Il Papa ai politici: “Combattete povertà e diseguaglianze”. Meloni: “Insegnamenti preziosi”
di Iacopo ScaramuzziSuperare “l’inaccettabile sproporzione tra una ricchezza posseduta da pochi e una povertà estesa oltremisura”. Garantire la “libertà religiosa” e rispettare la “legge naturale”, la quale “costituisce la bussola con cui orientarsi nel legiferare e nell’agire, in particolare su delicate questioni etiche che oggi si pongono in maniera molto più cogente che in passato, toccando la sfera dell’intimità personale”. E infine raccogliere la sfida dell’intelligenza artificiale, che non deve “intaccare l’identità e la dignità della persona umana e le sue libertà fondamentali”. Lo ha detto papa Leone XIV nell’udienza che ha concesso agli amministratori e ai politici che partecipano al Giubileo dei governanti. In prima fila, la presidente del consiglio Giorgia Meloni che il Papa ha salutato a inizio discorso e che ha commentato: “Faremo tesoro dei suoi preziosi insegnamenti”.
Ricchi e poveri
Bisogna “promuovere e tutelare, al di là di qualsiasi interesse particolare, il bene della comunità, specia…
Superare “l’inaccettabile sproporzione tra una ricchezza posseduta da pochi e una povertà estesa oltremisura”. Garantire la “libertà religiosa” e rispettare la “legge naturale”, la quale “costituisce la bussola con cui orientarsi nel legiferare e nell’agire, in particolare su delicate questioni etiche che oggi si pongono in maniera molto più cogente che in passato, toccando la sfera dell’intimità personale”. E infine raccogliere la sfida dell’intelligenza artificiale, che non deve “intaccare l’identità e la dignità della persona umana e le sue libertà fondamentali”. Lo ha detto papa Leone XIV nell’udienza che ha concesso agli amministratori e ai politici che partecipano al Giubileo dei governanti. In prima fila, la presidente del consiglio Giorgia Meloni che il Papa ha salutato a inizio discorso e che ha commentato: “Faremo tesoro dei suoi preziosi insegnamenti”.
Ricchi e poveri
Bisogna “promuovere e tutelare, al di là di qualsiasi interesse particolare, il bene della comunità, specialmente in difesa dei più deboli ed emarginati” , ha detto papa Prevost nel discorso che ha pronunciato tutto in inglese. “Ad esempio, si tratta di adoperarsi affinché sia superata l’inaccettabile sproporzione tra una ricchezza posseduta da pochi e una povertà estesa oltremisura. Quanti vivono in condizioni estreme gridano per far udire la loro voce e spesso non trovano orecchie disposte ad ascoltarli. Tale squilibrio genera situazioni di permanente ingiustizia, che facilmente sfociano nella violenza e, presto o tardi, nel dramma della guerra. Una buona azione politica, invece, favorendo l’equa distribuzione delle risorse, può offrire un efficace servizio all’armonia e alla pace sia a livello sociale, sia in ambito internazionale”. Questo evento del Giubileo è stato promosso dall’Unione interparlamentare.
La “legge naturale” e la Carta Onu
Il secondo punto toccato dal Papa è la libertà religiosa e il dialogo interreligioso: “Credere in Dio, con i valori positivi che ne derivano, è nella vita dei singoli e delle comunità una fonte immensa di bene e di verità”, ha detto Prevost, secondo il quale “un riferimento imprescindibile è quello alla legge naturale, non scritta da mani d’uomo, ma riconosciuta come valida universalmente e in ogni tempo, che trova nella stessa natura la sua forma più plausibile e convincente”. La legge naturale, “universalmente valida al di là e al di sopra di altre convinzioni di carattere più opinabile, costituisce la bussola con cui orientarsi nel legiferare e nell’agire, in particolare su delicate questioni etiche che oggi si pongono in maniera molto più cogente che in passato, toccando la sfera dell’intimità personale”, ha detto Prevost citando, in particolare, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata e proclamata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948, che “può contribuire non poco a mettere la persona umana, nella sua inviolabile integralità, a fondamento della ricerca della verità, per restituire dignità a chi non si sente rispettato nel proprio intimo e nelle esigenze della propria coscienza”.
La sfida dell’IA
Infine, la sfida dell’intelligenza artificiale, che “ha la sua funzione nell’essere uno strumento per il bene dell’essere umano, non per sminuirlo o addirittura per definirne la sconfitta”: “La vita personale vale molto più di un algoritmo e le relazioni sociali necessitano di spazi umani ben superiori agli schemi limitati che qualsiasi macchina senz’anima possa preconfezionare”. Per il Papa, “la politica non può ignorare una provocazione di questa portata. Al contrario ne è chiamata in causa, per rispondere a tanti cittadini che giustamente guardano, al tempo stesso, con fiducia e preoccupazione alle sfide della nuova cultura digitale”.
Meloni: “Faremo tesoro degli insegnamenti”
"Faremo tesoro dei preziosi insegnamenti che Papa Leone XIV ci ha consegnato questa mattina in Vaticano in occasione del Giubileo dei Governanti e degli Amministratori", ha commentato Giorgia Meloni in una nota. La premier era presente insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. "Il Santo Padre ha ricordato che la politica va interpretata come missione e non come professione, e ha richiamato chiunque ricopre incarichi politici e di responsabilità a non perdere mai di vista la dignità della persona, ad operarsi sempre per il bene della comunità, a tutelare la famiglia e la vita e a promuovere l'educazione integrale dei giovani. Particolarmente potente la riflessione sulla legge naturale come bussola che deve orientare il legislatore e l'azione politica. Altrettanto significativo il monito del Papa sulle enormi sfide etiche, giuridiche e antropologiche innescate dall'intelligenza artificiale. L'Italia proseguirà nel suo impegno, tanto a livello nazionale quanto internazionale, per garantire che lo sviluppo dell'IA sia governato dall'uomo e abbia come fine ultimo l'uomo. Continueremo altresì a fare la nostra parte per difendere la libertà religiosa, diritto naturale che precede ogni formulazione giuridica ma che purtroppo viene ancora oggi calpestato in troppe Nazioni del mondo", conclude Meloni.