«Vediamo se quello di Putin è un bluff». Giorgia Meloni lo ripete due volte, prima nella call che serve agli europei per trovare una linea comune, un piano in cinque punti per provare a scudare Kiev, evitando che i negoziati d’Alaska assomiglino a una resa. E poi davanti a Donald Trump, nella seconda video-riunione, la più spinosa. Nonostante i distinguo dei mesi passati rispetto all’asse franco-…