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Caos musei al ministero bloccate le nomine. Tax credit, nuovo caso

Museo del Bargello 

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Il titolare dei Beni culturali vuole rivedere il bando per i dirigenti. Stop a 66 milioni di fondi al cinema per uso irregolare dei finanziamenti
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ROMA – È ancora caos al ministero della Cultura. I musei di prima fascia senza direttori, da una parte, e le produzioni cinematografiche in attesa dei fondi dall’altra. E le opposizioni che insorgono sulla gestione dell’intero settore.

Un passo indietro. Nel rivelare il contenuto di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera e non pubblicata, il ministro Alessandro Giuli fa sapere di essere «insoddisfatto» della rosa dei candidati che gli sono stati proposti per le direzioni museali e ipotizza la riapertura del bando per la loro scelta, a prescindere dal fatto che i nomi proposti siano «nazionali o internazionali». Per l’esponente di FdI a capo della Cultura, «nel pieno rispetto del valore professionale dei nomi proposti, mi rite…

ROMA – È ancora caos al ministero della Cultura. I musei di prima fascia senza direttori, da una parte, e le produzioni cinematografiche in attesa dei fondi dall’altra. E le opposizioni che insorgono sulla gestione dell’intero settore.

Un passo indietro. Nel rivelare il contenuto di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera e non pubblicata, il ministro Alessandro Giuli fa sapere di essere «insoddisfatto» della rosa dei candidati che gli sono stati proposti per le direzioni museali e ipotizza la riapertura del bando per la loro scelta, a prescindere dal fatto che i nomi proposti siano «nazionali o internazionali». Per l’esponente di FdI a capo della Cultura, «nel pieno rispetto del valore professionale dei nomi proposti, mi ritengo insoddisfatto del lavoro della commissione. Valuterò se riaprire il bando contestualmente anche allo svolgimento di quello per i musei di seconda fascia per avere un quadro completo e un valore indiscutibile dei massimi dirigenti, nazionali o internazionali che siano».

Cultura, il ministro Giuli: "Nessun rapporto diretto tra il Ministero e Kaufmann"

Tra le realtà museali in attesa della nomina dei nuovi vertici c’è anche la Galleria dell’accademia di Firenze e i musei del Bargello, che ospitano la maggiore collezione di scultura italiana del Rinascimento, da Donatello a Giambologna, fino a Michelangelo. Anche loro in un limbo. Il Pd insorge e annuncia un’interrogazione parlamentare sulla riapertura del bando: la capogruppo dem in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, parla di «una decisione grave e pericolosa, che solleva interrogativi non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello della legittimità».

Ma non solo. Dopo le dimissioni del capo della direzione generale cinema e audiovisivi, Nicola Borrelli, a seguito della vicenda dei fondi fantasma per un film mai realizzato da Francis Kaufmann — l’americano accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili a Roma — adesso una nuova tegola si abbatte sui contributi al cinema. Ad annunciarla è la sottosegretaria Lucia Borgonzoni: «Il Mic — osserva — ha revocato 66 milioni di credito d’imposta già erogati, mentre richieste per 22 milioni sono state respinte».

Tutte risorse pubbliche che sarebbero riconducibili, da quanto filtra, a un’unica società: la Sipario Movies di Andrea Iervolino. Gli uffici ministeriali hanno collaborato con la Gdf per verificare e ricostruire l’ammontare complessivo delle somme, erogate sotto forma di tax credit, su cui adesso è stata disposta la revoca. Ma se l’illecito al momento è stato contestato alla società (peraltro in liquidazione), difficile che la Gdf non voglia approfondire dove, tra gli uffici pubblici, si siano allargate le maglie delle concessioni per le produzioni cinematografiche. Iervolino, intanto, si difende e a Open parla di «accuse infondate» rispetto alle quali annuncia che si appellerà al Tar. Secondo il dem Matteo Orfini «per i ministri della Cultura di FdI l’estate è sempre un problema».

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