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“Basta insulti dal ministro Nordio”. Togati del Csm presentano pratica “a tutela del Massimario"

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A firmare tutti e venti i togati, con i laici di centrosinistra Romboli, Papa ed Ernesto Carbone. Fuori, solo gli esponenti di centrodestra.
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ROMA – Compatti, ancora una volta. Contro le parole di Nordio che ha giudicato “irriverente, improprio, polemico”, il rituale lavoro di analisi e studio del Massimario della Cassazione. E contro quelle altre e varie voci, anche più scomposte, alla maniera del senatore Gasparri, che con un espediente retorico bollava quei giudici come “estremisti di sinistra di un centro sociale”.

Ecco perché i membri del Consiglio superiore della magistratura, ovvero tutti i togati di tutti i gruppi, insieme ai laici di centrosinistra, dopo la nuova offensiva arrivata dal Guardasigilli attraverso un’intervista al Messaggero, hanno depositato oggi, al comitato di presidenza, una pratica a tutela degli ottanta magistrati del Massimario (direttore il civilista Alberto Giusti). Si tratta delle toghe impegnate nell’attività di studio per un supporto - che non è mai vincolante, nell’esito delle loro valutazioni tecniche – al lavoro e alle sentenze dei giudici della suprema Corte. E le parole del ministro ch…

ROMA – Compatti, ancora una volta. Contro le parole di Nordio che ha giudicato “irriverente, improprio, polemico”, il rituale lavoro di analisi e studio del Massimario della Cassazione. E contro quelle altre e varie voci, anche più scomposte, alla maniera del senatore Gasparri, che con un espediente retorico bollava quei giudici come “estremisti di sinistra di un centro sociale”.

Ecco perché i membri del Consiglio superiore della magistratura, ovvero tutti i togati di tutti i gruppi, insieme ai laici di centrosinistra, dopo la nuova offensiva arrivata dal Guardasigilli attraverso un’intervista al Messaggero, hanno depositato oggi, al comitato di presidenza, una pratica a tutela degli ottanta magistrati del Massimario (direttore il civilista Alberto Giusti). Si tratta delle toghe impegnate nell’attività di studio per un supporto - che non è mai vincolante, nell’esito delle loro valutazioni tecniche – al lavoro e alle sentenze dei giudici della suprema Corte. E le parole del ministro che accusano, senza mezzi termini, quell’ufficio di aver esondato dai suoi ruoli hanno colpito e sollevato dubbi, in realtà, anche ai vertici di Palazzo Bachelet: compresi i membri di diritto, la prima presidente di Cassazione Margherita Cassano e il Pg Piero Gaeta.

“E ora, chi sarà il prossimo bersaglio”?, si chiede provocatoriamente il laico di Iv, Ernesto Carbone.

Non sono più tollerabili simili attacchi, scrivono in sintesi i consiglieri : a firmare tutti e venti magistrati di tutte le aree (i conservatori di Mi, i progressisti di Area, i centristi di Unicost, la sinistra di Md e gli indipendenti Roberto Fontana e Andrea Mirenda) con i laici di centrosinistra Romboli, Papa ed Ernesto Carbone. Fuori, isolati nel loro disaccordo, solo gli esponenti laici di centrodestra.

“L’Ufficio del Massimario e del ruolo presso la Corte di Cassazione ha reso nei giorni scorsi due relazioni su testi legislativi di recente promulgazione, assolvendo all’operato che da oltre vent’anni svolge in favore della Suprema Corte e dell’intera comunità dei giuristi”, è l’incipit del testo, elaborato in mattinata.

“Alcune valutazioni tecniche contenute nelle relazioni hanno suscitato reazioni critiche da parte anche di esponenti delle Istituzioni - prosegue la richiesta - i quali le hanno definite come interferenze indebite nell’azione del legislatore o atti di condizionamento nei confronti dei magistrati” . Poi, i togati aggiungono proprio quelle parole con cui il Guardasigilli se la prende con il Massimario: “Il ministro della giustizia stesso se n’è detto “incredulo”, annunciando di avere dato mandato al proprio ufficio di gabinetto per conoscere il regime ordinario di divulgazione delle relazioni, e, infine, ha qualificato l’intervento del Massimario “irriverente verso il Capo dello Stato”, “improprio”, perché oltraggerebbe il Parlamento, e “imprudente”, perché contenente un “giudizio preventivo .. netto e polemico”..

Per i consiglieri del Csm un altro segno è stato superato: “Tali reazioni trascendono il piano della dialettica politico-istituzionale, trasmettendo alla pubblica opinione un’immagine deformata della funzione dell’Ufficio del Massimario e del ruolo nonché dei magistrati che la compongono. E’ sulla base di queste dichiarazioni che organi di stampa continuano a proporre accuse di politicizzazione alla Cassazione e all’ordine giudiziario tutto”. La pratica nasce insomma dall’esigenza che “ il Consiglio Superiore della Magistratura ripristini una rappresentazione dell’attività dei magistrati del Massimario conforme alla funzione istituzionale che gli è propria”. Le interferenze, è il senso, non sono addebitabili ai giudici.

Ecco perché i consiglieri chiedono “l’apertura di una pratica a tutela dei magistrati dell’Ufficio del Massimario e del ruolo”.

La misura sembra colma, insomma. “Puntuale come sempre, ecco arrivare dal ministro della Giustizia l'ennesima delegittimazione della magistratura: ora tocca al Massimario – scrive in una nota il renziano Carbone – Ma stavolta c’è anche uno sgarbo istituzionale, anche maldestro, verso il Capo dello Stato". Ma “il magistrato Nordio – rileva il laico di Iv – dovrebbe conoscere più di chiunque altro il Massimario, e invece sembra ignorarlo. Magari fra qualche giorno ci spiegherà che Almasri lo hanno rimpatriato i giudici della Cassazione e che i giornalisti sono stati spiati dal Massimario. Chi si comporta così non vuole certo il bene del Paese".

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