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Caso Gergiev, il concerto si farà: “Regalo alla musica, non allo zar”

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L’esibizione del maestro filo Putin confermata a Caserta nonostante le polemiche. Previsto un cachet di 25 mila euro, è scontro sull’utilizzo dei fondi di coesione
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L’appello di Julija Navalnaja non ferma il concerto di Valerij Gergiev. Tutto confermato, almeno per il momento. La nona edizione della rassegna “Un’estate da re” comincia sabato prossimo, 19 luglio, alla Reggia di Caserta, con Toni Servillo e “Le quattro stagioni” di Vivaldi. Il cartellone non è cambiato e vede ancora in calendario, il 27 luglio, l’esibizione del direttore d’orchestra russo, amico e sostenitore di Vladimir Putin, con la filarmonica del Teatro Verdi di Salerno e i solisti dell’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo.

«Un indimenticabile concerto sinfonico», lo definisce il programma. Invece la vedova del dissidente morto in carcere, nell’intervento pubblicato lunedì da Repubblica, lo considera «un regalo al Cremlino» e il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, evidenzia il rischio che «un appuntamento musicale di livello alto, ma oggettivamente controverso e divisivo» possa trasformarsi «nella cassa di risonanza della propaganda russa. Ciò che per me s…

L’appello di Julija Navalnaja non ferma il concerto di Valerij Gergiev. Tutto confermato, almeno per il momento. La nona edizione della rassegna “Un’estate da re” comincia sabato prossimo, 19 luglio, alla Reggia di Caserta, con Toni Servillo e “Le quattro stagioni” di Vivaldi. Il cartellone non è cambiato e vede ancora in calendario, il 27 luglio, l’esibizione del direttore d’orchestra russo, amico e sostenitore di Vladimir Putin, con la filarmonica del Teatro Verdi di Salerno e i solisti dell’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo.

«Un indimenticabile concerto sinfonico», lo definisce il programma. Invece la vedova del dissidente morto in carcere, nell’intervento pubblicato lunedì da Repubblica, lo considera «un regalo al Cremlino» e il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, evidenzia il rischio che «un appuntamento musicale di livello alto, ma oggettivamente controverso e divisivo» possa trasformarsi «nella cassa di risonanza della propaganda russa. Ciò che per me sarebbe deplorevole», aggiunge il ministro.

Gergiev, scrive Julija Navalnaja, non è «solo un amico e non solo un sostenitore. Ma anche un promotore della politica criminale di Putin, suo complice e fiancheggiatore». Adesso la politica si interroga sulla scelta di invitarlo a Caserta.

“Un’estate da re” è programmata e finanziata con fondi di coesione messi a disposizione dalla Regione Campania. Il cachet di Gergiev è di 25 mila euro, poco più del 5 per cento della spesa complessiva di 500 mila euro stanziata, secondo fonti della Scabec (la società regionale di beni culturali che organizza e promuove la rassegna) per i cinque spettacoli che saranno ospitati nel Primo Cortile del complesso vanvitelliano. Scuote il capo la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, del Pd, che per prima nei giorni scorsi aveva sollevato il caso dei rapporti fra Gergiev e Putin. «Ho presentato alla Scabec una formale richiesta di accesso agli atti perché voglio capire quanti soldi provenienti dai fondi di coesione siano stati effettivamente spesi per quella che appare come una mera operazione di propaganda».

Prepara un’interrogazione al ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti la segretaria di Noi Moderati Mara Carfagna: «È regolare e opportuno che i fondi di coesione siano utilizzati dal governatore De Luca per offrire un palcoscenico all’artista di riferimento del Cremlino?», chiede Carfagna. Alle polemiche il presidente della Regione ha replicato rivendicando «la linea del dialogo» della Campania: «Putin è colpevole, siamo solidali con l’Ucraina, ma non intendiamo accettare logiche di preclusione», ha detto De Luca.

Si difende il maestro Antonio Marzullo, da nove anni direttore artistico della rassegna: «Ma quale regalo al Cremlino. Ho il massimo rispetto per la vedova Navalny, ho letto le sue parole, sono dispiaciuto e amareggiato perché non pensavo di poterle arrecare disagio. Ho fatto solo una scelta artistica, ho creduto di fare un regalo alla musica ingaggiando quello che per me è solo un grande direttore d’orchestra dopo aver già ospitato tutti i migliori: Muti, Pappano, Morricone e tanti altri. Il senso era solo questo. Non mi aspettavo tante polemiche, ma non parlerei neanche di sottovalutazione. Non ho proprio pensato a questioni politiche. Per me, come musicista, fare musica con Gergiev e con i grandi maestri è come realizzare un sogno. La guerra è una cosa troppo grande rispetto a un concerto alla Reggia e la politica non deve essere mischiata con la musica».

Marzullo dice di non aver ancora parlato con il direttore russo. Ma assicura: «Ci sentiremo per concordare tutto. Per noi non cambia nulla. Il concerto si farà, se poi arriveranno altre disposizioni siamo qui».

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