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Separazione carriere, Nordio: “Franceschini politicizza il referendum. Rischio per le toghe e il Pd”

CARLO NORDIO, MINISTRO DELLA GIUSTIZIA 

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In un’intervista al Secolo d’Italia il ministro della Giustizia attacca l’Anm: “Si sleghi dall’abbraccio mortale con le opposizioni”
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Carlo Nordio sceglie Il Secolo d’Italia, il quotidiano online della destra italiana, per difendersi e difendere la riforma che prevede la separazione delle carriere tra pm e giudici. Soprattutto il ministro della Giustizia vuole provare a contenere la campagna referendaria che le opposizioni hanno nei fatti già avviato: “Politicizzare il referendum è dannatamente pericoloso”. È la risposta all’affondo più duro, quello arrivato martedì scorso durante l’approvazione della riforma in seconda lettura al Senato dai banchi del Pd, quando ha preso la parola Dario Franceschini. L’ex segretario dem ha parlato di “un referendum a fine legislatura contro il governo Meloni, oltre il merito della riforma, e state sicuri che non pochi usciranno di casa per votare contro il governo Meloni e le vostre tentazioni autoritarie”.

Secondo il Guardasigilli, “Franceschini ha chiamato a raccolta le opposizioni e la magistratura per conferire al referendum un significato esclusivamente politico. E questo non …

Carlo Nordio sceglie Il Secolo d’Italia, il quotidiano online della destra italiana, per difendersi e difendere la riforma che prevede la separazione delle carriere tra pm e giudici. Soprattutto il ministro della Giustizia vuole provare a contenere la campagna referendaria che le opposizioni hanno nei fatti già avviato: “Politicizzare il referendum è dannatamente pericoloso”. È la risposta all’affondo più duro, quello arrivato martedì scorso durante l’approvazione della riforma in seconda lettura al Senato dai banchi del Pd, quando ha preso la parola Dario Franceschini. L’ex segretario dem ha parlato di “un referendum a fine legislatura contro il governo Meloni, oltre il merito della riforma, e state sicuri che non pochi usciranno di casa per votare contro il governo Meloni e le vostre tentazioni autoritarie”.

Secondo il Guardasigilli, “Franceschini ha chiamato a raccolta le opposizioni e la magistratura per conferire al referendum un significato esclusivamente politico. E questo non va bene per due ragioni. La prima è che qui si parla di giustizia, di lacrime e sangue dei cittadini inquisiti, della libertà individuali compresse, di carcerazioni ingiustificate, di riservatezza violata. Strumentalizzare la dea bendata a fini elettorali è di una spregiudicatezza che in Franceschini mi stupisce” pur riconoscendo nelle parole dell’ex ministro “una logica ferrea”.

Poi Nordio, ricordando anche la caduta del governo Renzi a causa del referendum costituzionale, sembra mettere le mani avanti: “Il referendum non può e non deve avere conseguenze politiche”. Il Guardasigilli difende il progetto della riforma e la conseguente separazione delle carriere spiegando che si tratta di "un grande traguardo" che "ridà indipendenza alla stessa magistratura, che sarà svincolata dall'ipoteca delle correnti".

Parlando della pubblicazione da parte dell'Anm della lettera del ’94 contro la separazione delle carriere, con il calce 1500 adesioni tra cui quella di Nordio, il ministro evidenzia che l’associazione “è entrata in un terreno scivoloso, per non dire minato. Io ho cambiato idea 30 anni fa, da allora ci ho scritto 5 libri e dozzine di articoli con una certa coerenza”. Ricorda inoltre che “vari magistrati, per non parlare dei politici, hanno cambiato idea molto più di recente. Ne faremo la raccolta, e credo che l'Anm ne sarà imbarazzata”. Infine all'Anm chiede di slegarsi “dall’abbraccio mortale” con l'opposizione mantenendo “il dibattito nei suoi limiti fisiologici, cioè del diritto e del buon senso”.

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