ROMA – Vice ministro Francesco Paolo Sisto, ha ragione l’Anm quando dice che avete cominciato una crociata contro i magistrati?
«Assolutamente no. Questa è una riforma nell’interesse innanzitutto dei cittadini, per restituire loro fiducia nella giustizia, ma anche della magistratura. La figura del giudice ne viene rafforzata in maniera decisa, sempre nel rispetto della geometria costituzionale. Altro che volontà punitiva».
Si rischia una magistratura sotto l’esecutivo.
«Mel Brooks la definirebbe una “balla spaziale”: nel testo è ribadito che la magistratura è autonoma e indipendente. Avere giudici e pm separati è una questione di pura logica, di cui già si era discusso anche in sede di Costituente. La condivisione di calibri come Matteott…
ROMA – Vice ministro Francesco Paolo Sisto, ha ragione l’Anm quando dice che avete cominciato una crociata contro i magistrati?
«Assolutamente no. Questa è una riforma nell’interesse innanzitutto dei cittadini, per restituire loro fiducia nella giustizia, ma anche della magistratura. La figura del giudice ne viene rafforzata in maniera decisa, sempre nel rispetto della geometria costituzionale. Altro che volontà punitiva».
Si rischia una magistratura sotto l’esecutivo.
«Mel Brooks la definirebbe una “balla spaziale”: nel testo è ribadito che la magistratura è autonoma e indipendente. Avere giudici e pm separati è una questione di pura logica, di cui già si era discusso anche in sede di Costituente. La condivisione di calibri come Matteotti, lo stesso Moro, fino a Falcone danno a questa riforma, voluta da sempre da Forza Italia una griffe di assoluta qualità culturale e giuridica. Per usare una metafora calcistica: avete mai visto un arbitro che viene dalla stessa città di una delle due squadre?».
Ecco, siete punitivi.
«Mi professo assolutamente innocente. Un riscontro? Il sorteggio per la componente togata del Csm. Una scelta in stato di necessità. Non sarà il massimo, è vero, ma non è accettabile che, come accade ancora oggi, se un magistrato vuole fare carriera non possa che affidarsi alle correnti. Il sorteggio renderà i magistrati liberi da questo giogo. E poi è stata una certa magistratura ad avere un atteggiamento assolutamente ostracistico nei confronti della riforma».
In che senso?
«Sin dal principio i rappresentanti dell’Anm hanno voluto solo scardinare la riforma che, ricordo, era nel nostro programma di governo. Le cattive abitudini: fino a oggi mai nessuno aveva pensato fosse praticabile una riforma sulla giustizia, e di questa portata, senza l’avallo di Csm e Anm. I tempi sono cambiati».
Capitolo chiuso, quindi?
«Sulla legge attuativa, il dialogo è d’obbligo: ci sono temi su cui discutere insieme con il rispetto reciproco a cui correttamente ha fatto riferimento Giovanni Melillo. Noi ci siamo, attendiamo l’Anm».
Il ministro Nordio ha attaccato frontalmente il magistrato Piccirillo per aver espresso un’opinione tecnica sul caso Almasri. Ma davvero i magistrati non possono esprimere le proprie opinioni?
«Le opinioni sono sempre legittime. Ma non per questo non è necessario avere garbo, mostrare cautela soprattutto quando, come in questo caso, siamo di fronte a indagini ancora in corso. E sulle quali dunque non si può essere draconiani e assertivi».
Davvero eliminerete la possibilità di ricorrere in appello dopo un’assoluzione in primo grado?
«È un tema non nuovo, già affrontato e risolto nella riforma Nordio di qualche mese fa, sia pure per reati minori. Approfondirla ulteriormente, come ha annunciato il ministro, è ben possibile».
Per punire la procura di Palermo.
«Non esageriamo. Quello che hanno fatto i pm di Palermo è formalmente legittimo. Nutro qualche perplessità sul principio dei rapporti fra decisioni in sede civile e riflessi sul processo penale, ma ci penserà la Cassazione. Posso dire che, a mio avviso, la sentenza Salvini è scritta benissimo».