Il fratello romeno Simion sconfitto, Meloni perde di nuovo la scommessa sui conservatori
di Tommaso CiriacoAveva puntato sul nero, ma la pallina si è fermata sul candidato liberale. Giorgia Meloni esce sconfitta dalla roulette rumena, come George Simion. Sconfitto l’underdog di Aur e sconfitta pure la premier italiana, che con una mossa inedita – e un po’ azzardata – pochi giorni fa aveva deciso di ospitare a Roma, tra il primo e il secondo turno, il leader dell’estrema destra in Romania.
Non è la prima volta che l’italiana lancia la volata a un big di Ecr, favorito nelle urne e poi bocciato dagli elettori. Era già accaduto con Vox di Santiago Abascal, crollato alle ultime politiche e dunque costretto da Pedro Sanchez all’opposizione assieme ai popolari. Lui, Abascal, è stato spesso ospite di Atreju. E Meloni ha sovente ricambiato, intervenendo ai raduni del partito dell’estrema destra spagnola (celebre il suo comizio in Andalusia, pronunciato in castigliano, e un altro a Madrid, “Yo soy Giorgia, soy una mujer, soy una madre, soy cristiana).
Una dinamica forse anche peggiore si registrò in…
Aveva puntato sul nero, ma la pallina si è fermata sul candidato liberale. Giorgia Meloni esce sconfitta dalla roulette rumena, come George Simion. Sconfitto l’underdog di Aur e sconfitta pure la premier italiana, che con una mossa inedita – e un po’ azzardata – pochi giorni fa aveva deciso di ospitare a Roma, tra il primo e il secondo turno, il leader dell’estrema destra in Romania.
Non è la prima volta che l’italiana lancia la volata a un big di Ecr, favorito nelle urne e poi bocciato dagli elettori. Era già accaduto con Vox di Santiago Abascal, crollato alle ultime politiche e dunque costretto da Pedro Sanchez all’opposizione assieme ai popolari. Lui, Abascal, è stato spesso ospite di Atreju. E Meloni ha sovente ricambiato, intervenendo ai raduni del partito dell’estrema destra spagnola (celebre il suo comizio in Andalusia, pronunciato in castigliano, e un altro a Madrid, “Yo soy Giorgia, soy una mujer, soy una madre, soy cristiana).
Una dinamica forse anche peggiore si registrò in Polonia, con l’inattesa sconfitta di Mateusz Morawiecki nel confronto con Donald Tusk: una volta persa la guida del Paese, il leader del Pis ha ripiegato sul controllo dei Conservatori, fino a pochi mesi fa affidato proprio a Meloni.
Ma il caso Simion è da manuale. Venendo meno alla sua consueta prudenza (mostrata ad esempio nei lunghi mesi di campagna elettorale negli Stati Uniti, in equilibrio costante tra Joe Biden e Donald Trump quasi fino alla fine), Meloni ha scelto di benedire la corsa di Simion. Forse ingannata da quel 40% al primo turno, forse convinta dell’impossibilità di una rimonta del sindaco di Bucarest, l’europeista Dan. Di certo, in nome della comune appartenenza al gruppo dei Conservatori, la presidente del Consiglio si è congratulata con il numero uno di Aur dopo la prima tornata elettorale, facendolo sapere. E ha ordinato di accogliere il candidato presidente in via della Scrofa, a pochi giorni dal ballottaggio.
Tifava per lui anche per una ragione tattica, a ben guardare: la possibile vittoria di Simion avrebbe fatto salire a quattro il numero di capi di Stato o di governo di Ecr con diritto di sedere al tavolo del Consiglio europeo. Quattro, come i leader socialisti. E’ finita in un altro modo, però. E Meloni, per dovere di diplomazia, ha dovuto complimentarsi con il vincitore: “A nome del governo porgo i miei complimenti a Dan. Sono fiduciosa che potremo costruire una collaborazione costruttiva, rafforzare la cooperazione bilaterale con l’obiettivo di promuovere pace, stabilità, prosperità per i nostri popoli e l’Europa”.
La relazione tra Fratelli d’Italia e Aur parte da lontano. Era stato Carlo Fidanza, a capo dei meloniani in Europa, a costruire il rapporto, colpito dal sostegno che Simion ha sempre riscosso tra i rumeni residenti in Italia. Sempre Fidanza ha mediato per assicurare l’ingresso del partito della destra rumena in Ecr, dopo le elezioni europee del 2024. “Il 'tutti contro uno' stavolta ha funzionato – ammette l’eurodeputato, con amarezza - ma sono certo che siamo solo all'inizio di una stagione di successi". Parla della scommessa di questa notte, persa: non è uscito il nero, Bruxelles raccoglie le fiches.