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Fine vita, legge in commissione al Senato. Gli emendamenti del Pd, l’ apertura di FdI: "Discutiamo"

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Opposizioni all’attacco per cambiare la norma del centrodestra, che martedì verrà discussa prima di andare in aula la settimana successiva
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La prossima settimana arriva in commissione al Senato la legge sul fine vita della destra. Il testo, sul quale ci sono state grandi polemiche da parte di opposizioni, associazioni ma anche rappresentanti dei medici, prevede quattro articoli e secondo i critici non rispetta quanto indicato dalla Corte Costituzionale nella sentenza del 2019 che ha aperto al suicidio assistito nel nostro Paese.

Battaglia in commissione

Il Pd annuncia molti emendamenti, fino a una ventina, che potranno essere presentati entro mercoledì prossimo. “Siamo aperti alla discussione, vediamo cosa viene fuori – dice Ignazio Zullo di FdI, corelatore della legge con Pierantonio Zanettini di Forza Italia – In commissione si capirà se il testo cambierà o meno”. Per la settimana successiva, il 17 luglio, è fissato l’arrivo in aula al Senato del provvedimento. Se i tempi fossero rispettati, anche considerando che il dibattito parlamentare potrebbe essere lungo, si arriverebbe comunque a una norma abbastanza rapidamente…

La prossima settimana arriva in commissione al Senato la legge sul fine vita della destra. Il testo, sul quale ci sono state grandi polemiche da parte di opposizioni, associazioni ma anche rappresentanti dei medici, prevede quattro articoli e secondo i critici non rispetta quanto indicato dalla Corte Costituzionale nella sentenza del 2019 che ha aperto al suicidio assistito nel nostro Paese.

Battaglia in commissione

Il Pd annuncia molti emendamenti, fino a una ventina, che potranno essere presentati entro mercoledì prossimo. “Siamo aperti alla discussione, vediamo cosa viene fuori – dice Ignazio Zullo di FdI, corelatore della legge con Pierantonio Zanettini di Forza Italia – In commissione si capirà se il testo cambierà o meno”. Per la settimana successiva, il 17 luglio, è fissato l’arrivo in aula al Senato del provvedimento. Se i tempi fossero rispettati, anche considerando che il dibattito parlamentare potrebbe essere lungo, si arriverebbe comunque a una norma abbastanza rapidamente.

“No al comitato nazionale”

Il testo è stato elaborato in un comitato ristretto appositamente incaricato. Tra i membri, per il Pd, c’era Alfredo Bazoli, che ha duramente criticato quando approvato dalla maggioranza. Adesso con i colleghi prepara gli emendamenti. “Vogliamo intanto ripristinare le cose che mancano in quella legge”, spiega Bazoli. L’idea è cercare di intervenire su vari aspetti. Ad esempio ai dem non piace il comitato nazionale unico di sette professionisti che dovrà rispondere alle istanze di coloro che richiedono di accedere al suicidio assistito. “Vanno inseriti i comitati territoriali, indicati tra l’altro dalla Corte costituzionale nella sua sentenza, e magari prevedere un comitato nazionale ma di coordinamento”. Tra l’altro ci sono state discussioni su tempi di risposta di questo organismo alle istanze, cioè 60 o 90 giorni a seconda della complessità del singolo caso. La Toscana, unica Regione ad aver fatto una legge, all’inizio di quest’anno, ha dato 30 giorni per rispondere alle sue commissioni territoriali, legate alle Asl. Alto punto critico riguarda l’impossibilità, per sei mesi, di ripresentare la domanda dopo il no al suicidio assistito del comitato nazionale. Si tratta di tempi inferiori ai 48 mesi previsti all’inizio, ma comunque ritenuti eccessivi, anche perché le condizioni cliniche dei pazienti possono variare molto rapidamente.

Il ruolo del servizio sanitario

C’è poi il tema del ruolo del servizio sanitario nazionale, escluso nella prima versione della norma da qualunque atto legato al suicidio assistito. Secondo Bazoli, anche senza trasformare in Lea, Livelli essenziali di assistenza, le prestazioni legate al fine vita, comunque la sanità pubblica può avere un ruolo di supervisione. “Speriamo che il dibattito in commissione non sia sterile – spiega il senatore Pd – Che cioè i colleghi di maggioranza non arrivino con la disponibilità a migliorare il testo”. Ciò che ha detto ieri Zullo sembra andare in questa direzione ma bisognerà aspettare qualche giorno per capire se davvero c’è apertura al confronto, su un tema che fino ad ora è stato affrontato con visioni molto diverse. “Discutiamo in commissione, se non la blindano potrebbe slittare anche di qualche giorno il passaggio in parlamento. Vediamo”, dice ancora Bazoli.

L’udienza alla Consulta sull’eutanasia

Ma martedì 8 luglio si terrà anche l’udienza pubblica presso la Corte Costituzionale per il caso di “Libera” (nome da lei scelto), la donna toscana che ha chiesto e ottenuto, dopo lunghe traversie, il via libera al suicidio assistito ma non è in grado di autosomministrarsi il farmaco. Per questo ha chiesto l’aiuto di un medico, che inietterebbe il medicinale. Il tribunale di Firenze ha chiesto l’intervento della Consulta perché potrebbe trattarsi di un caso di eutanasia, vietata dal codice penale, che punisce il reato di omicidio del consenziente.

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