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Il centrosinistra: “Meloni venga in Parlamento e difenda le imprese”

Elly Schlein

 

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Schlein: “La premier esca dalla modalità aereo e smetta di fingere che vada tutto bene”. Il leader M5S: “Chiamate Chi l’ha visto”
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Giorgia Meloni riferisca in Aula. La stangata di Donald Trump, che vuole imporre all’Europa dazi al 30%, e il silenzio della premier, mettono in allarme i partiti di opposizione. «Il governo italiano ci dica cosa intende fare adesso», chiedono i capigruppo Pd di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, ricordando che l’esecutivo ha sempre considerato «le scelte di Trump quasi una opportunità».

Poco più tardi interviene anche la segretaria Elly Schlein affinché la premier «scenda per un giorno dal volo con cui viaggia per il mondo a stringere mani fingendo che in Italia vada tutto bene, esca dalla modalità aereo e si prenda le sue responsabilità davanti al Parlamento e quindi al Paese» perché «nessuno al governo si occupa più delle persone e delle loro vite».

Per questo, scrivono in una nota Braga e Boccia, «chiediamo che la presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia vengano di fronte alle Camere a spiegare come intendono difendere il sistema produttivo del nostro Pa…

Giorgia Meloni riferisca in Aula. La stangata di Donald Trump, che vuole imporre all’Europa dazi al 30%, e il silenzio della premier, mettono in allarme i partiti di opposizione. «Il governo italiano ci dica cosa intende fare adesso», chiedono i capigruppo Pd di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, ricordando che l’esecutivo ha sempre considerato «le scelte di Trump quasi una opportunità».

Poco più tardi interviene anche la segretaria Elly Schlein affinché la premier «scenda per un giorno dal volo con cui viaggia per il mondo a stringere mani fingendo che in Italia vada tutto bene, esca dalla modalità aereo e si prenda le sue responsabilità davanti al Parlamento e quindi al Paese» perché «nessuno al governo si occupa più delle persone e delle loro vite».

Per questo, scrivono in una nota Braga e Boccia, «chiediamo che la presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia vengano di fronte alle Camere a spiegare come intendono difendere il sistema produttivo del nostro Paese, quali misure sono previste per tutelare imprese e lavoratori, e con quale mandato stanno trattando a livello internazionale».

Non è sufficiente, per i dem, «che tutto si riduca a un comunicato e qualche stretta di mano su una pista d’atterraggio. Vogliamo capire se il governo, invece di giocare allo scaricabarile con l’Europa, vuole impegnarsi con gli altri partner continentali per rispondere alle follie americane».

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ironizza e dice di voler chiamare la trasmissione Chi l’ha visto? «per trovare Meloni» perché «la tattica sposata di abbassare la testa su tutto ha peggiorato la situazione. Sarebbe un primo passo ammetterlo». Inoltre, sostiene l’ex premier, «aver concesso a Trump sconti sulle tasse dei miliardari del web statunitensi, avergli garantito acquisti di gas americano che gonfiano le nostre bollette, aver aderito alla sua richiesta di spendere in armi 445 miliardi in più per il prossimo decennio, non è stato il frutto di un negoziato condotto con abilità e amor di patria. È stato un irresponsabile cedimento». Ad auspicare un passaggio di Meloni in Parlamento è anche Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa verde che suggerisce: «Il governo blocchi subito la promessa di acquisti di gnl e armi Usa fatta a Trump». E poi ancora: «Chi svende la qualità dei nostri prodotti e attacca l’Europa per fare un favore agli Stati Uniti, non è un patriota. È un traditore della patria».

Sui social Matteo Renzi osserva che «l’economia italiana è in sofferenza. È tempo di scelte coraggiose, di investire nei settori che servono all’Italia del futuro». Per questo il leader di Italia viva critica la decisione della premier di «regalare 55 milioni allo stadio della Fiorentina. Io sono un tifoso Viola, scatenato. Ma penso e dico da sempre che gli stadi vanno costruiti con i soldi dei privati. Mettere i soldi nello stadio e non sulla sanità o su un piano per le case ai giovani è assurdo. Farlo quando i dazi colpiscono il sistema produttivo del Paese è un clamoroso insulto a chi produce». Attacca anche il leader di Azione, Carlo Calenda, per il quale bisogna reagire con le stesse misure perché «Trump ha intenzione di mettere in difficoltà l’Europa. E se la risposta dovrà essere unitaria coinvolgendo Giappone, Canada, Vietnam, Corea del Sud, e dicendo ‘basta prepotenze, alziamo anche noi i dazi’».

E Riccardo Magi ironizza anche lui: «Se i dazi fossero un bambino, Trump e Meloni sarebbero i genitori 1 e 2 delle tariffe contro l’Italia», ma c’è da aspettarsi, sospetta il segretario di +Europa, che Meloni, quando deciderà di parlare, darà la colpa all’Europa.

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