Roma – Non illudetevi, resto al mio posto». Non molla e rilancia, Carlo Nordio, il ministro di nuovo sotto assedio per il caso del torturatore libico Almasri, mai consegnato alla Corte penale internazionale e riconsegnato nottetempo, lo scorso 21 gennaio, dal governo italiano alla Libia. «Quello che ho letto sono falsità. Le vostre richieste di dimissioni? Balle», teorizza il Guardasigilli in Sen…