ROMA – «La norma avrebbe senz’altro allentato i controlli antimafia che non sono un agglomerato di cavilli ma un fondamentale presidio di legalità. Le perplessità del Quirinale sono condivisibili nel metodo e nel merito». Il professore Gian Luigi Gatta, ordinario di diritto penale alla Statale di Milano, non ha dubbi: l’intervento del Colle sul decreto per la realizzazione del ponte sullo Stretto era necessario.
«Nel metodo, perché questa norma non era prevista nel testo preventivamente inviato al Quirinale ed è apparsa poche ore prima del Consiglio dei ministri: la prassi di tirare fuori le norme dal cassetto all’ultimo minuto, non consentendo i controlli previsti dall’ordinamento, è deprecabile non solo perché rischia di peggiorare la qualità delle leggi, ma anche per ragioni di collaborazione e correttezza nei rapporti istituzionali. Ma anche nel merito».
Perché?
«La legge prevede norme antimafia rigorose per opere di grande rilievo e strategiche come il ponte sullo Stretto, ch…
ROMA – «La norma avrebbe senz’altro allentato i controlli antimafia che non sono un agglomerato di cavilli ma un fondamentale presidio di legalità. Le perplessità del Quirinale sono condivisibili nel metodo e nel merito». Il professore Gian Luigi Gatta, ordinario di diritto penale alla Statale di Milano, non ha dubbi: l’intervento del Colle sul decreto per la realizzazione del ponte sullo Stretto era necessario.
«Nel metodo, perché questa norma non era prevista nel testo preventivamente inviato al Quirinale ed è apparsa poche ore prima del Consiglio dei ministri: la prassi di tirare fuori le norme dal cassetto all’ultimo minuto, non consentendo i controlli previsti dall’ordinamento, è deprecabile non solo perché rischia di peggiorare la qualità delle leggi, ma anche per ragioni di collaborazione e correttezza nei rapporti istituzionali. Ma anche nel merito».
Perché?
«La legge prevede norme antimafia rigorose per opere di grande rilievo e strategiche come il ponte sullo Stretto, che muoverà enormi flussi di denaro. A me pare che ridurre i controlli antimafia per la costruzione di un ponte a cavallo tra due regioni notoriamente esposte a rischi di infiltrazioni mafiose sia molto rischioso e inopportuno. Le mafie seguono il denaro e si annidano dove si movimenta denaro. E il codice antimafia non è un agglomerato di cavilli, ma un fondamentale presidio di legalità».
Ma ha senso andare in deroga a una normativa così complessa come quella dell’antimafia?
«È vero che in alcuni casi sono state introdotte per legge procedure semplificate in deroga. Ma lo si è fatto, e il Colle lo ricorda nella sua nota, per consentire di realizzare speditamente opere pubbliche di ricostruzione in situazioni emergenziali come terremoti o inondazioni. Oppure per consentire di ultimare opere necessarie per lo svolgimento entro un certo termine di eventi sportivi, come le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Nel caso del ponte non vi sono emergenza o urgenza che giustifichino deroghe, sul piano della ragionevolezza e del bilanciamento con il contrapposto interesse alla prevenzione di possibili reati».
Sulle grandi opere, così come sui grandi eventi, si è sempre sviluppata una “legislazione emergenziale”. È davvero necessaria?
«Bisogna stare molto attenti quando si introducono deroghe e sottoporle a un test di ragionevolezza: sono ammissibili, nel sistema, se sorrette da ragionevoli motivi, come quelli di ridare una casa a chi l’ha persa dopo un terremoto o un’inondazione, o di ospitare una Olimpiade che inizia in una certa data. Ma del Ponte si parla da decenni, è tutta un’altra storia».
Tornando al Ponte: non esiste ancora nulla, eppure ci sono contenziosi e inchieste. Cosa serve, da un punto di vista tecnico-giuridico, per realizzare una grande opera in Italia?
«Domanda da cento milioni di dollari. Servono tante cose, ma di sicuro non serve ridurre i controlli. Osservo con preoccupazione una tendenza generale a diffidare dei controlli: della magistratura, della Corte dei conti, delle autorità indipendenti, persino e addirittura, forse, del Quirinale. Eppure i controlli sono parte essenziali delle istituzioni democratiche e, soprattutto, sono decisivi per prevenire e contrastare le organizzazioni criminali, che di certo guardano con grande interesse al Ponte. Non si tratta solo di introdurre reati o aumentare le pene. Si tratta ancor prima di fare sul serio prevenzione».