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Caso Almasri, Anm risponde a Nordio: “Falso dire che l’indagine è contro la riforma”

Cesare Parodi, presidente Anm

 

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Il presidente dell’associazione nazionale magistrati Parodi: “Raccolta firme sull’emergenza carceri”
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Il tema carceri, su cui “anche il vicepresidente del Csm ha detto parole chiarissime e lucide: ora promuoveremo una raccolta firme, impossibile restare immobili”. E poi: “Le responsabilità politiche del caso Almasri”, che “ci auguriamo non portino anche a chiare responsabilità penali”. E - “assolutamente non ultimo” per l’Associazione nazionale magistrati - l’allarme sul “fallimento degli obiettivi giustizia sul Pnrr: perché hanno chiesto le nostre proposte e noi stiamo dando una mano con impegno e completezza di idee in campo, ma se non riescono per tardiva iniziativa, non dicano che è colpa dei magistrati, sarebbe un falso clamoroso ”.

Temi caldissimi accendono il rituale comitato direttivo centrale dell’Anm.

“Il problema del sovraffollamento e in generale della l…

Il tema carceri, su cui “anche il vicepresidente del Csm ha detto parole chiarissime e lucide: ora promuoveremo una raccolta firme, impossibile restare immobili”. E poi: “Le responsabilità politiche del caso Almasri”, che “ci auguriamo non portino anche a chiare responsabilità penali”. E - “assolutamente non ultimo” per l’Associazione nazionale magistrati - l’allarme sul “fallimento degli obiettivi giustizia sul Pnrr: perché hanno chiesto le nostre proposte e noi stiamo dando una mano con impegno e completezza di idee in campo, ma se non riescono per tardiva iniziativa, non dicano che è colpa dei magistrati, sarebbe un falso clamoroso ”.

Temi caldissimi accendono il rituale comitato direttivo centrale dell’Anm.

“Il problema del sovraffollamento e in generale della lesione dei diritti della situazione carceraria è assolutamente prioritario - sottolinea Cesare Parodi, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, a margine del Cdc - secondo me, sarebbe molto efficace lanciare in tempi rapidi una raccolta di firme dei magistrati, degli avvocati e dei cittadini, da porre sul tavolo del governo in un tempo brevissimo. Un’iniziativa che potrebbe avere una particolare efficacia, potendo raccogliere nel tempo brevissimo decine di migliaia di firme. Mi domando se l’esecutivo , a quel punto, potrebbe ignorare una sensibilizzazione di massa di questo tipo". L’attualità politica ha poi riacceso le domande inevase sulla crisi Almasri e Corte penale internazionale: punto su cui interviene duramente il segretario Rocco Maruotti. “Non accetteremo il tentativo, già operato goffamente dal ministro Nordio - puntualizza il numero 2 dell’Anm - di sostenere che l'accertamento della verità sulla vicenda Almasri è un'operazione per contrastare la riforma costituzionale. È una accusa falsa e offensiva”.

Anche perché, è il ragionamento, “è ormai abbastanza cristallizzato il fatto che ci sia stata una responsabilità politica” sulla restituzione, alla Libia, del torturatore Almasri che invece era stato arrestato in Italia e doveva essere consegnato alla Corte penale internazionale: quindi “il Governo si è assunto la responsabilità di quella decisione. Ci auguriamo che non ne conseguano anche responsabilità penali, che sono quelle eventuali sulle quali sta facendo i suoi accertamenti il Tribunale dei ministri”.

Eppure sullo sfondo del conflitto agito dalla maggioranza, c’è un terreno su cui “stiamo lavorando insieme perché il Ministero ci ha chiesto di dare una mano e stiamo alacremente collaborando”, avverte Parodi. Si tratta del rischio fallimento Pnrr-Giustizia - il dossier e la delibera del Csm sono stati anticipati da Repubblica - che oggi spinge il via Arenula a mettere in campo risorse per mobilitare potenzialmente circa 1500 giudici-scriventi in più, tra pensionati e tirocinanti, pur di abbattere la durata del processo civile (il cosiddetto Disposition time) e quindi la montagna di sentenze di quel settore, circa 200mila in più rispetto all’ordinario, entro il giugno 2026. E se fallisse tutto, l’Italia dovrà restituire una manciata di miliardi di euro all’Europa. “Il timore ce l'ho, ma spero che non accada, e soprattutto spero che non si venga poi a dire che il mancato raggiungimento degli obiettivi è stato colpa dei magistrati, perché non è così”, spiega il presidente Parodi. "Se i magistrati avessero avuto a disposizione personale amministrativo, Ufficio per il processo, una geografia giudiziaria più razionale e organici adeguati, questi obiettivi sarebbero stati raggiunti. Oggi prendiamo atto che non stati raggiunti per queste carenze". Il Csm, ha aggiunto, "farà le sue valutazioni sul punto, ma, evidentemente, non può fare miracoli perché stiamo parlando di di un arco temporale breve. E stiamo parlando anche, per essere onesti fino in fondo, di un patto iniziale con l’Europa, un 40 per cento, che è la quota iniziale fissata dal precedente governo in termini estremamente elevati. Una soglia forse non correttamente calcolata”.

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