✕

Ponte, il paradosso: per i cantieri si cerca l’acqua che non c’è. “Manca nelle case, servono pozzi”

Villa San Giovanni in Calabria 

Ascolta l'audio

Sicilia e Calabria fanno i conti con i cambiamenti climatici e siccità. L’allarme dei sindaci: “A Villa San Giovanni in alcuni giorni le erogazioni sono sospese tra le 23 e le 8 del mattino”
2 minuti di lettura

In Sicilia e in Calabria si cerca l’acqua in vista dei cantieri del Ponte sullo Stretto. Se il via libera del Cipess è già arrivato e adesso si aspetta il disco verde dalla corte dei conti per iniziare i lavori a terra, intanto dalla società Stretto di Messina si prevede di cercare l’acqua per permettere ai cantieri di essere avviati. Paradossi delle due regioni chiamate a ospitare il ponte a campata unica più grande del mondo, che nell’ultimo biennio hanno fatto i conti con i cambiamenti climatici e una siccità senza precedenti. Non a caso lo stato d’emergenza idrica continua a restare in vigore tanto in Sicilia quanto in Calabria: “Il presidente Roberto Occhiuto – racconta la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti – non ha mai revocato l’emergenza”.

La società Stretto di…

In Sicilia e in Calabria si cerca l’acqua in vista dei cantieri del Ponte sullo Stretto. Se il via libera del Cipess è già arrivato e adesso si aspetta il disco verde dalla corte dei conti per iniziare i lavori a terra, intanto dalla società Stretto di Messina si prevede di cercare l’acqua per permettere ai cantieri di essere avviati. Paradossi delle due regioni chiamate a ospitare il ponte a campata unica più grande del mondo, che nell’ultimo biennio hanno fatto i conti con i cambiamenti climatici e una siccità senza precedenti. Non a caso lo stato d’emergenza idrica continua a restare in vigore tanto in Sicilia quanto in Calabria: “Il presidente Roberto Occhiuto – racconta la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti – non ha mai revocato l’emergenza”.

La società Stretto di Messina fa sapere che “per l’approvvigionamento dei cantieri non saranno pregiudicate in alcun modo le forniture delle città di Messina e Villa San Giovanni. È stato valutato uno specifico piano per la sostenibilità idrica dei cantieri. In un’ottica di ridondanza, anche al fine di seguire l’evoluzione temporale del cantiere, è stata individuata come soluzione ottimale la realizzazione di nuovi campi pozzi. Si evidenzia che i quantitativi degli approvvigionamenti sono superiori ai fabbisogni dei cantieri e ciò consentirà l’immissione in rete di un surplus già durante l’esecuzione dell’opera, lasciando a disposizione delle amministrazioni comunali tale fabbisogno aggiuntivo”. Non abbastanza, secondo i due primi cittadini dei Comuni che saranno prevalentemente interessati dai cantieri. “A Villa San Giovanni – racconta ancora Caminiti - siamo in una fase di contingentamento e stiamo molto meglio dei Comuni vicini, perché garantiamo l’erogazione dalle 8 del mattino alle 23. È chiaro che è inimmaginabile il peso che può avere un cantiere come quello del Ponte senza misure compensative. Noi abbiamo chiesto delle opere preliminari che ammontano a 135 milioni di euro: gli interventi per i quali abbiamo indicato priorità sono la manutenzione della rete idrica, la ricerca di nuovi pozzi e un dissalatore”. Anche perché se a Villa San Giovanni in alcuni giorni le erogazioni sono sospese tra le 23 e le 8 del mattino, “i paesi vicini a noi, come Scilla o Reggio – osserva ancora Caminiti – garantiscono l’erogazione due volte al giorno nelle diverse zone abitate”.

A Messina le opere compensative ammontano complessivamente a 434 milioni di euro, ma la priorità richiesta anche dal sindaco Federico Basile riguarda l’acqua. “Abbiamo, come d’altronde accade ovunque in Sicilia, perdite nella rete idrica pari al 50%. La società ha già previsto la realizzazione di alcuni pozzi nella zona nord e in quella sud, vicino Forza d’Agrò, ma noi abbiamo chiesto che venga data priorità al completamento del progetto Pnrr di riduzione delle perdite: è un piano da 26 milioni di euro che consentirà di ridurre la dispersione d’acqua del 15%. In più abbiamo chiesto ulteriori 20 milioni per un nuovo progetto che consenta di recuperare altre perdite del 15%”. Insomma, via libera al progetto del Ponte, non resta che trovare l’acqua per impastare il cemento.

Leggi i commenti