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Giuli, ufficio riservato dove visse D’Annunzio

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli 

 

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La scelta del più centrale palazzo Altemps, nido d’amore del poeta, lontano dai corridoi indiscreti del ministero della Cultura
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C’è un nuovo studio da ministro per Alessandro Giuli. Un ufficio prestigioso, nel meraviglioso palazzo Altemps. Un luogo caro a Gabriele D’Annunzio, che lì visse dopo aver sposato la proprietaria Maria Hardouin dei duchi di Gallese. In piazza Sant’Apollinare, pieno centro di Roma a qualche decina di metri dal Senato. Soprattutto: distante dalle stanze “ufficiali” dei Beni culturali, quelle che gli spettano da membro dell’esecutivo. Si ritroverà spesso lì, nel cuore della capitale, ma distante dal cuore del ministero. Per ospitare gli incontri politici e governativi più delicati. In tranquillità. E soprattutto, senza rischiare fughe di notizie.

Tutto è accaduto in fretta, poco tempo fa. Giuli, si sa, ha letto parecchi libri e ne possiede ancora di più. Ai tempi in cui dirigeva il museo Maxxi, il suo studio era stipato di tomi. Adesso quel muro di volumi si trova nel nuovo ufficio di Palazzo Altemps (che, riferiscono alcune fonti, sarebbe da sempre nella piena disponibilità del Mic). L…

C’è un nuovo studio da ministro per Alessandro Giuli. Un ufficio prestigioso, nel meraviglioso palazzo Altemps. Un luogo caro a Gabriele D’Annunzio, che lì visse dopo aver sposato la proprietaria Maria Hardouin dei duchi di Gallese. In piazza Sant’Apollinare, pieno centro di Roma a qualche decina di metri dal Senato. Soprattutto: distante dalle stanze “ufficiali” dei Beni culturali, quelle che gli spettano da membro dell’esecutivo. Si ritroverà spesso lì, nel cuore della capitale, ma distante dal cuore del ministero. Per ospitare gli incontri politici e governativi più delicati. In tranquillità. E soprattutto, senza rischiare fughe di notizie.

Tutto è accaduto in fretta, poco tempo fa. Giuli, si sa, ha letto parecchi libri e ne possiede ancora di più. Ai tempi in cui dirigeva il museo Maxxi, il suo studio era stipato di tomi. Adesso quel muro di volumi si trova nel nuovo ufficio di Palazzo Altemps (che, riferiscono alcune fonti, sarebbe da sempre nella piena disponibilità del Mic). Li ha fatti trasferire con discrezione qualche settimana fa, facendo anche dare una rinfrescata al vano.

Ecco: non dare nell’occhio. Giuli non lo confermerà mai ufficialmente, ma nasce anche così la decisione di “raddoppiare” gli uffici da ministro. Per mettere un po’ di distanza da sguardi indiscreti e orecchie pronte ad ascoltare (il ministero della Cultura è lontano 900 metri, 12 minuti a piedi). Insomma: il giornalista promosso al governo si allontana dall’epicentro dello scandalo che costò la poltrona di ministro a Gennaro Sangiuliano.

Un passo indietro: arrivato ai Beni culturali dopo l’“affaire Boccia”, Giuli iniziò a temere i corridoi e la macchina del dicastero, i nemici travestiti da amici, le vendette, gli sgambetti. Mandò via subito il capo di gabinetto di Sangiuliano, Francesco Giglioli. Il successore prescelto, Francesco Spano, fu invece costretto alle dimissioni pochi giorni dopo, vittima di “fuoco amico” a destra. Insomma: un inferno. A cui ora il ministro reagisce con un’arma in più: la delocalizzazione dell’ufficio.

L’ultima annotazione, storica. Siamo nel 1883. Palazzo Altemps ospita anche un circolo letterario animato dalla duchessa Natalia Lezzani. La figlia della nobildonna è la diciannovenne Maria Hardouin dei duchi di Gallese. Gabriele D’Annunzio, da poco a Roma, se ne innamora. La famiglia della giovane si oppone. Il poeta la attende davanti al portone per settimane, infine scoppia lo scandalo: fuggono a Firenze, trascorrono la notte assieme. È il “peccato di maggio”. Nascerà un figlio, poi altri due. Intanto gli innamorati si sposano proprio nella cappella di Palazzo Altemps. E lì dimorano.

Giuli, è cosa nota, da ragazzo è stato evoliano. E forse anche dannunziano. Di certo tra due giorni, il 3 maggio, si recherà al Vittoriale degli italiani a Gardone Riviera per inaugurare l’ologramma del poeta, capace di rispondere ai visitatori grazie all’intelligenza artificiale. Chissà che qualcuno non gli domandi: Vate, lo sapete che adesso il ministro della Cultura ha scelto l’ufficio nell’amato Palazzo Altemps?

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