ROMA – Nelle Marche, a campagna elettorale appena iniziata, piomba l’indagine su presunte irregolarità di affidi. Adesso ad essere coinvolto è anche il candidato di centrosinistra Matteo Ricci, ai tempi sindaco di Pesaro.
Con un video sui social l’attuale eurodeputato comunica di aver ricevuto un avviso di garanzia dalla procura di Pesaro, prima di lui anche altre cinque persone sono state iscritte nel registro degli indagati. La vicenda è quella dei fondi assegnati dal Comune durante la scorsa legislatura, in particolare a due associazioni culturali, per oltre 500mila euro, per vari interventi e opere tra cui il murale dedicato a Liliana Segre e l’installazione di un casco gigante in onore del campione di Moto Gp Valentino Rossi. Una prassi di affidamenti diretti e senza gara, trattandosi di cifre sottosoglia, da cui - secondo i pm - anche Ricci avrebbe ricevuto utilità, ma non patrimoniali quanto in termini «di consenso politico».
Il candidato governatore dice di essere estraneo alle accuse: «Sono sorpreso perché in vita mia, in 15 anni di amministrazione, non mi sono mai occupato di affidamenti pubblici, di lavori, mi sono sempre fidato ciecamente dei miei dirigenti, dei miei collaboratori, come ho fatto in questo caso». Dunque, in questa vicenda, si considera «parte lesa» e si sente «amareggiato» per i tempi.
Ricci ha subito avvisato la segretaria del Pd, Elly Schlein, e anche il leader M5s Giuseppe Conte. Quest’ultimo si riserva di «valutare approfonditamente le contestazioni mosse» perché «una condotta disonesta sarebbe incompatibile con i valori del Movimento», avverte. Nello stesso tempo si augura che Ricci possa «chiarire al più presto con l’autorità giudiziaria per diradare gli eventuali dubbi e poter svolgere in piena serenità la campagna elettorale».
Chi va all’attacco è Fratelli d’Italia, partito del governatore uscente Francesco Acquaroli. Il deputato Antonio Baldelli, sottolinea il principio di presunzione d’innocenza sul piano giudiziario ma elenca le «responsabilità politiche da cui Ricci non può sottrarsi» come per Affidopoli nel quale «appaiono altrettanto gravi e ineludibili». L’ex sindaco si dice «sereno» e il 30 luglio riferirà ai giudici.