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Un passo verso la giustizia, non accettiamo complicità

Julija Navalnaya

 

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L’intervento di Julija Navalnaja, vedova del dissidente russo Aleksej Navalny
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Il 15 luglio ho pubblicato un articolo su La Repubblica — e sono grata per aver avuto l’opportunità di intervenire su queste pagine — sulla prevista apparizione di Valerij Gergiev a un festival musicale alla Reggia di Caserta. In seguito, molte persone hanno aderito alla campagna per annullare il suo concerto, e sono profondamente grata a ciascuna di loro, perché il concerto del fedele propagandista di Putin è stato annullato.

Si potrebbe definire questo un momento di gioia. Io però non lo direi. Non ho voglia di festeggiare. Il regime di Putin è ancora vivo e vegeto. Non possiamo riportare in vita i civili ucraini che ha assassinato. Non possiamo riportare in vita mio marito, Aleksej Navalny, il leader dell’opposizione russa ucciso in una prigio…

Il 15 luglio ho pubblicato un articolo su La Repubblica — e sono grata per aver avuto l’opportunità di intervenire su queste pagine — sulla prevista apparizione di Valerij Gergiev a un festival musicale alla Reggia di Caserta. In seguito, molte persone hanno aderito alla campagna per annullare il suo concerto, e sono profondamente grata a ciascuna di loro, perché il concerto del fedele propagandista di Putin è stato annullato.

Si potrebbe definire questo un momento di gioia. Io però non lo direi. Non ho voglia di festeggiare. Il regime di Putin è ancora vivo e vegeto. Non possiamo riportare in vita i civili ucraini che ha assassinato. Non possiamo riportare in vita mio marito, Aleksej Navalny, il leader dell’opposizione russa ucciso in una prigione russa. Eppure, questo è un piccolo ma significativo passo verso la giustizia, verso l’idea che chiunque sostenga la dittatura di Putin un giorno dovrà essere ritenuto responsabile.

Moltissimi musicisti russi di spicco, spesso di grande talento, amano le comodità e le libertà della vita in Occidente. Ma allo stesso tempo sostengono Putin, fungono da suoi rappresentanti e si esibiscono ai suoi eventi propagandistici. Dobbiamo essere chiari: qualunque sia il loro talento artistico, sono complici. Complici delle sue guerre, della sua repressione, degli avvelenamenti politici e delle uccisioni perpetrate sotto il governo di Putin. Dobbiamo inviare a tutti loro un messaggio fermo e inequivocabile:

Vi vediamo. Vi ricordiamo.

E non accetteremo la vostra complicità.

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