Ricomincia il calvario giudiziario per Mimmo Lucano. Per decisione del tribunale civile di Locri, che ha accolto il ricorso della Prefettura contro la delibera di conferma del consiglio comunale, l’europarlamentare di Avs, tornato a guidare Riace deve lasciare la fascia da sindaco. “È temporaneo, siamo già pronti al ricorso in appello”, dice l’europarlamentare di Avs. “E se non dovessero darci ragione, arriveremo fino in Cassazione. Resterò sindaco fino alla pronuncia definitiva, Ormai sono abituato a combattere”.
Sono gli strascichi del lungo processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e altri reati che leggeva nel borgo dell’accoglienza un sistema criminale e in Lucano il suo capo, ma ha finito per naufragare in secondo grado e in Cassazione. Al sindaco del borgo dell’accoglienza è rimasta solo una condanna a diciotto mesi con pena sospesa per una delibera pasticciata, classificata come falso ideologico. Un reato per cui la legge Severino non prevede in automatico la decadenza, rimettendo la decisione alla valutazione discrezionale della Prefettura, o meglio, del Viminale.
Risultato: di Lucano è stata chiesta la decadenza, il Consiglio comunale, com’era da aspettarsi, ha respinto la richiesta al mittente, dalla Prefettura hanno insistito con un ricorso. Oggi il tribunale di Locri, dove Lucano aveva incassato una condanna a più di 13 anni che Corte d’appello e Cassazione hanno smantellato, ha dato loro ragione. Per i giudici, “l’esercizio abusivo del potere o la violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio” sarebbero “insiti” nella contestazione che ha portato alla condanna, dunque assimilabili a quelle specificamente previste dalla legge Severino. “
Una valutazione che per l’avvocato Andrea Daqua, che insieme al collega Giuliano Saitta assiste Lucano, non è di competenza del tribunale civile, ma solo del giudice penale. “Non è tecnicamente condivisibile l’assunto del Tribunale secondo cui l’art. 479 c.p. contiene in sé detta condotta”, dice Daqua. Ancor meno lo è, afferma, che i giudici del civile entrino nel merito della sentenza di Cassazione, arrivando a definire “un errore” che Lucano non sia stato condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici. Anche perché, ricorda, é stata la Corte d’Appello, con decisione confermata dalla Cassazione a escluderla “a comprova, quindi, che la condanna subita non è legata ad alcun abuso di potere voluto dalla legge Severino per la dichiarazione di decadenza”.
Sono solo alcuni dei motivi per cui il collegio difensivo promette battaglia. E anche Lucano non ha intenzione di arrendersi. “Appena ho saputo, ho avuto un momento di sconforto - afferma Lucano -ma non me lo posso permettere. Qui a Riace stiamo restituendo il paese dell’accoglienza che hanno voluto distruggere e io non ho certo intenzione di arrendermi”.
Riace, racconta, sta tornando “paese dell’accoglienza”, ripristinerà a breve anche il cartello che lo metteva subito in chiaro all’ingresso del paese, il 10 luglio inizieranno i Mondiali antirazzisti, poi dal 20 al 27 per una settimana si ragionerà di Palestina, ad agosto arriverà anche la nota artista Laika per un murale. “Che il Viminale sia contro Riace, perché di questo si tratta, io sono orgoglioso. Loro credono nei muri e nell’odio, questo Comune lotta da sempre non solo per integrazione e accoglienza, ma per il reale e concreto rispetto dei diritti umani”.
“Nell’Italia dei ministri e dei sottosegretari impuniti di fronte alla legge, ai politici corrotti o corruttori, la decisione di oggi di un tribunale contro Mimmo Lucano nella sua qualità di sindaco di Riace suona come un’ingiustizia. Ma siamo certi che Mimmo continuerà a combattere in altre sedi giudiziarie per affermare le sue ragioni”, affermano Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs. Si schierano con lui i Verdi italiani all’Eurocamera. “Riace - dicono in una nota Benedetta Scuderi, Cristina Guarda, Ignazio Marino e Leoluca Orlando - è diventata negli anni la casa di chi crede davvero nell'inclusione e nella solidarietà, oltre che un simbolo di concreta speranza. Avanti al fianco di Mimmo, esempio di coraggio e umanità, sicuri che farà valere le sue ragioni con la determinazione di sempre".