Ponte, l’allarme dell’antimafia: “Vigileremo”. Cgil a Ue: “Sospendere l’autorizzazione”
di Antonio FraschillaDopo l’articolo di Repubblica che ha rivelato il contenuto del procedimento disciplinare all’ex magistrato della Direzione nazionale antimafia Michele Prestipino, sulle indagini in corso di diverse procure sui lavori che ruotano attorno al ponte sullo Stretto, il coportavoce di Alleanza verdi e sinistra Angelo Bonelli scrive alla premier Giorgia Meloni per chiederle di non convocare il Cipess: il Comitato interministeriale, da lei presieduto, che dovrà dare l’ok definito al progetto della grande opera per avviare i cantieri.
Bonelli scrive a Meloni
Scrive Bonelli: "Il Ponte non solo unirà due cosche ma rischia di trasformarsi in un bancomat per mafia e 'ndrangheta – si legge nella missiva - come lei ben saprà il procuratore di Cassazione ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del procuratore Prestipino, accusato di aver rivelato informazioni riservate su indagini relative al Ponte. Intorno al progetto si muovono interessi mafiosi concreti: espropri riconducibili a famig…
Dopo l’articolo di Repubblica che ha rivelato il contenuto del procedimento disciplinare all’ex magistrato della Direzione nazionale antimafia Michele Prestipino, sulle indagini in corso di diverse procure sui lavori che ruotano attorno al ponte sullo Stretto, il coportavoce di Alleanza verdi e sinistra Angelo Bonelli scrive alla premier Giorgia Meloni per chiederle di non convocare il Cipess: il Comitato interministeriale, da lei presieduto, che dovrà dare l’ok definito al progetto della grande opera per avviare i cantieri.
Bonelli scrive a Meloni
Scrive Bonelli: "Il Ponte non solo unirà due cosche ma rischia di trasformarsi in un bancomat per mafia e 'ndrangheta – si legge nella missiva - come lei ben saprà il procuratore di Cassazione ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del procuratore Prestipino, accusato di aver rivelato informazioni riservate su indagini relative al Ponte. Intorno al progetto si muovono interessi mafiosi concreti: espropri riconducibili a famiglie della 'ndrangheta e di Cosa nostra, terreni destinati a cave e depositi acquistati da soggetti vicini ai clan, contatti con politici locali, e un protocollo di legalità che - nonostante le promesse - ancora non esiste. A peggiorare il quadro- prosegue Bonelli - le procedure accelerate dal Mit hanno escluso organismi tecnici fondamentali dello stato come Ispra, Ingv, Anac, il Consiglio superiore dei lavori pubblici e l'Autorità dei trasporti".
L’allarme della Dia
Intanto anche dalla Direzione investigativa antimafia arriva un alert sulle infiltrazioni mafiose nel Ponte. "Siamo pronti a svolgere l'attività di prevenzione che sarà decisa dagli organi istituzionali sull'infrastruttura. Abbiamo già un background molto importante di esperienza, di capacità, di risorse", assicura il direttore della Dia, Michele Carbone, presentando la relazione annuale della Dia. E ieri il ministro Matteo Salvini ha incontrato il presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, che aveva criticato tutto l’iter che ha portato a rimettere in piedi le vecchie gare per l’opera, vinte dal consorzio Eurolink: ”È emersa piena collaborazione – dicono dal Mit - con la volontà di coinvolgere Anac in ogni passaggio, per garantire massima trasparenza delle procedure e dei cantieri, anche attraverso la loro piena digitalizzazione”.
Cgil a Ue: “Sospendere l’autorizzazione”
Oggi, invece, è la Cgil a scrivere alla Commissione europea per bloccare l'autorizzazione per l'avvio dei lavori del Ponte. Sottoponendo all’attenzione della commissaria europea per l'Ambiente Jessika Roswall, “le gravi criticità tecniche, ambientali, normative e sociali connesse all'iter di approvazione del progetto relativo al 'Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria' (Ponte sullo Stretto di Messina), recentemente trasmesso alla Commissione mediante la relazione Iropi approvata dal Consiglio dei ministri. Relazione che non soddisfa le condizioni necessarie e sufficienti previste dal diritto comunitario e, pertanto, a nostro avviso, non può costituire base giuridicamente ammissibile per autorizzare l'opera", si legge nella lettera inviata questa mattina dalla Cgil a firma del segretario confederale Pino Gesmundo.
La replica della Lega
La replica della Lega non si fa attendere. "La Cgil ha scritto alla commissione europea per bloccare il Ponte sullo Stretto. Invece di remare contro gli interessi del Paese e dei siciliani, consigliamo al sindacato di usare la stessa solerzia nel tutelare i diritti dei suoi lavoratori che proprio da quest'opera infrastrutturale avranno solo e soltanto enormi benefici, con posti di lavoro in più, opportunità di crescita e possibilità di sviluppo. Strana questa Cgil, mai dalla parte dei lavoratori", dichiarano i deputati siciliani della Lega Anastasio Carrà e Valeria Sudano.