Verini (Pd): "Sulle carceri quadro gravissimo, servono misure di clemenza e più corsi di formazione”
di Conchita Sannino“Questa destra finge di scoprire, ogni volta, la drammatica emergenza carceri. Ma nella sostanza resta più che sorda non solo alle forze di opposizioni, ma ai richiami delle autorità morali: oggi, di nuovo, le parole del presidente Mattarella, ieri quelle di Papa Francesco e, dopo, anche di papa Leone XIV”. Il senatore dem Walter Verini solo due settimane fa è stato al carcere di Terni dopo la rivolta che ha lasciato agenti e detenuti feriti, stasera sarà nel penitenziario di Spoleto per il teatro messo in piedi con attori-reclusi, “rivedrò una rappresentazione teatrale dei ragazzi di Giorgio Flamini, da anni segno di umanità”.
Senatore, quasi tre anni di governo: perché sul carcere non siete riusciti a trovare un’alleanza? “Perché siamo di fronte a una maggioranza e a una destra intrisa del salvinismo del ‘buttiamo via la chiave’ e di ‘delmastrismo’, cioè di un sottosegretario che su queste ed altre cose è un profilo ambulante di incostituzionalità. Il quadro generale è davvero gravi…
“Questa destra finge di scoprire, ogni volta, la drammatica emergenza carceri. Ma nella sostanza resta più che sorda non solo alle forze di opposizioni, ma ai richiami delle autorità morali: oggi, di nuovo, le parole del presidente Mattarella, ieri quelle di Papa Francesco e, dopo, anche di papa Leone XIV”. Il senatore dem Walter Verini solo due settimane fa è stato al carcere di Terni dopo la rivolta che ha lasciato agenti e detenuti feriti, stasera sarà nel penitenziario di Spoleto per il teatro messo in piedi con attori-reclusi, “rivedrò una rappresentazione teatrale dei ragazzi di Giorgio Flamini, da anni segno di umanità”.
Senatore, quasi tre anni di governo: perché sul carcere non siete riusciti a trovare un’alleanza? “Perché siamo di fronte a una maggioranza e a una destra intrisa del salvinismo del ‘buttiamo via la chiave’ e di ‘delmastrismo’, cioè di un sottosegretario che su queste ed altre cose è un profilo ambulante di incostituzionalità. Il quadro generale è davvero gravissimo, bisogna agire qui ed ora, senza attendere futuribili nuove carceri. Sono stato recentemente a Livorno, Pisa, Regina Coeli: un dramma, ma in tutta Italia bisogna intervenire. Adesso”.
L’emergenza ha vecchie radici, la situazione è andata precipitando. Anche voi, a sinistra, avete perso qualche occasione?
“Noi perdemmo un’ occasione quando il grande impegno del Ministro Orlando con gli stati generali dell'esecuzione penale non riuscì poi ad arrivare a compimento. C'era l'imminenza elettorale e gli sforzi di Orlando e di tanti mondi dovettero fermarsi davanti a troppe timidezze. Detto questo, durante i governi successivi ( come quello di Draghi) dei segnali concreti li demmo: ricordo in particolare l'impegno del sottosegretario Giorgis durante il Covid e sull'edilizia carceraria”.
Parliamo delle misure possibili. Sulla liberazione speciale anticipata, proposta Giachetti, c’era la spinta anche del vicepresidente Pinelli e l’apertura di La Russa, perché non se n’è fatto nulla?
“La liberazione anticipata, insieme all’invio in Comunità di chi deve essere curato e non recluso sarebbero due iniziali mosse, possibili nell’immediato, certo non sufficienti: salverebbero da condizioni drammatiche migliaia di persone. Ma anche le misure di clemenza non vanno escluse: si dovrebbero fare, accompagnate da immediati corsi di formazione e collocazione lavorativa e domiciliare. Chi esce rieducato, con un lavoro in mano, difficilmente torna a delinquere”.
Nordio si è detto contro tutte le gradazioni di amnistia e indulto.
“Perché Nordio si oppone alla realtà: fatta di suicidi, sovraffollamento, pericoli per la stessa polizia penitenziaria. Condizioni fatiscenti. Percorsi di trattamento e riabilitazione sempre più precari. Figure multidisciplinari assenti. Eppure ci vorrebbe poco: ho visto la prima stanza di affettività, a Terni, pur in una situazione esplosiva; ci sono altri esempi positivi. Se ci fosse un governo attento a Costituzione e umanità, se si dessero segnali di volontà, beh, si può fare. Invece c’è un disegno perverso che si compone”.
Ovvero?
“C'è una idea malata di sicurezza, che usa e istituisce reati mediaticamente amplificati, da palinsesto televisivo per strumentalizzare paure e insicurezze delle persone. C’è il disegno di scoraggiare, reprimere anche pacifiche proteste: perfino di chi è detenuto in condizioni non degne di uno stato civile e democratico. Ecco perché, per me, la sinistra deve fare proprio il tema sicurezza: puntando su risposte di controllo, sorveglianza, vigilanza dei territori e insieme di prevenzione sociale , culturale, scolastica ed educativa. Cose estranee, totalmente, alla presunta sicurezza della destra”.