Bolzano tra Sinner e il voto
di Corrado AugiasPremetto: Jannik Sinner è un atleta di eccezionale talento affinato con allenamenti duri, caparbi, frutto di un’altrettanto eccezionale forza di volontà. L’Italia non ha mai avuto un tennista di questo livello, vederlo indossare la maglia azzurra nelle partite di Coppa Davis è motivo di orgoglio. Tuttavia, Sinner resta un “italiano” riluttante, alcuni episodi sono stati particolarmente sgradevoli, per esempio quando il presidente Mattarella lo invitò al Quirinale per congratularsi e lui scansò la visita per eccessiva stanchezza. Il giorno dopo era a sciare sulle sue montagne. Non altrettanto è accaduto col papa Leone anche se l’invito in Vaticano è arrivato nel giorno di riposo di un difficile torneo. “A casa parliamo tedesco”, ha confessato l’atleta; si può capire. Nato a San Candido (Innichen) Jannik quando è libero vive con la famiglia a Sesto, paesino aggrappato alle montagne, al di là del crinale comincia l’Austria, la maggior parte degli abitanti, richiesta di una dichiarazione,…
Premetto: Jannik Sinner è un atleta di eccezionale talento affinato con allenamenti duri, caparbi, frutto di un’altrettanto eccezionale forza di volontà. L’Italia non ha mai avuto un tennista di questo livello, vederlo indossare la maglia azzurra nelle partite di Coppa Davis è motivo di orgoglio. Tuttavia, Sinner resta un “italiano” riluttante, alcuni episodi sono stati particolarmente sgradevoli, per esempio quando il presidente Mattarella lo invitò al Quirinale per congratularsi e lui scansò la visita per eccessiva stanchezza. Il giorno dopo era a sciare sulle sue montagne. Non altrettanto è accaduto col papa Leone anche se l’invito in Vaticano è arrivato nel giorno di riposo di un difficile torneo. “A casa parliamo tedesco”, ha confessato l’atleta; si può capire. Nato a San Candido (Innichen) Jannik quando è libero vive con la famiglia a Sesto, paesino aggrappato alle montagne, al di là del crinale comincia l’Austria, la maggior parte degli abitanti, richiesta di una dichiarazione, non nasconde di sentirsi austriaca un secolo e passa dopo quel fatale 1918 in cui il Tirolo meridionale venne assegnato al Regno d’Italia. Lo stesso papà di Sinner, del resto, parla un italiano stentato conoscendone solo poche parole. Ho lasciato per ultima la maggiore ragione di perplessità: il giovane prodigio non paga le tasse, ha la residenza a Montecarlo dove gode di una fiscalità irrisoria. L’obiezione è che tutti i tennisti e altri atleti di grande rango lo fanno. Non è una scusante perché in varie occasioni Jannik ha dimostrato di essere un ragazzo di animo gentile, si è scusato con un raccattapalle, ha offerto aiuto a un avversario scivolato a terra, ha offerto l’ombrello in un momento di pioggia, gesti spontanei, sintomi di una delicatezza insolita. Sulle tasse però non c’è gentilezza che tenga, in un torneo si direbbe che Montecarlo batte Italia 6-0,6-0. In breve, Jannik resta un italiano per caso, figlio dell’ambigua situazione di quella provincia di Bolzano dove domenica prossima andrà al voto di ballottaggio il capoluogo Bolzano.
Nel primo turno Juri Andriollo, centrosinistra, ha avuto meno voti del candidato del centrodestra Claudio Corrarati – rispettivamente 27,3 contro 36,3. Tutto, quindi, dipenderà dall’atteggiamento della SVP (Südtiroler Volkspartei) che è stata storicamente una alleata del centro sinistra anche con i suoi delegati in parlamento; questa volta però ha lasciato libertà di coscienza ai suoi elettori influenzando pesantemente il voto a favore del centro destra. Nella giunta provinciale questa alleanza SVP Fratelli d’Italia è già un fatto compiuto, Marco Galateo uno dei vicepresidenti che affiancano il presidente Arno Kompatscher, viene da Fratelli d’Italia dando così vita al paradosso che due partiti con venature nazionalistiche opposte governano insieme questa difficile provincia. La verità è che sono finiti i tempi dei più accesi contrasti, quelli delle bombe e dei proclami secessionisti. L’Europa senza confini è diventata una realtà, lo è anche una massiccia immigrazione extraeuropea; molto hanno contribuito i fondi copiosi che vengono da Roma – in genere ben spesi, bisogna aggiungere.
Eva Klotz, barricadiera irriducibile, ha dichiarato tempo fa: «Chiunque crede che l’Italia abbia rinunciato al suo principale obiettivo di ottenere a lungo termine una maggioranza in Alto Adige si sbaglia. Ciò che non può ottenere con i propri rappresentanti o con i molti immigrati che si dichiarano italiani, lo otterranno quei sudtirolesi che non si preoccupano di nulla che non vada a loro vantaggio personale». Parole allusive che ci permettono di tornare a Jannik Sinner; in Provincia è ovviamente popolare ma non troppo amato. Popolare e amato era un altro grande atleta, Gustav Thoeni, altoatesino puro sangue, potremmo dire. A Sinner si rimprovera di essersi troppo italianizzato, di fare la pubblicità agli spaghetti, in sostanza di aver tradito le sue origini. Poiché noi potremmo dire lo stesso di lui, cioè di essere un italiano un po’ scolorito, ecco concretarsi il destino di questo giovane uomo di rimanere a metà come la terra in cui è nato. Però le tasse potrebbe pagarle, se non altro per compensare l’affetto di cui nella penisola i tifosi lo circondano.