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Manfredi: “Sulla sicurezza vanno raddoppiati i fondi. Pnrr, i Comuni virtuosi”

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi

 

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Il presidente di Anci: “Servono più assunzioni. Quel che preoccupa i sindaci anche di centrodestra è il presidio durante la sera e la notte. E poi la gestione dei recidivi”
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«Bisogna fare di più per la sicurezza nelle nostre città: Palazzo Chigi raddoppi il fondo destinato ai Comuni». A chiedere un cambio di passo al governo è il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi. «La sicurezza - spiega - non è una questione di decreti, ma di risorse e organizzazione». E a quattro anni dall’avvio del Pnrr, il primo cittadino di Napoli rivendica: «I sindaci sono quelli che hanno speso di più, eppure ci sono miliardi di opere fatte ma ancora non pagate».

La settimana scorsa ha scritto al ministro dell’Interno Piantedosi per chiedere un incontro urgente sulla sicurezza. Le ha risposto?

«Ci incontreremo tra qualche giorno per individuare gli strumenti che, in vista della prossima legge di bilancio, possono aiutare i sindaci, per quanto di loro competenza, a dare maggiori risposte ai cittadini».

Cosa chiederà a nome dei sindaci?

«Per noi è necessario raddoppiare il Fondo per la sicurezza dei Comuni. È uno strumento che funziona e che viene utilizzato bene, ma le riso…

«Bisogna fare di più per la sicurezza nelle nostre città: Palazzo Chigi raddoppi il fondo destinato ai Comuni». A chiedere un cambio di passo al governo è il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi. «La sicurezza - spiega - non è una questione di decreti, ma di risorse e organizzazione». E a quattro anni dall’avvio del Pnrr, il primo cittadino di Napoli rivendica: «I sindaci sono quelli che hanno speso di più, eppure ci sono miliardi di opere fatte ma ancora non pagate».

La settimana scorsa ha scritto al ministro dell’Interno Piantedosi per chiedere un incontro urgente sulla sicurezza. Le ha risposto?

«Ci incontreremo tra qualche giorno per individuare gli strumenti che, in vista della prossima legge di bilancio, possono aiutare i sindaci, per quanto di loro competenza, a dare maggiori risposte ai cittadini».

Cosa chiederà a nome dei sindaci?

«Per noi è necessario raddoppiare il Fondo per la sicurezza dei Comuni. È uno strumento che funziona e che viene utilizzato bene, ma le risorse sono insufficienti».

Perché servono risorse aggiuntive?

«È necessario sostenere di più la polizia locale. Servono risorse straordinarie e nuove assunzioni, ma anche investimenti sulla videosorveglianza e l’illuminazione pubblica perché uno dei temi più sentiti dai sindaci è quello dei controlli serali e notturni».

La lettera era indirizzata anche al ministro della Giustizia Nordio. Perché?

«Abbiamo scritto anche al ministro Nordio per capire come affrontare il tema dei recidivi: le persone fermate per scippi e borseggi sono quasi sempre le stesse. È necessario capire bene come intervenire in questi casi».

Da presidente dell’Anci ha il polso del territorio. I sindaci registrano un livello di maggiore insicurezza?

«Un conto è la sicurezza reale, un altro quello percepita. In alcune zone delle città, i cittadini hanno spesso una percezione di insicurezza maggiore, che va fronteggiata incrementando i presidi fisici e tecnologici. Ripeto: a preoccupare di più i sindaci, sia quelli di centrodestra che di centrosinistra, è il presidio del territorio durante la sera e la notte».

Il governo ha fatto dei decreti sicurezza una sua cifra identitaria. Condivide le soluzioni?

«La sicurezza non è solo una questione di decreti. Non è questo l’aspetto centrale. Il vero tema è finanziario e organizzativo. I prefetti stanno facendo un grande lavoro, ma c’è una questione di coordinamento delle attività».

Chiede più risorse per i Comuni, ma poi i fondi vanno impegnati. A quattro anni esatti dall’avvio del Pnrr a che punto è la spesa?

«I Comuni gestiscono progetti per circa 26,5 miliardi su un totale complessivo del Pnrr che è pari a 194,4 miliardi. Il nostro ultimo censimento parla chiaro: il 92% dei progetti è in fase conclusiva o in corso di attuazione e il 56% delle opere è già collaudata o in procinto di esserlo. Siamo i soggetti attuatori che hanno speso di più».

Alla scadenza del Pnrr manca un anno. State registrando difficoltà nell’ultimo miglio?

«Dobbiamo accelerare per fare in modo che tutte le opere possano essere completate. Stiamo facendo una ricognizione con il ministro Foti per individuare quelle che non riusciranno a essere completate entro l’estate prossima sostanzialmente per questioni autorizzative. In ogni caso parliamo di una quota residuale».

I sindaci hanno lamentato lentezze nei trasferimenti delle risorse dal Mef alle casse comunali. L’erogazione dei fondi procede ancora a singhiozzo?

«L’erogazione da parte del governo è stata lenta in alcuni casi e quindi i Comuni non hanno potuto pagare i lavori dato che non avevano ricevuto le risorse a monte. Si sono fatti passi in avanti, ma in alcuni casi si registrano ancora lungaggini burocratiche che vanno superate. Abbiamo alcuni miliardi di opere fatte ma che non ci sono state ancora pagate».

La scommessa del Piano nazionale di ripresa e resilienza è anche un rinnovamento della macchina amministrativa. L’obiettivo è stato raggiunto?

«Il Piano ha dimostrato che per far funzionare i Comuni è fondamentale investire sul capitale umano. Abbiamo un deficit di personale, soprattutto nelle aree tecniche, e i salari degli enti locali sono i più bassi di tutta la Pubblica amministrazione, e per questo dobbiamo investire di più».

Napoli ha ricevuto 4 miliardi dal Pnrr. Sono serviti alla città?

«Grazie al Pnrr abbiamo fatto scelte molto importanti come gli investimenti sulla rigenerazione urbana a Scampia e Ponticelli, oltre a realizzare asili nido, scuole e palestre e investire in infrastrutture, dalle reti idriche ai trasporti. Il Pnrr è stato determinante perché senza questi fondi non ce l’avremmo fatta a realizzare quello che abbiamo messo a terra».

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