilata da incontro e riunione strutturate per una questione di “rispetto“, trattandosi delle esequie di un’autorità spirituale come il pontefice. La presidente del Consiglio ha avuto però modo di salutare Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea di cui molto si è scritto in questi ultimi giorni: al momento, non si è tenuto l’atteso incontro tra lei e Trump. Giovedì Meloni aveva consigliato al telefono alla leader tedesca di evitare di insistere sulla convocazione di un vertice sui dazi a margine dell’evento, per una ragione tattica e una di opportunità. La prima: evitare il rischio di convocare un incontro precipitosamente e senza rete, non preparato, per non complicare ulteriormente la mediazione. La seconda: rispettare la sacralità del momento, senza mescolarlo a trattative centrate su dossier commerciali.

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